domenica 11 gennaio 2009

PERUGIA PER IL POPOLO PALESTINESE.


Proteste. La guerra in Medio Oriente con l’operazione lungo la striscia di Gaza ha fatto scendere in piazza il popolo palestinese. In via Settevalli si fa sentire Forza Nuova.



Un centinaio di palestinesi, tra cui donne e bambini, hanno manifestato ieri pomeriggio nel centro storico di Perugia contro la guerra nella striscia di Gaza. Il corteo era aperto da uno striscione bianco con la scritta «Stop al massacro»: i manifestanti, sventolando bandiere palestinesi, hanno urlato numerosi slogan contro Israele.



Sempre ieri alle 17.30, ma in via Settevalli, di fronte al bar Continental Forza Nuova Perugia è scesa nelle strade per manifestare con i propri militanti la sua piena e incondizionata solidarietà al popolo Palestinese, “vittima in questi giorni di una devastante e ingiustificabile aggressione da parte di Israele. Il numero dei morti, per la maggior parte donne e bambini, ha superato ormai le ottocento unità e oltre tremila risultano i feriti”. Forza Nuova, che ha incontrato a Roma la delegazione palestinese in visita ufficiale, ha promosso a Perugia un presidio di protesta “contro l'etnocidio del popolo palestinese, realizzato nel silenzio complice della comunità internazionale. "Fermare il genocidio Palestinese, fermare il terrorismo sionista": questo lo slogan scelto da Forza Nuova per esprimere la propria precisa posizione di ferma condanna delle politiche sioniste in Medio Oriente. Riccardo Donti, segretario di Forza Nuova di Perugia ha affermato: " Non ci sorprende che nessuna forza politica abbia finora espresso incondizionata solidarietà al popolo palestinese: il sionismo sta mostrando in queste ore sulla pelle degli uomini e delle donne dì Gaza la sua vera natura perversa e pericolosa per il mondo intero."





Dal Corriere dell'Umbria.





1 commento:

  1. Processo per l'omicidio di meredith

    Perugia, 140 giornalisti in aula. Ma in città nessun interesse



    Qualche anziano - tre o quattro al massimo - davanti al portone, un uomo fermo a leggere le locandine dei quotidiani locali, una decina di persone in tutto all'interno dell'aula: «E questa - commenta un distinto signore - è la migliore risposta che la città potesse dare».

    Perugia ha accolto con indifferenza l'avvio del processo a Raffaele Sollecito e Amanda Knox cominciato oggi all'interno del vecchio palazzo di giustizia, nel centro storico della città. «E questa - commenta un distinto signore - è la migliore risposta che la città potesse dare».

    Stamani già prima delle otto in piazza si era formata una coda di alcune decine di persone davanti al posto di controllo all'ingresso del tribunale ma erano tutti e solo giornalisti.

    Nella stessa piazza una decina di furgoni per le riprese televisive con in corso le prime «dirette» per i tg del mattino. Un «circo mediatico» che sembra non proprio gradito dai perugini che attraversano in fretta piazza Matteotti, o escono dal supermercato, proprio accanto alla porta del tribunale, costretti ad un piccolo slalom oltre le transenne piazzate per i giornalisti. Alcuni sembrano persino infastiditi dai numerosi cronisti e cameramen e dai pulmini delle tv.

    Gli operatori dell'informazione sono infatti numerosissimi, come previsto: per questo primo appuntamento sono stati accreditate un'ottantina di testate di tutto il mondo, con 140 giornalisti. All'interno, nell'aula dell'udienza, oltre ai cronisti, ci sono undici persone del pubblico. Tra loro anche una donna anziana. Tre sono studentesse di giurisprudenza che si trovano lì per motivi di studio.

    Fuori, nella piazza dove si trova il tribunale, all'interno del vicino bar, o nella panetteria, i commenti della gente sono tutti analoghi: «La giustizia farà il suo corso, a me non interessa più»; «Non sono questi i problemi del mondo»; «Ho altro da pensare»; ma anche, in molti, sottolineano come particolarmente positivo il fatto che non ci siano curiosi.



    Girano anche dei volantini di Forza Nuova nei quali si invita a evitare il «Truman Show» e a pensare, invece, a ciò che accade nella Striscia di Gaza.

    «Credo che i perugini - aveva detto nei giorni scorsi il sindaco della città, Renato Locchi - che conosco per persone sobrie e riservate, non gradiranno eccessi di spettacolarizzazione e si augurano che la giustizia possa seguire i suoi percorsi con serenità e, se possibile, discrezione».

    Tutto questo in una città, sempre secondo il sindaco, che vive questa vicenda come «una ferita ancora aperta».

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