domenica 21 ottobre 2007

La trappola.

Era prevedibile.



De Magistris, il PM di Catanzaro aveva i giorni contati per avere osato scavare nel lerciume del potere che si chiama massoneria  e che coinvolge politica, magistratura, forze armate, banche ed alta finanza.



La maggior parte dei magistrati ha capito da tempo, sin da prima di tangentopoli, fino a dove è possibile spingersi nelle inchieste che passano dal loro tavolo, senza correre il pericolo di giocarsi  la carriera quando non addirittura la vita e sa stare alle regole non scritte che riservano l’impunità alla casta/cosca del potere, quello vero, quello dei “pupari” che tirano le fila del gioco.



Ma ogni tanto, qualcuno, qualche sconsiderato che ha preso ingenuamente sul serio il giuramento, fatto all’atto dell’entrata in magistratura, di difendere la Legge e la costituzione in ogni caso e senza guardare in faccia nessuno, non ci sta e si permette di ficcare il naso in faccende che trascendono l’ordinaria amministrazione dell’abigeato, della rapina, dell’omicidio, del furto con scasso o della piccola truffa e ha l’impudenza di scoperchiare le trame che reggono la struttura di un potere occulto che gioca in grande, che è strutturato ed organizzato, che gode di appoggi inimmaginabili e potenti da parte della politica perché anche essa è complice occulta di quella stessa trama truffaldina.



Ci sono in gioco miliardi e miliardi di euro da sottrarre agli scopi per cui sono stati ufficialmente stanziati e deviarli in profitti privati e una manovra di tale entità e di tale natura è irrealizzabile senza l’appoggio e la complicità del potere politico, né è plausibile che, proprio per l’entità delle operazioni, esse possano essere completamente sconosciute a quella parte politica che non è direttamente coinvolta e che quindi è almeno complice morale delle malefatte..!



Ed allora era prevedibile che De Magistris finisse per essere umiliato dalla esclusione dall’inchiesta che aveva avuto il coraggio e l’imprudenza di iniziare.



Il giochino è stato semplice ed efficace e, dal lato formale, non presenta alcuna irregolarità.




  1. Mastella ha notizia informale di essere indagato.

  2. Mastella manda una ispezione ministeriale e deferisce DE Magistris al CSM

  3. All’iscrizione ufficiale di Mastella nel registro degli indagati, scatta una “Incompatibilità” tra De Magistris che indaga e Mastella che lo ha deferito al CSM



Il gioco è fatto, De Magistris è fuori dalle scatole, l’inchiesta è affidata ad altro PM che, male che vada, non sarà così pazzo come De Magistris e capirà come si deve cantare nel coro…



In un Paese civile la gente si arrabbierebbe e scenderebbe in piazza per difendere il diritto e la giustizia e per cacciare dai loro scranni coloro che li infangano e li disonorano con i loro comportamenti mafiosi, ma in Italia, siamo facili profeti, non succederà e tra sei mesi nessuno più si ricorderà di un magistrato ingenuo e coraggioso che si chiama De Magistris!



Alessandro Mezzano

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