sabato 20 ottobre 2007

Regime.

L’articolo 21 della costituzione recita: "...Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.  La stampa non può essere soggetta ad  autorizzazioni o censure..."

Riccardo Franco Levi; ricordatevi bene questo nome del braccio destro di Prodi che è l’autore della proposta di legge che vuole “regolamentare”  e cioè imbavagliare tramite tutta una serie di burocratizzazioni, di obblighi, di spese (bolli, iscrizioni e quant’altro) la libertà assoluta che faceva di internet e dei blog un qualcosa di nuovo nel panorama dell’informazione drogata ed addomesticata, complementare al potere istituzionalizzato.


Quella che viviamo è la civiltà della comunicazione per cui  la comunicazione è potere e controllare la comunicazione è controllare il potere!


Basta vedere a chi fanno capo i grandi mezzi di comunicazione, dalle TV ai giornali, alle grandi case editrici ed alle stesse agenzie di stampa per rendersi conto che il grande interesse che essi dimostrano per i mezzi di comunicazione giustifica appieno la nostra tesi, stante che, nella maggior parte dei casi, queste imprese non hanno bilanci particolarmente appetibili, ma che sono, sempre, degli strumenti per formare e dirigere la pubblica opinione laddove è l’interesse di una globale strategia del potere.


Ebbene, in questo contesto, il potere non si era accorto, o se ne era accorto troppo tardi, che un mezzo come INTERNET in cui regna una libertà assoluta che sfiora l’anarchia, era come ghiaia nei ben oliati ingranaggi della comunicazione istituzionale e che rischiava di vanificare tutto il lavoro di sottile condizionamento che aveva sinora permesso di gestire le masse con opinioni prefabbricate e pensieri precotti e surgelati...


Riccardo Franco Levi è lo strumento con cui il potere sta tentando di chiudere la stalla, senza capire che ormai i buoi sono fuggiti e, soprattutto, che avendo assaporato il profumo acre ed inebriante della libertà, non sono disposti a rientrare.


Il progetto di legge è passato alla commissione giustizia della camera quasi senza opposizione a significare che quando è in pericolo il controllo del potere e gli interessi di cosca, nessuno più fa distinzione tra governo ed opposizione, ma TUTTI sono solidali.


Tra l’altro, la frenesia della paura ha impedito al governo di pensare perché se no avrebbe capito che un simile provvedimento colpirà essenzialmente i piccoli, mentre i più organizzati non dovranno far altro che spostare sede e server all’estero per sfuggire alla legge liberticida.


E’ necessaria una generale mobilitazione, un sollevamento civile, ma determinato per impedire che il disegno di legge di Riccardo Franco Levi possa passare in parlamento.


Ne va della nostra libertà, ne va della costituzione, ne va del nostro futuro di cittadini liberi!


Alessandro Mezzano


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