martedì 1 aprile 2008

ETSI MORTUUS URIT.

Lèon  Degrelle, l'ultimo guerriero. [A quattordici anni  dalla scomparsa]

Militante della gioventù cattolica belga, Léon Degrelle fu il fondatore del movimento Christus Rex, di ispirazione sociale fascista e di radici fortemente cattoliche e nazionaliste. A soli trent' anni era già l' uomo politico più importante del Belgio, un autentico capo carismatico. Era il contatto con la gente, il fluido che emanava durante i comizi, quella voce, quei gesti, che consegnavano l' uditorio nelle sue mani. "La politica è un atto d' amore", diceva, uno scambio di sensazioni tra il popolo ed il suo capo. Nel 1940 la Germania invase il Belgio e i Rexisti di Degrelle cominciarono la guerra al fianco dei tedeschi. Per conservare l' indipendenza del Belgio e per poter dimostrare il valore di quella gente nella lotta al nemico comune: il comunismo.


Nel 1941 Degrelle creò la legione Vallonia, che nel '44 diverrà Waffen SS, e andò a combattere, da soldato semplice, sul fronte russo. 75 combattimenti corpo a corpo, ferito 7 volte, Degrelle si conquistò in breve la Croce di Ferro, il grado di Generale e l' enorme ammirazione del popolo tedesco. "Partivo per primo all' assalto perché bisognava che i tedeschi sapessero che la gente del mio paese si batteva bene e perché la gente si batta bene il capo deve andare avanti. E quando si chiede a dei ragazzi di morire, bisogna essere pronti a morire per primi".


Tutta la sua vita Degrelle l' ha dedicata al sogno della realizzazione di un grande impero europeo dei popoli, avendo ad esempio il mondo delle Waffen SS, nelle quali si battevano, fianco a fianco, volontari di ogni parte d' Europa. Dopo la sconfitta militare del Terzo Reich cominciò il suo esilio in Spagna, dove per molti anni, prima di morire il 31 marzo del '94, è rimasto guida spirituale per la gioventù nazional-popolare europea.Perché Degrelle incarna lo spirito (geist) e l' ideale di vita guerriero. La bellezza della lotta, il coraggio di dedicare sé stessi ad un ideale, la lotta contro la stupidità e la vanità della vita di oggi, le sofferenze e i sacrifici che portano a gioie potenti. "Qui risiede la felicità: nel donarsi completamente". Questo l' insegnamento di Degrelle. Grandi il suo amore e la fiducia verso i giovani.


La società di oggi rappresenta la massima caduta dei Valori e dei grandi Ideali, una società amorfa e mercantilista: proprio ai giovani, quei pochi che hanno un diverso stile di vita, che non cadono ammaliati dalle sirene ingannatrici della società di oggi, quei pochi che hanno la volontà di diventare Uomini, Degrelle si rivolge, per la costruzione di un mondo nuovo: "una favilla di fuoco in un qualsiasi angolo del mondo e tutti i miracoli di grandezza diventano possibili" . Mai Degrelle rimpiangerà la sua dura giovinezza: "Scrivo vicino a un barile arrugginito, in fondo al quale galleggiano gli ultimi fili d'erba della nostra acqua ghiacciata.


Questa povertà, questo isolamento, noi li conosciamo perché abbiamo voluto essere dei puri. E, ora più che mai, in questa solitudine in cui i corpi e i cuori si sentono invasi da un freddo mortale, io rinnovo i miei giuramenti di intransigenza. Ora più che mai, io camminerò diritto, senza cedere in nulla, senza venire a patti, duro verso la mia anima, duro verso i miei desideri, duro verso la mia giovinezza. Preferirei dieci anni di freddo, di abbandono, piuttosto che sentire un giorno la mia anima vuota, sgomenta dei suoi sogni morti. Scrivo senza tremare queste parole che pure mi fanno soffrire. Nell'ora della disfatta di un mondo, c'è bisogno di anime rudi ed elevate come rocce contro cui s' infrangeranno invano le onde scatenate." Un angelo-guerriero Léon Degrelle, un esempio per la nostra gioventù.


ETSI MORTUUS URIT, seppur morto arde, è stato scritto sulla sua tomba.


Tratto da: Noi Alzo Zero.

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