mercoledì 5 dicembre 2007

VIVA IL MERCATO.

Azouz Marzuk, arrestato ieri per spaccio di droga, era diventato un personaggio dei settimanali e della TV e concedeva interviste a pagamento e riceveva offerte per prestazioni sessuali.



Lo zingaro Rom che, guidando ubriaco ha ucciso quattro ragazzi, ora  vive in un lussuoso residence ed ha un manager che gli procura serate in discoteche, interviste, e contratti come “testimonial” di capi di abbigliamento.



Sono solo due esempi di una tendenza che negli ultimi tempi ha preso piede ribaltando le valutazioni dell’etica con un cinismo che lascia esterrefatti.



A che punto è arrivata e dove sta andando questa nostra società cinica ed amorale che confonde il profitto con il bene, la furbizia con il giusto e la visibilità con il merito?



Come diceva una magistrata, il discrimine delle azioni umane non è più tra bene e male, ma bensì tra visibilità ed anonimato.



Ma il privilegiare l’apparenza rispetto alla sostanza implica di per se una resa caratteriale di chi, constatata la propria incapacità di prevalere grazie alle proprie risorse intellettuali, morali, di volontà e di applicazione, ripiega sul surrogato dell’apparenza anche quando essa nasconde un vuoto ed una aridità totali.



E’ questa d’altronde la strada obbligata di una società che ha abbandonato i vecchi valori che la reggevano senza sapere sostituirli con nulla di alternativo che riempisse il vuoto lasciato.



Perché il discorso è più ampio di quanto può apparire in prima analisi in quanto Azouz ed lo zingaro Rom sono la parte eclatante del fenomeno, ma non esisterebbero come tali se non ci fosse tutta una vasta platea di cittadini pronti a bearsi morbosamente delle interviste che essi concedono o pronti a comperare l’abbigliamento che essi sponsorizzano.



Il mercato non fa altro che registrare ed a volte incrementare dei fenomeni che però non crea e che nascono spontanei in una società che è fertile terreno di cultura per aberrazioni sociali che essa sviluppa e di cui si nutre...



Un mondo come quello materialista in cui viviamo, sia esso marxista o capitalista, dove tutto è mercificato e tutto, dai sentimenti alle istituzioni, assume un valore venale, non può che dare simili frutti avvelenati!



Ed allora dovremmo riflettere sulle scelte fondamentali che si pongono agli individui ed alla società e che si riducono, sfrondando tutto il superfluo e riducendo all’essenziale, alla volontà di essere od a quella di avere.



Sono due strade divaricanti che portano verso destini diversi ed alternativi che sono, da una parte l’evoluzione ed il progresso e dall’altra l’involuzione ed il decadimento.



Ma bisogna che ci si pensi e che si agisca subito, prima di attraversare il punto di non ritorno oltre il quale ogni proposito diverrebbe inutile..!



Alessandro Mezzano

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