domenica 27 settembre 2009

Alessandro Bruschetti. Futurismo aeropittorico e purilumetria.

5 settembre – 1 novembre 2009


Nell’anno del Centenario della nascita del Futurismo l’Umbria dedica un’importante mostra monografica ad uno dei più noti futuristi umbri della seconda generazione: Alessandro Bruschetti.



Come per altri grandi eventi la mostra, Alessandro Bruschetti futurismo aeropittorico e purilumetria, è articolata in più sedi. A Palazzo della Corgna di Castiglione del Lago, Perugia, saranno presentate circa settanta opere datate fra il 1928 e il 1977 che ripercorrono tutto l’itinerario estetico dell’artista e l’evoluzione del suo linguaggio, mentre a Palazzo Baldeschi al Corso di Perugia, sede espositiva della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, si focalizzerà l’attenzione sull’ampio tema del Sacro, anch’esso declinato dall’artista in vari linguaggi, con circa quaranta di opere.



Questa mostra è la prima retrospettiva monografica dopo quella Antologica dedicatagli dalla Regione Umbria, a Perugia, seguita alla  morte dell’artista avvenuta nel 1980.



L’evento è stato reso possibile dal contributo del Comune di Castiglione del Lago e da quello della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e si avvale del patrocinio della Regione dell’Umbria, Provincia di Perugia, Comune di Perugia e Fondazione Accademia di Belle Arti di Perugia.



Il progetto scientifico è degli Archivi Gerardo Dottori e in particolare di  Massimo Duranti, autore della prima monografia sull’artista. Organizzazione e realizzazione della mostra a cura di Andrea Baffoni, Caterina Bizzarri, Francesca Duranti, e Antonella Pesola.



L’inaugurazione dell’evento si terrà sabato 5 Settembre alle ore 11,30 a Palazzo Baldeschi al Corso di Perugia e a Palazzo della Corgna di  Castiglione del Lago alle ore 17,30.



In occasione della mostra, la casa editrice Gangemi di Roma pubblicherà una monografia sull’artista con saggi di Massimo Duranti, Andrea Baffoni, Caterina Bizzarri, Francesca Duranti e Antonella Pesola che analizzano l’attività dell’artista spaziando dagli esordi figurativi alla stagione futurista, a quella della purilumetria e del Sacro, nonché alla sua ricca attività di restauratore e di freschista. La monografia conterrà inoltre ricchi ed inediti apparati biobibliografici e documentari pubblicando circa 600 opere (di cui 200 a colori), molte delle quali inedite.



Alessandro Bruschetti è, dopo Gerardo Dottori, il più importante pittore Futurista umbro.



Nato a Perugia nel 1910, si forma presso l’Istituto d’Arte e l’Accademia di Belle Arti della stessa città; nel 1931 si trasferisce a Roma, per seguire i corsi dell’Istituto del Restauro e consegue l’abilitazione all’insegnamento.



Durante la permanenza nella Capitale entra in rapporti col Movimento futurista dopo che Marinetti vede il suo Dinamismo di cavalli e ne decreta ufficialmente l’ingresso nel gruppo. L’incontro lo aveva combinato il concittadino  Gerardo Dottori, conosciuto a Roma, con il quale stringe da subito un fecondo sodalizio. Espone per la prima volta nel 1931 alla II Mostra Sindacale di Perugia e nel 1935 allestisce la prima personale da Bragaglia, a Roma. Nel 1933 partecipa alla Mostra Nazionale Futurista a Roma e all’Omaggio futurista a Umberto Boccioni a Milano. E’ presente così a tutte le più importanti manifestazioni artistiche: alle Biennali di Venezia  (1934, 1936, 1938 e 1942) e Quadriennali di Roma del 1935 e 1939. A livello internazionale partecipa alle mostre di aeropittura ad Amburgo e Berlino del 1934 e di Istanbul e Vienna del 1935. Nello stesso anno torna a Perugia dove inizia un’intensa attività di restauratore, che lo porta fra il 1938 ed il 1940 a Castiglione del Lago, impegnato nei restauri dell’affresco della Madonna delle Grazie, nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena. In tale occasione conosce Maria, la sua futura moglie, donna forte e risoluta che lo aiuterà nei momenti difficili. Con lei pochi anni dopo si trasferisce a Città di Castello e successivamente a Monza, dove stringerà amicizia con altri esponenti del Futurismo milanese come Andreoni, Acquaviva, Belloli, Crali con i quali espone in varie rassegne. Aderisce a Futurismo-Oggi di Benedetto nel 1967.



A Monza risiederà per molti anni senza però perdere mai  contatti con la sua città natale dove tornerà in effetti a vivere dall’inizio degli anni Settanta.



Nell’ambito del Futurismo Bruschetti è noto soprattutto per aver sviluppato uno stile aeropittorico di ascendenza dottoriana con caratteristiche tuttavia di maggiore analiticità, come sottolineato dallo stesso Marinetti che, appena conosciuto, lo inserì a pieno titolo nel Movimento. Egli era infatti dotato di una grande abilità pittorica ed aveva sviluppato una tecnica in base alla quale la stesura pittorica risultava estremamente precisa nella costruzione geometrica e fortemente rigorosa sul piano formale. Questo lo aveva portato a sviluppare vedute aeroplaniche di grande effetto dove le macchine volanti che solcano il cielo creano arabeschi aerei altamente suggestivi. Dopo la fine del Futurismo, nel 1944, Bruschetti attraversa un periodo di sperimentazione che lo conduce ad elaborare quello che lui stesso definirà pittura purilumetrica, cioè ispirata ad un mondo siderale di forme geometriche ed astratte. Una pittura di forme cosmiche pure, realizzate in forma di solidi geometrici ed illuminate da una luce metafisica ultraterrena per cui, soprattutto nell’ultima fase, sperimenta anche l’inserimento di elementi metallici. Da qui il nome di una pittura purilumetrica.



Muore a Brugherio, Milano, nel Natale del 1980 mentre era a casa di una delle figlie.


Tratto da: www.gerardodottori.net

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