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lunedì 1 agosto 2011

CONTRO IL MONDIALISMO MODERNO...DIFFONDI VIRUS VERITA'!


 









Perché “contro il mondialismo moderno”?

 

Il mondialismo moderno è la fase estrema dell’imperialismo capitalista americanocentrico nella sua manifestazione più degenerativa, antitradizionale, conservatrice e sovversiva al tempo stesso. Gli Imperi tradizionali d’Europa, nonostante avessero mitridatizzato il veleno di una religione aliena allo spirito indoeuropeo in forme politico-sociali d’impostazione tradizionale, si trasformarono alla fine del loro ciclo vitale in imperialismi e nazionalismi coloniali, invadendo ed infettando il mondo. Ancora una volta la legge del contrappasso ha voluto che l’Europa sia stata vinta e sottomessa da un frutto venefico del suo seno: l’America ha affrontato e vinto l’Europa, l’ha privata del suo potere e delle sue colonie, sostituendovi un neo-imperialismo politico, economico, mediatico. “Carlo Terracciano”

 

Perché la “maschera anti-gas”?

 

Per difendersi – appunto - dal veleno politico, economico e mediatico e per essere pronti alla rivolta.

 

Perché “diffondi virus verità”?

 

Viviamo in un mondo dove vengono plasmate le notizie a proprio piacimento e talvolta vengono costruite. I media mainstream decidono sempre la natura di tutto ciò che deve diventare “informazione”, affinché l'operazione possa sortire l'effetto desiderato. Le grandi lobby non monopolizzano solo l'informazione, gestiscono anche l'istruzione scolastica, il mercato pubblicitario, quello editoriale e discografico, il cinema, lo sport, la medicina e qualsiasi altro campo condizioni la “costruzione” dell'individuo. E’ proprio per questo che la rivolta passa – anche – per la diffusione di informazioni che vengono censurate e nascoste.



Ordina le t-shirt a:
controventopg@libero.it


martedì 26 luglio 2011

LIBERATE BRENDAN LILLIS


Londra condanna a morte Brendan Lillis



Violazioni dei più elementari diritti umani, vessazioni, umiliazioni. Abbiamo parlato molte volte delle condizioni del prigionieri politici nordirlandesi. Della recente ripresa della dirty protest contro la mancata applicazione dell’accordo che ad agosto dello scorso anno aveva posto fine alla “protesta sporca” iniziata a pasqua 2010 contro le condizioni di vita nel carcere di Maghaberry. Ex prigionieri ci hanno raccontato di come la pratica dello strip searching, le perquisizioni corporali, continui senza che ve ne sia una reale necessità: lo scopo è quello di umiliare i prigionieri repubblicani, di imporgli un trattamento degradante. A Maghaberry c’è anche ci rischia di morire per la mancanza di cure, e senza che vi sua una imputazione a suo carico. Parliamo di Brendan Lillis, 59 anni, prigioniero politico che ha trascorso molti anni in carcere in seguito alle sue attività repubblicane. Ad oggi Brendan ha trascorso più di 610 giorni nell’infermeria del carcere, senza che gli vengano prestate cure adeguate per una malattia reumatica cronica, la spondilite anchilosante, che fa fondere tra di esse le vertebre della spina dorsale e che lo può portare alla morte.

La storia di Brendan è quella di un attivista repubblicano già rinchiuso in carcere nel passato per attività legate alla sua militanza. Entrò nei Provisional IRA nel 1971 e una volta incarcerato, per possesso di esplosivi e di armi da fuoco, trascorse 16 anni a Long Kesh e quindi nei Blocchi H, quattro dei quali praticando la Blanket Protest (la protesta delle coperte - quando i detenuti repubblicani decisero di rifiutare le divise carcerarie imposte dai britannici e iniziarono a coprirsi solo con le loro coperte). Venne rilasciato nel 1994 e tornò alla sua casa a West Belfast. Ma due anni fa, nel 2009, Brendan è stato nuovamente arrestato in relazione a una rapina avvenuta nella Contea di Derry e non legata alla sua militanza repubblicana. A poche ore dal suo fermo, il segretario di Stato britannico ha revocato la sua sospensione di pena e lo ha fatto tornare in carcere. Di recente, la Corte Suprema di Belfast ha deciso che Brendan non è in grado di sostenere un processo a causa delle sue condizioni di salute e di conseguenza tutte la accuse contro di lui sono cadute. Ciò nonostante è rimasto rinchiuso nell’infermeria della prigione di Maghaberry. Al momento è relegato a letto, non riesce a parlare a lungo, in una cella senza finestre. Le sue condizioni stanno rapidamente peggiorando. Quando è entrato in carcere nel 2009, Brendan pesava 79 chili, ma ora è giunto a pesarne 37. Questo stato di deperimento sta angosciando la sua famiglia e i suoi amici. Per questa ragione è nato il gruppo Friends of Brendan Lillis, la cui pressante richiesta è quella di rilasciare immediatamente Brendan per assicurargli le cure adeguate delle quali ha estremo bisogno. Il gruppo di supporto richiede il rilascio per questioni umanitarie e a guidare la protesta c’è la compagna di vita di Brendan, Roisin Allsopp, che si è fatta carico in prima persona della mobilitazione iniziando, venerdì scorso, uno sciopero della fame, assieme ad ex Blanketmen, ad ex-POWs e altri militanti.

Dal canto suo il ministro della Giustizia nordirlandese ha ribadito che non intende fare nulla per la liberazione di Brendan . “Non sono sorpresa dalla reazione di David Ford, ma da un punto di vista umanitario credo che dovrebbe prendere posizione sull’argomento”, ha dichiarato Roisin commentando l’atteggiamento del ministro. Il caso di Brendan è attualmente al vaglio della Parole Commission, ma le speranze di un cambiamento nell’atteggiamento delle autorità sono molto poche. In ogni caso Roisin non si arrende e come lei molti altri che in queste ore si stanno mobilitando per una battaglia di giustizia e umanità. L’ex candidato repubblicano indipendente nelle elezioni del 2007, Davy Hyland, ha espresso la sua preoccupazione per le condizioni di Brendan e ha chiesto il suo immediato rilascio. “Il ministro della Giustizia britannico e David Ford e il segretario di Sato britannico Owen Paterson hanno adottato un approccio quasi “tatcheriano” sui prigionieri di Maghaberry. David Ford ha rifiutato sollecitare l’implementazione dell’accordo firmato lo scorso agosto (tra i prigionieri e l’amministrazione carceraria, ndr) e il segretario di Stato britannico ha revocato le licenze di vari repubblicani come Marian Price, Martin Corey e Brendan Lillis”. “È ironico che esattamente 30 anni dopo la morte di 10 Repubblicani che fecero lo sciopero della fame perché il governo britannico riconoscesse i loro diritti fondamentali, oggi i prigionieri Repubblicani di Maghaberry si trovano nella stessa situazione”, ha commentato. Sabato scorso Davy Hyland, con un gruppo di altri repubblicani di Newry si è recato a Belfast per portare il suo appoggio a Brendan Lillis, alla sua compagna Roisin e alla famiglia. “Invito tutti coloro che hanno a cuore I diritti umani a supportare la campagna per il rilascio immediato di Brendan. Invito tutti ad organizzare proteste, picchetti, petizioni, e a seguire la campagna per Brendan su Facebook. Le famiglie di coloro che parteciparono all’hunger strike del 1981, inclusa la famiglia di Bobby Sands, hanno chiesto l’immediato rilascio di Brendan. In questo difficile momento ricordiamo le famose parole di Bobby: “Ogni repubblicano ha la sua particolare parte da fare, nessuna parte è troppo grande e nessuna parte è troppo piccola””. E intanto anche partecipare allo sciopero della fame per chiedere la liberazione di Brendan sembra che nelle Sei Contee sia un reato: a Derry la polizia ha fatto irruzione in casa di alcuni militanti che stanno sostenendo la battaglia per la liberazione del detenuto repubblicano, distruggendo ogni cosa e picchiando anche una donna incinta.



Di Alessia Lai, www.rinascita.eu


sabato 26 marzo 2011

Ahi, serva Italia!


L’impegno militare italiano in Libia ottiene l’approvazione delle Camere e il Presidente Napolitano saluta con entusiasmo la notizia: ''E' una convergenza fondamentale che esprime comprensione della necessità che un paese come il nostro non restasse indifferente di fronte alla repressione di un moto di libertà e di giustizia sociale scoppiato anche in Libia''.



Ci risiamo. Dopo quanto avvenuto solo negli ultimi undici anni - nell’ordine - in Serbia, in Afghanistan ed in Iraq, l’Italia si presta di nuovo a partecipare ad una missione sedicente umanitaria, che cela in realtà il mero interesse da parte delle potenze mondialiste di estendere i propri tentacoli. Ha ragione il Presidente della Repubblica, un paese come il nostro non può restare indifferente: non può sottrarsi al ruolo di vassallo a cui è condannato da sessantasei anni rispetto ai suoi alleati. Su questo, al di là delle baruffe da osteria che contraddistinguono la dialettica parlamentare su questioni interne e spesso frivole, la convergenza politica non manca mai. Le Associazioni Culturali Zenit di Roma e Tyr di Perugia hanno ricordato oggi, con l’affissione di striscioni dal contenuto esplicito, come l’unità nazionale tanto auspicata trovi sempre riscontro là dove ci sia da ribadire il ruolo subalterno dell’Italia alle volontà altrui, così da renderla complice di massacri.



 



Associazione Culturale Zenit Roma – http://associazioneculturalezenit.wordpress.com

Associazione Culturale Tyr Perugia – http://www.controventopg.splinder.com






lunedì 24 maggio 2010

CONTROVENTO - MAGGIO/GIUGNO 2010 [SCARICA STAMPA DIFFONDI]



(Clicca sulla copertina per scaricare il numero di Maggio/Giugno)



SIAMO TORNATI!

Dopo un periodo di inattività torna Controvento. Un piccolo contenitore di idee, di analisi, di tematiche non politicamente corrette ma fatto da e per Uomini Liberi. Uno spazio aperto a tutti per  cercare di comprendere quello che realmente ci circonda e ci ha circondato, senza pretese. Per informare, per contro informare una massa accecata e abbruttita dall’edonismo imperante. In una società dove ormai si è diventati spettatori passivi e non protagonisti, dove non si clikka nemmeno più ma si è clikkati, abbiamo deciso di tornare. Di tornare a modo nostro, nei peggiori bar, nelle peggiori scuole, nelle peggiori facoltà dell’università di Perugia. Da sempre nei posti più bui per dare luminosità a questo mondo grigio.

In questo numero:

Bobby Sands, martire d`Europa. - Di Controvento
Bobby Sands, cuore di Belfast - Recensione conferenza - Di Riccardo Merolla
Il punto di non incontro tra destra israeliana e destra europea. - Di Controvento
Ernst Niekisch, l’incompiuto rimosso dalla storia - A.F.
La kermesse elettorale è finita! - Di Controvento
Scie chimiche: realta' o fantasia? - Di Mario Cecere


Per richiedere la copia cartacea e/o collaborare contattarci alla mail: controventopg@libero.it


mercoledì 10 febbraio 2010

Noi non scordiamo.



Il 10 febbraio si celebra in Italia il "Giorno del ricordo", solennità civile istituita con una legge del 2004, con la quale si intende celebrare la memoria delle vittime delle Foibe e dell'esodo Giuliano-Dalmata. Sono stati sicché necessari quasi sessant'anni per giungere ad un riconoscimento ufficiale, da parte della Repubblica Italiana, della tragedia dei nostri connazionali travolti dalle vicende del confine orientale, alla fine della seconda guerra mondiale e nel periodo successivo. Le Foibe, cavità naturali presenti in Istria e sul Carso, sono diventate il simbolo delle sofferenze patite dagli Italiani di quelle martoriatre terre; all'interno di esse venivano infatti gettati i nostri connazionali, nell'attuazione della politica genocida messa in atto dai partigiani di Tito volta a sradicare ogni identità Italiana dalle terre che sarebbero dovute diventare parte della nascente Federazione Jugoslava. All'indomani dell'8 settembre 1943 iniziò a prender corpo infatti, con strategia pianificata e meticolosamente  attuata, l'attività volta a colpire i simboli dell'Italianità, con stragi e  omicidi di personaggi che venivano ritenuti rappresentativi del regime  Fascista, ma non solo, anche semplici funzionari pubblici e i loro familiari,  quando non anche semplici cittadini, colpevoli solo di essere italiani.  Attività genocida quindi, messa in atto in maniera indiscriminata contro gli  italiani in quanto tali, spesso anche con l'avallo, se non anche in alcuni casi  la collaborazione fattiva, di altri italiani appartenenti a formazioni  partigiane; per quanto anche appartenenti al Comitato di Liberazione Nazionale  rimasero vittima delle epurazioni. Stragi, omicidi e deportazioni proseguirono impunite fino al trattato di pace del 10 febbraio 1947, nell'ambito del quale  fu stabilito il nuovo assetto del confine orientale, con la cessione di gran parte delle provincie di Trieste e Gorizia, Istria, Fiume e Dalmazia alla Jugoslavia. Da qui l'inizio del drammatico esodo di centinaglia di migliaia di  nostri connazionali. Intere famiglie di gente comune, radicata da sempre in  quelle terre che consideravano Italia, dovettero scegliere di abbandonare le  proprie case per sfuggire alla ferocia del regime Titino che ben avevano  conosciuto nei mesi precedenti. Iniziò quindi il loro peregrinare da una città all'altra, da un campo profughi all'altro, spesso trattati, nella difficile  situazione dell'Italia del dopoguerra, come stranieri in casa propria. Per  quasi sessant'anni, in Italia, si è scelto deliberatamente da più parti di ignorare la potrata di tale tragedia, quando per mero e basso opportunismo  politico e quando per scelta "ideologica". Ancora oggi, seppur sempre con minor  efficacia, si verificano tentativi volti a sminuire la gravità di questi  avvenimenti. L'oblio in cui sono colpevolmente stati fatti cadere gli orrori  patiti dai nostri connazionali delle terre orientali grida ancora giustizia, e  non crediamo che un solo "Giorno del ricordo", istituito a decenni di distanza  da quei fatti, possa cancellare le responsabilità di chi ha contribuito al tentativo di affossare la memoria della tragedia giuliano-dalmata; è altresì doveroso, in questo giorno, onorare i nostri fratelli vittime dell'odio anti italiano e la memoria delle loro sofferenze.



Ass. Cult. Tyr Perugia

mercoledì 24 dicembre 2008

Buon Natale...







BUON NATALE E FELICE CATASTROFE!



Speri...

che dopo la crisi i tuoi risparmi tornino al sicuro?



Speri...

di trovare finalmente lavoro stabile e duraturo?



Speri...

che il tuo quartiere diventi un posto sucuro per i tuoi figli?



Speri...

di poter acquistare una casa a condizioni umane?



Speri...

in un futuro di sicurezza e giustizia sociale?



TUTTO QUESTO NON SUCCEDERA'!

E TU STARAI ANCORA A GUARDARE O

INIZIARAI A LOTTARE?

lunedì 22 settembre 2008

Campo d'Azione 2008



(clicca sull'immagine per vedere il programma)



Tre giorni di dibattiti, conferenze, analisi, riflessioni, musica e cameratismo.