giovedì 3 febbraio 2011

Bretton Woods Nr. 2? No, grazie


Le bolle debitorie stanno dimostrando la colossale truffa che si annida e si realizza con un’emissione monetaria delegata a quegli istituti d’emissione privati definiti dai Signori del denaro “banche centrali”. Per correre ai ripari e mantenere ben strette le proprie rendite da usura, questi signori stanno ora cercando di propinare un qualche correttivo, adombrando il cosiddetto “ritorno all’oro”: in qualche modo una riesumazione dei famosi patti di Bretton Woods - imposti al mondo dai vincitori della seconda guerra mondiale - e comunque mantenendo inalterate le prerogative delle banche di emissione, diventate ormai il centro di potere sovrano sulle economie dell’Occidente e oltre. Un pannicello caldo. Come nota in un suo recente commento Savino Frigiola, la riproposizione di un sistema di parità fisse ancorate all’oro non frenerebbe certo l’incontrollata emissione delle banconote - parliamo soprattutto del dollaro - o dei certificati valutari speculativi. Lo dimostrano i conti ex post della stessa Federal Reserve - la banca (privata) di emissione Usa - che risulta aver stampato ed emesso dollari pari a ben nove volte le riserve di oro possedute. Quello che è certo è che il clan delle “banche di emissione” continuerebbe ad impadronirsi dei tassi primarii di sconto (il signoraggio) e quindi a fabbricare il solito accelerato debito degli Stati nazionali, proprio quello che attualmente strangola, con effetto domino, gran parte delle economie occidentali. Di qui il nostro nuovo appello a chi si trova al timone della politica italiana ed europea: lo Stato deve tornare virtuosamente a battere moneta in proprio, ottenendo di conseguenza l’equilibrio tra emissione monetaria e capacità dei cittadini di produrre ricchezza.  Il “signoraggio sovrano” -  trattenuto cioè dallo Stato nazionale e non dai privati, le nove banche d’affari in cima alla piramide dell’usura internazionale -  diventa così lo strumento principe per eliminare l’indebitamento della nazione e per realizzare il rilancio dell’economia e del lavoro. Spezzate le catene di una vita sottomessa al sistema monetario liberista ogni cittadino sarà dunque messo in grado di operare, con un nuovo contratto sociale, per il proprio benessere e nell’interesse di tutti.



http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=6275


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