venerdì 8 gennaio 2010

Gianluca Freda: “Gli USA sono dietro i disordini in Iran …”

Intervista a Gianluca Freda, autore del libro "Mio Sotterraneo Mare". Laureato in lettere, indirizzo Moderno, settore filologico-letterario medioevale e moderno alla Facoltà di Lettere, sta conducendo la Scuola di Dottorato in Scienze del Testo presso l'Università degli Studi di Siena (Università degli Studi di Siena). Il tema dell'intervista: analisi su ultimi disordini in Iran.



Approposito degli ultimi avvenimenti verificatisi in Iran, Lei ha pubblicato un interessantissimo articolo nel su blog e vogliamo apprendere la sua opinione a questo riguardo. Si dice che le persone che hanno creato i recenti disordini in Iran starebbero combattendo contro un governo tirannico, Lei cosa ne pensa?

“Il fatto che le persone in Iran stiano combattendo contro il governo direi che è una cosa assodata, il problema non è tanto questo, il problema è stabilire che chi le muove, chi manovra queste folle di persone e qui direi che ci sono pochi dubbi. Nel 2007 il Congresso americano ha votato per un finanziamento di 400 milioni di dollari che aveva lo scopo dichiarato di cambiare il regime in Iran. Noi non sappiamo come siano stati utilizzati questi soldi che il Congresso americano ha destinato all’Iran ma sappiamo che sono stati destinati a tre gruppi principali: alla Famiglia Rafsanjani, alla famiglia Pahlavi e ai Mujaheddin del Popolo. Quindi che esista un progetto americano per cambiare il regime in Iran, direi non è soltanto un’ipotesi ma è qualcosa di sicuramente provato che è dimostrabile sulla base dei documenti. Dopodicchè le modalità con cui sono state manovrate le persone che oggi, sicuramente in buona fede scendono in piazza in Iran, noi le conosciamo fino a un certo punto. Sappiamo per esempio che sono stati sfruttati  dei Social Network come Twitter e Facebook che vengono utilizzati molto spesso dai servizi segreti italiani o americani allo scopo di mobilitazione delle folle. Quindi questo schema delle rivoluzioni colorate non è un qualcosa di certamente nuovo. Noi ne abbiamo viste accadere moltissime a partire dall’89 e il rovesciamento del governo cinese, poi nel 90 in Bulgaria, le conosciamo anche in Georgia e in Ucraina  e così via… Quindi diciamo che lo spettacolo a cui stiamo assistendo in Iran a mio avviso presenta alune caratteristiche, alcune modalità che rivela sicuramente una mano internazionale nella gestione delle operazioni”.



Ma secondo Lei perché questa mano internazionale agisce contro l’Iran?



I motivi sono abbastanza evidenti. L’Iran è una nazione che sta cercando con successo di acquisire una certa autonomia nella regione (un paese che sta cercando di acquisire la tecnologia nucleare sia allo scopo pacifico ma io penso anche allo scopo militare che è giusto), l’Iran è un paese ricco di petrolio e ha già aperto una borsa petrolifera internazionale nella quale il petrolio possa essere scambiato in altre valute tranne il dollaro ed e’ una nazione che sta acquistando un controllo territoriale sempre più netto nella regione sopratutto dopo l’intervento americano in Iraq, e questo naturalmente preoccupa USA e Israele che cercano di ottenere un predominio incontrastato nella regione e per questo motivo deve essere fermato; è difficile fermarlo con un attacco militare perche ovviamente l’Iran non è l’Iraq e ha strumenti e mezzi per difendersi e per questo si privilegia un’altro sistema ovvero un tentativo di rovesciare il governo dall’interno, cio che gli Stati Uniti hanno già dichiarato di aver intezione di realizzare, e se questo tentativo dovesse fallire servirà per lo meno per dare un’immagine negativa dell’Iran presso tutti gli altri paesi europei e gli altri paesi del mondo ed è questo che stanno cercando di fare in questo momento.



Lei  nel suo articolo parla di uno schema che presenta un visione del mondo completamente bipolare cioe bene-male assoluto amore-odio bello-brutto democrazia-tirrania e poi dice che l’Iran forse è un’alternativa o un qualcosa per uscire da questa visione del  mondo e poi dice che uscire da questo schema sarebbe anche a favore dell’Italia. Ci potrebbe parlare a questo riguardo?



Dopo il 1989, l’anno della caduta del muro di Berlino si è affermato quello che io lo definirei un dominio monocratico degli Stati Uniti che sono l’unica superpotenza rimasta su tutte le zone cruciali del pianeta — l’europa compresa- quel poco di autonomia di cui i paesi europei come l’italia godevano all’epoca del bipolarismo cioe’ all’epoca in cui esistevano due grandi superpotenze: Stati Uniti da una parte e Unione  Sovietica, dall’altra è andata completamente perduta. Finchè esisteva questo bipolarismo l’italia riusciva, bene o male, a mantenere un certo grado di autonomia, barcamenandosi in qualche modo  tra le due superpotenze esistenti; nel momenti in cui gli Stati Uniti hanno ottenuto il dominio totale della situazione anche l’Italia è stata costretta ad adeguarsi a quelle che erano le direttive monocratiche degli Stati Uniti. Tant’è vero che dopo il 1989 in italia c’è stato un evento come “mani pulite”. Ecco gli Italiani ricorderanno che mani pulite non è stato altro che un colpo di stato, finanziato e organizato dagli Stati Uniti per spazzare via quella che era la vecchia classe politica italiana e imporre una nuova classe politica che fosse  totalmente assoggettata agli interessi degli Stati Uniti, e questo quello che è successo. E da 20 anni noi ci troviamo in una situazione in cui la gran parte dell’Europa è assoggettata a una sorta di politica coloniale in cui tutti i governi europei e le autorità che stanno a capo dell’Unione Europea sono costrette a agire in nome degli interessi e che non sono interessi nazionali dei singoli paesi europei ma sono interessi cha fanno capo a entità economiche di oltre oceano che stanno altrove e da questa fase  monopolare, che vede gli Stati Uniti in posizione nettamente dominante, noi stiamo lentamente uscendo perchè gli Stati Uniti sono una super potenza in declino e hanno insomma un potere che va spilanciando sempre di più. Ad accellerare questo processo di declino degli Stati Uniti, potrebbe contribuire l’emergere di nuove potenze regionali; alcune gia esistono , per esempio la Russia, la Cina e ecc. L’Iran sta cercando di diventare se non proprio  una potenza per lo meno uno stato autonomo e indipendente dal potere statitunitense e  in qualche maniera in grado d’imporsi come potenza locale ed è questo il motivo per cui gli Stati Uniti sono preoccupati, questo senso che ogni nuova entita sia l’Iran, la Cina, sia la Russia, che riesce ad imporsi come nazione autonoma indipendente dagli interessi economici e commerciali  dell’unica superpotenza rimasta, accellera e facilita questo processo che ci condurrà un po alla volta verso il multipolarismo cioè verso una situazione in cui avremo non più un unica superpotenza ma tanti centri di potere, tanti centri di interesse economico che permetteranno un maggior numero di punti di riferimento e usciremo un po’ alla volta dalla situazione in cui siamo costretti a rispettare il diktat di  un’unica nazione. Questo può avvenire un po’ alla volta e l’Iran può contribuire a queste e naturalmente gli Stati Uniti sono preoccupati.



L’ultima domanda si dice che il futuro appartiene a chi gli va incontro. Lei parla di un cambiamento forse già iniziato nell’assetto degli equilibri politici internazionali, il declino dell’unica superpotenza rimasta ,in qualche modo la presenza di nuove potenze regionali o internazionali ,Cina ,Russia, India, Brasile, Sud Africa e forse anche l’Iran. Volevo chiederLe sulla scena politica attuale italiana c’è qualche partito, qualche forza, qualche personalità che abbia compreso questo cambiamento e in qualche modo si prepari  a non venir sorpreso dai cambiamenti che verranno?



Sicuramente c’è una tendenza di alcuni elementi del governo attuale a partire dello stesso Berlusconi ad aprirsi a questa fase multipolare. Io prevedo che questi cambiamenti si verifichino – non a breve termine – ma da qui a qualche decennio. Uno è Berlusconi che ha capito che stiamo per entrare in questa fase e sta infatti stringendo accordi molto stretti con per esempio la Russia, con la Libia e con lo stesso Iran uno dei pricipali partner commerciali italiani. Quindi ci si sta dirigendo lentamente verso una situazione di apertura. Quello che naturalmente vediamo in questo momento è che tutti coloro che cercano di perseguire questa soluzione e cercano di aprirsi a potenze non gradite agli Stati Uniti vengono osteggiati in tutte le maniere. Io non sono assolutamente ammiratore di Berlusconi, tutt’altro, però è un fatto che in questo momento è uno di pochi – se non l’unico -  che ha compreso questo corso e sta cercando di favorirlo e da questo punto di vista Berlusconi e’ stato osteggiato ed è stato soggetto ad una serie di attacchi incessanti sopratutto a partire da un paio d’anni a questa parte: scandali sessuali, denunce di corruzione e io naturalmente vedo in questo una mano di coloro che stanno cercando di impedire all’Italia di crescere, perchè poi si trova in una zona strategica; e’ un nodo cruciale degli interessi europei aprirsi a questa situazione nuova.



A cura di Davood

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