martedì 18 marzo 2008

La rabbia dei giusti.

L'Ue guarda con ''molta preoccupazione'' agli incidenti avvenuti a Mitrovica, nel nord del Kosovo, che hanno coinvolto le forze delle Nazioni Unite (Unmik) e della Nato (Kfor). Bruxelles lancia un forte appello alla calma e afferma che la missione Eulex non subira' alcuno slittamento: l'invio di giudici e altro personale dell'Unione sara' completato entro giugno. E intanto la Nato avverte che reagira' ''con fermezza'' alle violenze. Il portavoce dell'Alleanza atlantica, James Appathurai, ha condannato oggi con forza gli attacchi contro le forze Onu e Nato, assicurando che la Nato ''reagira' con fermezza ad ogni atto di violenza come prevede il suo mandato dall'Onu'', e ha poi fatto appello ''alla moderazione e al rispetto della legge''. Dalla presidenza della Ue, oltre alla condanna delle violenze, arriva anche un appello a tutte le parti, alla comunita' serba cosi' come a quella albanese, a lavorare insieme alla costruzione di un ''Kosovomulticulturale''. ''Non ci puo' essere posto per la violenza, uno Stato multietnico puo' essere costruito solo con la cooperazione di tutte le sue comunita' e nel rispetto della legge e della democrazia'', ha fatto sapere oggi la presidenza slovena in una nota.

La conferma che la missione Ue procedera' senza variazioni di programma l'ha data Javier Solana, l'Alto rappresentante della politica estera e di sicurezza comune. ''Sono molto preoccupato per la situazione inKosovo, chiedo a tutte le parti di fare del proprio meglio per far tornare a breve la calma ma la missione Eulex non e' in pericolo e seguira' il calendario stabilito'', ha detto oggi Solana, durante una visita ufficiale a Lubiana. Il calendario di Eulex prevede che entro giugno arrivino in Kosovo, e si dispieghino su tutto il territorio, i 2.000 tra poliziotti, giudici e finanzieri previsti dalla missione Ue. Gli uomini della Ue dovranno subentrare alle forze Unmik dell'Onu - che amministrano il territorio dal 1999 - ma il loro dispiegamento potrebbe anche subire dei ritardi. ''E' molto complicato dal punto di vista della logistica inviare migliaia di uomini, trovare loro posto e provvedere alle loro esigenze'', fanno sapere i piu' stretti collaboratori di Solana. Finora sono arrivate le prime 20 persone, quasi tutti capi unita' e 'facilitatori', ovvero personale che ha il compito di preparare il terreno per gli altri che arriveranno entro giugno. E il dispiegamento continuera' ad avvenire lentamente, poche decine di persone alla volta, soprattutto per le difficolta' che si potrebbero incontrare nel nord del Kosovo, cioe' nell'area di Mitrovica, dove vivono 40 mila dei 120 mila serbi del Kosovo.



(www.ansa.it)

Nessun commento:

Posta un commento