
La colpa è poi di chi ha spalancato le braccia all’immigrazione selvaggia sperando di rimediare in questo modo nuovi elettori di bocca buona per sostituire gli italiani a cominciare da Romano Prodi che guida un governo che non fa gli interessi degli italiani quanto piuttosto degli immigrati avendo addirittura contribuito a creare in Italia un razzismo al contrario dove i vessati siamo noi italiani. La colpa è poi di quei buonisti da quattro soldi che in nome di una improbabile società multietnica lasciano mano libera alla feccia che viene in Italia perché sa che qui le leggi sono inefficaci, che la polizia ha le mani legate, che le sentenze sono spesso benevole e comunque l’espulsione è sempre molto teorica. Ieri, sull’onda emotiva di questo fatto di sangue, di buon mattino le ruspe si sono presentate al campo Rom di Tor di Quinto a Roma, quello nel quale abitava l’assassino, e lo hanno smantellato. Un atteggiamento ipocrita, perché senza l’espulsione dei suoi abitanti questi si sposteranno solo un poco più in là e presto torneranno pure a costruire le loro baracche dove le avevano fino a ieri. Bisogna distruggere tutti gli insediamenti abusivi e cacciare via i loro abitanti: subito. Del resto, se sono nomadi, che nomadi siano e non venga permesso il soggiorno in Italia per un periodo superiore alle due settimane, mentre invece i campi (tanto coccolati dall’Opera nomadi) esistono da anni, lunghissimi anni per la popolazione costretta ad un difficile vicinato. Bastava poi affacciarsi un po’ dal finestrino della propria auto percorrendo la via Olimpica per vedere nel campo di Tor di Quinto far bella mostra di sé vetture lussuose. Come sono state acquistate da persone che non producono reddito? Gli stranieri in Italia, circa quattro milioni, non sono tutti delinquenti e non lo sono certo nemmeno tutti i romeni, tra loro c’è brava gente con voglia di lavorare e vivere civilmente a fianco degli altri, ma bisogna uscire dall’ipocrisia, fermare il degrado, colpire duramente i criminali e comunque impedire il soggiorno in Italia a chi non ha mezzi di sostentamento e quindi non può che dedicarsi al crimine. Bisogna agire subito, prima che sia troppo tardi, perché la gente è stanca e prima o poi, nella latitanza dello Stato, comincerà a farsi giustizia da sola e nemmeno questa sarebbe civiltà.
Di Paolo Emiliani pubblicato su Rinascita.
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RispondiEliminaGrazie per l'attenzione
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