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martedì 27 dicembre 2011

Solstizio d’Inverno 2011, Monti Sibillini.


Ogni anno il 21 dicembre accade che ci sono uomini che decidono di fuggire dalla quotidianità per mettersi in marcia, con zaino in spalla, verso una vetta e lì affrancarsi dalla pesantezza della vita moderna e della vuota vita borghese. In questa data, ogni anno, alcune anime inquiete trovano rifugio nel silenzio assordante della natura che allieva le loro sofferenze patite durante tutto l’arco dell’anno a causa della routine della vita metropolitana e cittadina che sono costretti a vivere. Questi uomini sentono un richiamo irrefrenabile per l’avventura, la sfida, la lotta, i sogni ma l’epoca in cui oggi vivono non consente loro simili slanci e ciò nuoce al loro spirito e le loro anime ne soffrono quasi in maniera irreprensibile. Per questo motivo quando arriva il 21 dicembre, questi uomini non riescono a frenarsi dinanzi al richiamo del sole, unico vero motore spirituale e unica vera tensione verticale delle loro vite. Il freddo che patiscono salendo verso la meta sembra scaldare più di qualsiasi affermazione individuale che hanno nelle loro vite di tutti i giorni. La soddisfazione di ascoltarsi e di dar voce al proprio spirito, mentre si sale in silenzio senza distrazioni e provando la fatica fisica del peso del  proprio zaino imbottito di legna, cibo e letture, va al di là di qualsiasi spiegazione razionale. In queste situazioni ricominci a dialogare con te stesso, con il tuo essere e ricominci ad imparare a vivere senza i contorni inutili di questa società artificiale ritornando almeno per una notte all’essenza. Ecco anche quest’anno ci siamo messi in marcia per raggiungere la nostra vetta e lì accendere il nostro fuoco per affrontare la notte più lunga dell’anno e salutare l’alba di una nuova stagione dove il festeggiato è il sole ma i protagonisti torniamo ad essere noi. Tra canti, bevute, letture, confronti e riflessioni,  il nostro fuoco arde per tutta la notte e brucia con sè le insofferenze della  grigia società materialistica a cui noi proprio non sappiamo adattarci. Il nostro è un levare al cielo un grido di cocente riscatto ed un bruciare una preghiera di elevazione per vincere le tenebre e spezzare le  catene della mortale vita terrena. Quindi come tutti gli anni anche quest’anno abbiamo scelto di sfidare noi stessi sui Monti Sibillini, innevati e gelidi, ma dove ormai sembra essersi creato un legame forte per cui recepiamo istintivamente di essere in questo suggestivo luogo un posto famigliare e nonostante la stanchezza e il freddo il sorriso non ci abbandona per tutto il tragitto. Come sempre, la salita, ha un significato molto diverso della discesa. Salendo i momenti in cui si è soli con se stessi sono accompagnati tra di noi da scambi di vedute e riflessioni seriose quasi a dover gettare un seme da far crescere dopo il Solstizio, i momenti di silenzio servono invece a domandarsi come e cosa far nascere mentre ci si interroga sui problemi che affliggono le nostre esistenze. La natura ci mette alla prova, la neve non permette una salita agevole, i pensieri affaticano il passo, il freddo e il vento fanno il resto. Il mattino seguente la discesa ha un sapore diverso a significare che questa notte passata con i tuoi fratelli accanto al fuoco, ha lasciato dentro di noi una traccia importante. Il passo è leggero ma dopo alcuni momenti di silenzio in cui racchiudiamo in noi la consapevolezza di ciò che abbiamo promesso a noi stessi, si ricomincia a ridere e scherzare, felici di aver rafforzato le nostre convinzioni e il nostro spirito senza dimenticare la sana goliardia a riprova della piena giovinezza ritrovata. Torniamo in macchina e ci accingiamo a tornare nelle nostre città ma in cuor nostro portiamo un fuoco interiore che arderà ancora fino al prossimo Solstizio.

 



Associazione Culturale Zenit Roma

associazioneculturalezenit.wordpress.com



Associazione Culturale Tyr Perugia

www.controventopg.splinder.com


 




lunedì 10 ottobre 2011

GAZA: ADOZIONI A DISTANZA


La Comunità Solidarista ha iniziato la collaborazione con l'Associazione Orfani Palestinesi nel quadro di un progetto di adozioni a distanza che, per quanto riguarda l'intervento diretto di "Popoli", ha preso il via nel mese di ottobre 2011. Abbiamo adottato 5 orfani e invitiamo quelli tra i nostri sostenitori che volessero dare un aiuto concreto alla causa del Popolo Palestinese a contattare direttamente la A.O.P. per avere le indicazioni necessarie all'adozione. Potete scrivere una mail all'indirizzo: aop.onlus@gmail.com chiedendo il modulo di adesione al progetto, citando se volete la Comunità Solidarista Popoli come referente. Si può adottare un bambino con una quota mensile a partire da 50 euro. L'Associazione Orfani Palestinesi si trova a MIlano, in via Bolama 2, angolo viale Monza 309.





Per chi volesse sostenere l'iniziativa a Perugia, può contattarci a: controventopg@libero.it

sabato 30 luglio 2011

Manifestazione a Roma per Brendan Lillis


Dopo i ripetuti appelli rimbalzati sulla rete e sui social network negli ultimi giorni, venerdì a Roma di fronte all’ambasciata britannica si è tenuta una manifestazione in favore della liberazione di Brendan Lillis. Il prigioniero politico repubblicano è rinchiuso ormai da 623 giorni nel carcere nordirlandese di Maghaberry senza che ancora gli siano state mosse accuse e in gravi condizioni di salute. Brendan è affetto da una malattia degenerativa che lo ha portato ha pesare solo 37 chili e negli ultimi giorni le sue condizioni sono addirittura peggiorate. Venerdì, infatti, due rappresentanti del Sinn Fein, che sono riusciti a entrare nel carcere di Maghaberry per vedere Lillis, hanno fatto sapere di aver trovato il prigioniero repubblicano in stato confusionale e con la febbre molto alata a causa di un’infezione contratta da poco.

I due hanno inoltre riferito che il medico non era presente nella prigione, forse partito per le ferie, e che le autorità del carcere non hanno fornito alcuna indicazione riguardo la data del suo possibile rientro. E, infine, cosa ancora più grave, la compagna di Brennan, Roisin, ha rivelato di aver appreso la notizia del peggioramento delle condizioni di salute di Lillis dai due esponenti del Sinn Fein e dalla televisione perché l’amministrazione carceraria non le aveva fatto sapere nulla. Ed è proprio per impedire che le autorità britanniche uccidano il prigioniero repubblicano, detenuto in condizioni atroci e in piena violazione dei diritti umani, che il “Coordinamento Amici di Brendan Lillis” ha voluto manifestare venerdì di fronte la rappresentanza diplomatica di sua maestà a Roma chiedendone la liberazione. Una dimostrazione che ha riscosso una partecipazione superiore alle aspettative proprio per la sua importanza nonostante fosse un venerdì di fine luglio sotto il sole della capitale italiana.

Nell’arduo e disperato tentativo di sensibilizzare le autorità carcerarie e il governo britannico, Roisin, assieme a numerosi ex Pow’s (Prisoners of war- Prigionieri di guerra), Blanketmen e altri militati repubblicani, ha iniziato uno sciopero della fame. Sulla scia di questa iniziativa non si può quindi fare a meno di continuare a mobilitarsi, chiedere la liberazione di Brendan, e pretendere che Londra rispetti i diritti umani. Qualora infatti si dovessero spegnere i riflettori dei media su questa vicenda, la sorte di Lillis sarebbe segnata.




http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=9789


martedì 26 luglio 2011

LIBERATE BRENDAN LILLIS


Londra condanna a morte Brendan Lillis



Violazioni dei più elementari diritti umani, vessazioni, umiliazioni. Abbiamo parlato molte volte delle condizioni del prigionieri politici nordirlandesi. Della recente ripresa della dirty protest contro la mancata applicazione dell’accordo che ad agosto dello scorso anno aveva posto fine alla “protesta sporca” iniziata a pasqua 2010 contro le condizioni di vita nel carcere di Maghaberry. Ex prigionieri ci hanno raccontato di come la pratica dello strip searching, le perquisizioni corporali, continui senza che ve ne sia una reale necessità: lo scopo è quello di umiliare i prigionieri repubblicani, di imporgli un trattamento degradante. A Maghaberry c’è anche ci rischia di morire per la mancanza di cure, e senza che vi sua una imputazione a suo carico. Parliamo di Brendan Lillis, 59 anni, prigioniero politico che ha trascorso molti anni in carcere in seguito alle sue attività repubblicane. Ad oggi Brendan ha trascorso più di 610 giorni nell’infermeria del carcere, senza che gli vengano prestate cure adeguate per una malattia reumatica cronica, la spondilite anchilosante, che fa fondere tra di esse le vertebre della spina dorsale e che lo può portare alla morte.

La storia di Brendan è quella di un attivista repubblicano già rinchiuso in carcere nel passato per attività legate alla sua militanza. Entrò nei Provisional IRA nel 1971 e una volta incarcerato, per possesso di esplosivi e di armi da fuoco, trascorse 16 anni a Long Kesh e quindi nei Blocchi H, quattro dei quali praticando la Blanket Protest (la protesta delle coperte - quando i detenuti repubblicani decisero di rifiutare le divise carcerarie imposte dai britannici e iniziarono a coprirsi solo con le loro coperte). Venne rilasciato nel 1994 e tornò alla sua casa a West Belfast. Ma due anni fa, nel 2009, Brendan è stato nuovamente arrestato in relazione a una rapina avvenuta nella Contea di Derry e non legata alla sua militanza repubblicana. A poche ore dal suo fermo, il segretario di Stato britannico ha revocato la sua sospensione di pena e lo ha fatto tornare in carcere. Di recente, la Corte Suprema di Belfast ha deciso che Brendan non è in grado di sostenere un processo a causa delle sue condizioni di salute e di conseguenza tutte la accuse contro di lui sono cadute. Ciò nonostante è rimasto rinchiuso nell’infermeria della prigione di Maghaberry. Al momento è relegato a letto, non riesce a parlare a lungo, in una cella senza finestre. Le sue condizioni stanno rapidamente peggiorando. Quando è entrato in carcere nel 2009, Brendan pesava 79 chili, ma ora è giunto a pesarne 37. Questo stato di deperimento sta angosciando la sua famiglia e i suoi amici. Per questa ragione è nato il gruppo Friends of Brendan Lillis, la cui pressante richiesta è quella di rilasciare immediatamente Brendan per assicurargli le cure adeguate delle quali ha estremo bisogno. Il gruppo di supporto richiede il rilascio per questioni umanitarie e a guidare la protesta c’è la compagna di vita di Brendan, Roisin Allsopp, che si è fatta carico in prima persona della mobilitazione iniziando, venerdì scorso, uno sciopero della fame, assieme ad ex Blanketmen, ad ex-POWs e altri militanti.

Dal canto suo il ministro della Giustizia nordirlandese ha ribadito che non intende fare nulla per la liberazione di Brendan . “Non sono sorpresa dalla reazione di David Ford, ma da un punto di vista umanitario credo che dovrebbe prendere posizione sull’argomento”, ha dichiarato Roisin commentando l’atteggiamento del ministro. Il caso di Brendan è attualmente al vaglio della Parole Commission, ma le speranze di un cambiamento nell’atteggiamento delle autorità sono molto poche. In ogni caso Roisin non si arrende e come lei molti altri che in queste ore si stanno mobilitando per una battaglia di giustizia e umanità. L’ex candidato repubblicano indipendente nelle elezioni del 2007, Davy Hyland, ha espresso la sua preoccupazione per le condizioni di Brendan e ha chiesto il suo immediato rilascio. “Il ministro della Giustizia britannico e David Ford e il segretario di Sato britannico Owen Paterson hanno adottato un approccio quasi “tatcheriano” sui prigionieri di Maghaberry. David Ford ha rifiutato sollecitare l’implementazione dell’accordo firmato lo scorso agosto (tra i prigionieri e l’amministrazione carceraria, ndr) e il segretario di Stato britannico ha revocato le licenze di vari repubblicani come Marian Price, Martin Corey e Brendan Lillis”. “È ironico che esattamente 30 anni dopo la morte di 10 Repubblicani che fecero lo sciopero della fame perché il governo britannico riconoscesse i loro diritti fondamentali, oggi i prigionieri Repubblicani di Maghaberry si trovano nella stessa situazione”, ha commentato. Sabato scorso Davy Hyland, con un gruppo di altri repubblicani di Newry si è recato a Belfast per portare il suo appoggio a Brendan Lillis, alla sua compagna Roisin e alla famiglia. “Invito tutti coloro che hanno a cuore I diritti umani a supportare la campagna per il rilascio immediato di Brendan. Invito tutti ad organizzare proteste, picchetti, petizioni, e a seguire la campagna per Brendan su Facebook. Le famiglie di coloro che parteciparono all’hunger strike del 1981, inclusa la famiglia di Bobby Sands, hanno chiesto l’immediato rilascio di Brendan. In questo difficile momento ricordiamo le famose parole di Bobby: “Ogni repubblicano ha la sua particolare parte da fare, nessuna parte è troppo grande e nessuna parte è troppo piccola””. E intanto anche partecipare allo sciopero della fame per chiedere la liberazione di Brendan sembra che nelle Sei Contee sia un reato: a Derry la polizia ha fatto irruzione in casa di alcuni militanti che stanno sostenendo la battaglia per la liberazione del detenuto repubblicano, distruggendo ogni cosa e picchiando anche una donna incinta.



Di Alessia Lai, www.rinascita.eu


lunedì 20 giugno 2011

“La resistenza pellerossa” Conferenza, sabato 25 giugno (ROMA)



Il 25 giugno del 1876 vicino al torrente Little Bighorn, nel territorio della Montana, una coalizione di guerrieri provenienti da diverse tribù indiane conseguì una schiacciante vittoria nei confronti del Settimo Reggimento di Cavalleria degli Stati Uniti. L’evento è oggi conosciuto come Battaglia di Little Bighorn e costituisce l’espressione più celebre della tenace resistenza che i popoli pellerossa attuarono militarmente nei confronti degli usurpatori delle proprie terre.



Nella ricorrenza di quell’evento celebreremo, grazie alle testimonianze di Tiziana Malagò (Comitato Leonard Peltier), la dignità di un popolo, quale è quello pellerossa, che, sebbene vinto dalla storia, lotta tutt’oggi per affermare la propria identità profonda. Il Prof. Roberto Mancini (docente liceale di storia e filosofia) ci spiegherà come i “civilizzatori” che oppressero gli indiani in America, nel corso della storia ed ancora oggi, anche mediante altri mezzi ma con le medesime aspirazioni egemoniche, perseguano lo scopo di conquistare il pianeta.



L’urlo di battaglia dakota “Hoka Hey” risuoni nelle orecchie dei contemporanei, oggi impegnati ad occuparsi dei diritti individuali, come un incoraggiamento a perseguire invece la causa dei diritti dei popoli quale unico antidoto per allentare la presa soffocante che il mondialismo esercita nei confronti delle culture specifiche al fine di omologarle.




http://associazioneculturalezenit.wordpress.com/2011/06/20/la-resistenza-pellerossa-conferenza-sabato-25-giugno/


sabato 11 giugno 2011

Apre a Roma la “Fondazione Gabriele Sandri”.


Fabio Polese intervista Maurizio Martucci



(ASI) In Piazza della Libertà, a Roma, è recentemente nata la “Fondazione Gabriele Sandri”. Un posto per ricordare Gabbo e per promuovere diverse attività culturali e sociali. Una tra tutte, la “Biblioteca del Calcio”, un vero e proprio centro di documentazione libraria italiano ed estero. Agenzia Stampa Italia ha incontrato Maurizio Martucci, giornalista e scrittore, autore di diversi testi tra i quali ricordiamo “11 Novembre 2007, l’uccisione di Gabriele Sandri una giornata buia della Repubblica”, “Cuori Tifosi” e “Football Story”.



Da quel maledetto 11 novembre del 2007, tantissime iniziative in tutta Italia e non solo, sono state promosse per ricordare Gabriele Sandri e per chiedere verità e giustizia. Ripercorriamo insieme il cammino che recentemente ha fatto si che nascesse la “Fondazione Gabriele Sandri”. Quali sono state le tappe fondamentali?



Dobbiamo scindere i piani, anche se poi ovviamente si sovrappongono per la logica dei vasi comunicanti. Prima il moto popolare e poi la Fondazione Sandri.  Il movimento d’opinione è stato perorato dal cosiddetto Popolo di Gabriele, milioni di cittadini uniti in un’imponente massa critica che si è stretta intorno alla richiesta di verità e giustizia per un delitto assurdo. Si è trattato di un moto senza precedenti, unico e trasversale, strettosi intorno alle tappe itineranti delle presentazioni del mio libro, capace di promuovere una petizione popolare per la posa di una targa a Badia Al Pino e infine avvalorato dalla sentenza d’appello di Firenze in cui, oltre a ribaltare lo scandaloso primo  verdetto di Arezzo, si è accertata la colpevolezza dello Spaccarotella nell’omicidio volontario, sostenuta dalla gente sin dal giorno della tragedia. Altro è stato invece il cammino della Fondazione Gabriele Sandri, nata dopo una gestazione di tre anni da un Comitato Promotore in cui, oltre la famiglia Sandri, c’erano anche i calciatori De Silvestri e Aquilani. Da qui si è giunti alla fondazione vera e propria, una no profit a carattere nazionale in cui figurano i figli d’arte dei compianti Re Cecconi e Di Bartolomei, con Roma Capitale socio fondatore e la Federazione Italiana Giuoco Calcio a sostegno. Un bel segnale da parte delle istituzioni e del mondo del calcio italiano per un progetto socio-culturale inedito e ambizioso…



Nella nuova sede della “Fondazione Gabriele Sandri” è operativa la “Biblioteca del Calcio”. Come nasce l’idea? Che scopi ha?



Nasce dalla volontà di preservare la prima passione del povero Gabriele, cioè il calcio, oggi calpestato da combine e scandalo scommesse, proponendo un progetto culturale senza scopo di lucro, la prima ed unica Biblioteca del Calcio esistente a Roma: aperta dal lunedì al sabato in pieno centro, alle spalle di Piazza del Popolo, nei giardini di Piazza della Libertà, in un edificio donato dal comune di Roma, nella piazza dove nel 1900 prese i natali la Lazio, la squadra di Gabbo. Ma a differenza di quanto si possa credere, nella biblioteca non ci sono solo libri e riviste biancocelesti, ma di ogni club italiano ed estero, insomma di tutte le squadre del Popolo di Gabriele, anche libri in lingua inglese su Chelsea, Manchester, Liverpool. Abbiamo i classici saggi di letteratura calcistica, libri sulle figurine Panini, sul Subbuteo, saggi di inchiesta sul doping,  monografie dei grandi calciatori, libri sul tifo e gli ultras, sulla storia del calcio, sui sodalizi dalla Juve al Catania. Lo scopo è squisitamente culturale: in biblioteca chiunque, anche un turista, può entrare e passare qualche ora a leggere gratuitamente un libro oppure può prenderselo per una consultazione temporanea. E poi c’è un piccolo Museo di Gabriele: i suoi oggetti personali accanto ai cimeli raccolti dalla famiglia Sandri in giro per l’Italia in questi anni di straordinaria solidarietà. La biblioteca è nata per mandare un segnale proteso ad accrescere il tasso di cultura calcistica, per uscire dalla segregazione in cui i tifosi sono stati confinati dal logiche degne del peggior Processo del Lunedì, perché il calcio è della gente, del popolo e come tale cultura, non isterici insulti da saloon…



Possiamo dire che è una continuazione del suo ultimo lavoro “Footbaal Story” e, perché no, anche di “Cuori Tifosi”?



Decisamente si, nel senso che dalle mie pubblicazioni è partita una spinta propositiva che non poteva essere abbandonata. E oggi, grazie alla Fondazione Gabriele Sandri, con biblioteca e prossimo Festival Nazionale della Cultura del Calcio c’è un progetto di più ampio respiro. Vorremmo realizzare il festival nel prossimo inverno a Roma, una kermesse nazionale come contaminazione culturale di film, libri, dibattiti, mostre e giochi per ricordare che il calcio è diventato grande e fenomeno nazional-popolare solo grazie alle caratteristiche distintive che per anni hanno colpito l’immaginario collettivo degli italiani e che oggi un calcio apolide, collassato e consumistico rischia di fagocitare definitivamente, senza via di ritorno. Come a dire: bene… ci stanno togliendo il calcio del futuro? Riprendiamoci il calcio del passato! Ecco, il festival vuol essere revival, tappa dei Peter Pan del football, per sostenitori smarriti, in astinenza e crisi d’identità: vogliamo riscoprire tradizioni, radici e memoria storica di un calcio che non c’è più ma che, come per Gabriele, ha fatto innamorare intere generazioni di nobili sognatori. E non certo un milione di anni fa…



Visto che si è occupato più volte della sicurezza negli stadi, le posso fare una domanda sulla “Tessera del Tifoso”?



Prego…



L’ultimo campionato di calcio è finito, è ora di tirare le somme. Lo stadio è diventato un salotto buono come volevano farci credere?



E’ stata persa una grossa occasione. Si è ragionato all’italiana ed è stato fatto il classico errore di pensare esclusivamente al contenitore e non al contenuto. Sin dall’introduzione della Tessera del Tifoso mi sono speso per far capire che una semplice carta prepagata non poteva risolvere i problemi derivanti da fenomeni degenerativi e che, comunque, vie proibizionistiche mascherate sotto forma di commercializzazione della passione del tifo, avrebbero generato esiti spuri ed ibridi. Ed infatti è così è stato: stadi vuoti, soliti incidenti, terno all’otto per prendere i biglietti, sistema poco credibile. Oggi i promotori della tessera stanno ripensando il progetto e, soprattutto, a quali accorgimenti apportare per la prossima stagione. Credo che l’unica contro risposta valida, oltre che politica, possa essere esclusivamente di natura culturale. Se si continua a vedere il tifoso solo come un nemico o, nella migliore ipotesi, come un cliente da spennare nel portafogli, non si andrà mai lontano. Ho sempre detto che il calcio e il tifo sono principalmente fenomeni sociali e come tali culturali, identitari, antropologici… Ma chi ci governa, se n’è reso conto?



Tornando alla “Fondazione Gabriele Sandri”, quali altre iniziative ci sono in cantiere?



Un concorso nazionale per giovani Dj, visto che l’altra grande passione di Gabriele era la musica. Un progetto a cui hanno aderito anche network radiofonici e noti Dj di fama internazionale, finalissima a Roma il 22 Settembre. E poi il gruppo volontario di donatori del sangue, che periodicamente aiuta negli ospedali gente che soffre, bisognosa di aiuto, come generoso era l’animo di Gabbo. Infine, ma questa non è un’iniziativa promossa dalla fondazione bensì lo scorso anno dal ‘Comitato Mai Più 11 Novembre’, scoprire una targa a Badia Al Pino, dove un tempo c’erano centinaia di sciarpe e messaggi per Gabriele, inspiegabilmente tolti. Quella targa, sostenuta da una richiesta di 25.000 firme, rappresenta molto più di una semplice stele, è un monito: solo facendo tesoro degli errori del passato si può sperare in un domani migliore. Non c’è futuro senza memoria… A qualcuno da fastidio?



http://www.fabiopolese.it/?p=425



http://www.agenziastampaitalia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3887:apre-a-roma-la-fondazione-gabriele-sandri&catid=16:italia&Itemid=39


martedì 17 maggio 2011

"Io ho quel che ho donato", il 5 x 1000 a Popoli


La Comunità Solidarista Popoli Onlus è impegnata dal 2001 a fianco del popolo Karen e di quello palestinese.



Il Popolo Karen viene perseguitato dal 1949 dal regime militare birmano. Per ragioni etiche i Karen combattono con coraggio contro la produzione ed il commercio di sostanze stupefacenti. Aspirano all’autonomia e al mantenimento della propria identità. Dal 1948 il popolo Palestinese subisce la violenta occupazione della sua terra da parte di un regime di apartheid basato sulla discriminazione razziale e religiosa. Ad almeno cinque milioni di profughi è negato il diritto di tornare nel loro paese. 



Il vostro aiuto si traduce in: assistenza sanitaria  gratuita per 15.000 persone nei territori di guerra della Birmania Orientale, costruzione di cliniche e di scuole, istruzione per 300 bambini di etnia Karen, istruzione di personale paramedico di etnia Karen impiegato in quattro cliniche e in diversi team mobili, assistenza sanitaria di emergenza in occasione di combattimenti e di attacchi alla popolazione civile, fornitura di sementi e attrezzi agricoli per famiglie di contadini, costruzione di villaggi per i profughi che rientrano in territorio Karen, adozione a distanza di piccoli orfani palestinesi, fornitura di farmaci e di strumentazione sanitaria a presidi medici a Gaza e nei campi profughi palestinesi in Libano.



Compilando il modulo per la dichiarazione dei redditi, indicate nel riquadro del Sostegno al  Volontariato il numero di codice fiscale/partita IVA della Comunità Solidarista Popoli Onlus: 03119750234.



Per maggiori informazioni potete visitare il nostro sito: www.comunitapopoli.org o contattare la sezione perugina della Onlus: 346.8872982


sabato 30 aprile 2011

5x1000 a Popoli!


L´Associazione Culturale Tyr  Perugia, da sempre vicina ai popoli oppressi, invita a donare il vostro 5x1000 alla Comunità Solidarista Popoli, compilando il modulo per la dichiarazione dei redditi, indicate nel riquadro del Sostegno al  Volontariato il numero di codice fiscale/partita IVA della Onlus: 03119750234.



Per info alla sezione perugina di Popoli potete contattare controventopg@libero.it



Facciamo nostro il motto dannunziano "IO HO QUEL CHE HO DONATO"!


 






lunedì 4 aprile 2011

18 APRILE: CAMPIONI IN CAMPO PER LA PALESTINA A MARINO (RM)




Il ricavato della manifestazione servirà all’acquisto di un defibrillatore per un campo profughi palestinese in Libano.


venerdì 1 aprile 2011

COSTA STA ACCEDENDO IN LIBIA?




 



La conferenza in programma oggi alla sala Falcone e Borsellino, Palazzo della Provincia a Perugia, organizzata da Agenzia Stampa Italia, sarà in diretta radio dalle ore 17.00.







 


giovedì 31 marzo 2011

NO FLY ZONE SU GAZA


Risale allo scorso 17 marzo la Risoluzione 1973 adottata dal consiglio di sicurezza dell’Onu, la quale richiedeva un immediato cessate il fuoco e l’interdizione dei voli sui cieli della Libia (la cosiddetta No Fly Zone). Due giorni dopo, il 19 marzo, questo documento dava il via libera all’intervento militare occidentale, finalizzato alla sua attuazione impedendo a Gheddafi di reiterare pratiche e azioni che si collocano “contro la volontà della Comunità Internazionale” e in violazione dei diritti umani. Hanno chiamato questo intervento non guerra ma “operazione umanitaria”, così da fornirne all’opinione pubblica un’immagine quanto mai nobile e rassicurante. Stando ai supposti propositi che avrebbero mosso gli occidentali ad intervenire in Libia, si evincerebbe dunque la presenza di una sorta di mutuo soccorso internazionale pronto a mobilitarsi in ogni dove vi siano abusi verso i civili e inosservanza delle Risoluzioni delle Nazioni Unite. Tuttavia sono molti gli osservatori che contestano il tentativo di mascherare, attraverso l’uso di slogan infarciti di buoni propositi, lo scopo di fare della Libia un nuovo avamposto dell’ingordigia mondialista per sfruttarne le risorse del sottosuolo, togliendola alla sovranità della Jamāhīriyya per consegnarla a governi fantoccio dell’Occidente, magari edificando nuovi confini così da adempiere l’efficace strategia del dividi et impera. Del resto, se non si tratta di una copertura, come interpretare il silenzio complice della Comunità Internazionale intorno a questioni umanitarie del tutto simili, talvolta anche peggiori, di quella libica? Giusto a qualche centinaio di chilometri ad est dal confine libico, lo Stato d’Israele persegue da anni una politica vessatoria e cruenta ai danni della popolazione palestinese, detenendo il record mondiale di violazioni delle Risoluzioni Onu e impiegando armamenti di tipologie non convenzionali. In questi giorni, mentre i media occidentali sono costantemente impegnati a fornirci gli aggiornamenti di quanto avviene in Libia, gli attacchi di Israele sulla Striscia di Gaza si fanno sempre più incessanti, tanto da sembrare il preludio di una nuova devastante operazione, nello stile di “Piombo fuso”. Per impedire che la situazione in Palestina degeneri, le Associazioni Culturali Zenit di Roma e Tyr di Perugia, appellandosi al buon senso e ai presunti propositi umanitari che hanno spinto l’Onu a mobilitarsi per la Libia, si chiedono se non sia opportuno applicare misure volte a fermare i crimini di Israele, mediante l’adozione di una No Fly Zone anche sui cieli di Gaza.



Associazione Culturale Zenit Roma – http://associazioneculturalezenit.wordpress.com



Associazione Culturale Tyr Perugia – http://www.controventopg.splinder.com

 






sabato 26 marzo 2011

Ahi, serva Italia!


L’impegno militare italiano in Libia ottiene l’approvazione delle Camere e il Presidente Napolitano saluta con entusiasmo la notizia: ''E' una convergenza fondamentale che esprime comprensione della necessità che un paese come il nostro non restasse indifferente di fronte alla repressione di un moto di libertà e di giustizia sociale scoppiato anche in Libia''.



Ci risiamo. Dopo quanto avvenuto solo negli ultimi undici anni - nell’ordine - in Serbia, in Afghanistan ed in Iraq, l’Italia si presta di nuovo a partecipare ad una missione sedicente umanitaria, che cela in realtà il mero interesse da parte delle potenze mondialiste di estendere i propri tentacoli. Ha ragione il Presidente della Repubblica, un paese come il nostro non può restare indifferente: non può sottrarsi al ruolo di vassallo a cui è condannato da sessantasei anni rispetto ai suoi alleati. Su questo, al di là delle baruffe da osteria che contraddistinguono la dialettica parlamentare su questioni interne e spesso frivole, la convergenza politica non manca mai. Le Associazioni Culturali Zenit di Roma e Tyr di Perugia hanno ricordato oggi, con l’affissione di striscioni dal contenuto esplicito, come l’unità nazionale tanto auspicata trovi sempre riscontro là dove ci sia da ribadire il ruolo subalterno dell’Italia alle volontà altrui, così da renderla complice di massacri.



 



Associazione Culturale Zenit Roma – http://associazioneculturalezenit.wordpress.com

Associazione Culturale Tyr Perugia – http://www.controventopg.splinder.com






lunedì 14 marzo 2011

COSA STA ACCADENDO IN LIBIA?






Incontro pubblico venerdì 1 aprile alle ore 17.00 a Perugia



In Libia è scoppiata la guerra civile. Questo i media embedded di regime ci vanno ripetendo da circa un mese, peccato che la realtà sia leggermente difforme. Nella nostra ex colonia sta infatti andando in onda l’ennesimo tentativo di compiere una nuova rivoluzione colorata da parte della lobbycrazia statunitense, il copione è il solito: rovesciare il despota di turno per esportare la democrazie ed importare, proposito principale e quindi non sbandierato ai quattro venti, il petrolio e le altre fonti energetiche disponibili. A differenza di quanto avvenuto in precedenza in altri Paesi, questa volta l’Italia rischia di pagare un prezzo altissimo visto che la nostra economia è strettamente legata a quella di Tripoli e che importiamo dalla Libia circa un quarto del nostro fabbisogno energetico. Incuranti di questi aspetti non certo secondari i nostri politici si sono subito accodati al carro politicamente corretto dei radical-chic arrivando a denunciare il trattato di amicizia firmato nel 2008 con grande pubblicità da questa stessa maggioranza. Per analizzare cosa sta accadendo in Libia Agenzia Stampa Italia ha programmato una tavola rotonda per venerdì 1 aprile alle ore 17.00 presso la “Sala Falcone e Borsellino” (ex Sala della Partecipazione), Palazzo della Provincia in Piazza Italia a Perugia. All’incontro parteciperanno Ettore Bertolini, Direttore della testata giornalistica Agenzia Stampa Italia, Fabrizio Di Ernesto, giornalista e autore del libro “Petrolio, Cammelli e Finanza – Cent’anni di storia e affari tra Italia e Libia” edito da Fuoco Edizioni e Fabio Polese redattore di Agenzia Stampa Italia.



www.agenziastampaitalia.it


mercoledì 16 febbraio 2011

17-02-2008 / 17-02-2011: KOSOVO E’ SERBIA


Alla data del 17 febbraio del 2008 il Kosovo si dichiara unilateralmente indipendente dalla Serbia. Questa dichiarazione d’indipendenza, in ossequio ai diktat atlantici e sostenuta in primis dagli Stati Uniti, fa seguito ai fatti bellici del 1999, quando le potenze occidentali, vassalle dell'imperialismo a stelle e strisce, nell'ambito di una operazione NATO, con bombardamenti indiscriminati insanguinarono Belgrado al fine di preparare il terreno allo smembramento della integrità territoriale della Nazione Serba, oltre che della identità e sovranità della stessa. Ma non solo, l'atto unilaterale di dichiarazione di indipendenza dello pseudo-stato kosovaro è anche e soprattutto un attentato alla sovranità e indipendenza dell'Europa tutta. La subdola manovra e la rapina “legalizzata” che ha subito lo Stato sovrano della Serbia è l’ulteriore atto volto a creare un ennesimo modello “democratico-globalizzato” tanto caro alla politica coloniale ed affaristica americana. La decantata “operazione umanitaria” in favore di un presunto principio di autodeterminazione dei popoli ha spianato la strada alla creazione di una entità terroristico-mafiosa ove prosperano traffici della peggior specie e non lascia speranza alle popolazioni serbe, legittime abitanti di quelle terre martoriate. Inoltre, chi ha tradito la Serbia ha aggiunto un numero in più alla lunghissima lista di atti ostili, sotto ogni raffigurazione, che da anni si consumano contro la moralità, l’indipendenza e la stabilità dell’Europa. Oggi, 17 febbraio 2011, a tre anni dallo scippo del Kosovo, le Associazioni Culturali Zenit di Roma e Tyr di Perugia hanno voluto ricordare e rivendicare l’assoluta appartenenza della terra kosovara alla Serbia, auspicando che, davanti all’ennesima vergogna europea, alla sottomissione all’arroganza yankee, si possano aprire definitivamente gli occhi. Kosovo je Srbija!



 



Associazione Culturale Zenit Roma http://associazioneculturalezenit.wordpress.com



Associazione Culturale Tyr Perugia http://www.controventopg.splinder.com


 








lunedì 7 febbraio 2011

Esodo e Foibe: le memorie e i silenzi. A Perugia un interessante incontro il 10 febbraio.


(ASI) Il 10 Febbraio, data nella quale in Italia si celebra il “Giorno del Ricordo”, solennità civile istituita nel 2004 per ricordare la memoria delle vittime delle Foibe, a Perugia ci sarà un interessante convegno promosso dal Comitato 10 Febbraio, dal Comune di Perugia e dall’Ufficio Scolastico Regionale per l’Umbria. L’inizio dell’incontro è fissato per le ore 10.00 nella prestigiosa Sala dei Notari di Palazzo dei Priori. La manifestazione sarà aperta con i saluti del Vice Sindaco di Perugia Nilo Arcudi, da Maria Letizia Melina, Direttore Generale Ufficio Scolastico Regionale dell’Umbria e dall’Avv. Raffaella Rinaldi del Comitato 10 Febbraio di Perugia. Seguirà poi la proiezione di un filmato che ripercorrerà la tragedia delle Foibe e dell’esodo Giuliano-Dalmata. Le Foibe, cavità naturali presenti in Istria e sul Carso, sono diventate il simbolo delle sofferenze patite dagli Italiani in quelle terre martoriate; all’interno di esse venivano gettati i nostri connazionali, nell’attuazione della politica genocida messa in atto dai partigiani di Tito e volta a sradicare ogni identità Italiana dalle terre che sarebbero dovute diventare parte della nascente Federazione Jugoslava. Alla tavola rotonda parteciperà anche Gianni Stelli della Società Studi Fiumani di Roma, Franco Papetti dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia, l’esule fiumano Livio Zupicich e il giornalista e saggista Valentino Quintana. Parteciperanno all’evento gli studenti delle scuole medie inferiori e superiori della città. Un’altra interessante iniziativa, firmata da Lotta Studentesca Perugia, emanazione del movimento politico Forza Nuova, si svolgerà nelle scuole superiori dell’IPSIA ad Olmo e all’ITIS a Piscille da lunedì 7 a giovedì 10 febbraio. Il movimento giovanile ha organizzato una mostra fotografica sulle Foibe, per ricordare le vittime italiane barbaramente uccise, aperta a tutti gli studenti dei due istituti.



www.agenziastampaitalia.it


martedì 25 gennaio 2011

Irlanda del Nord: fuochi di rivolta. 30/01 ore 19.00 – Old Court Place Pub – Roma.






Fuochi della rivolta


Irlanda del Nord 2011



Domenica 30/01/2011 ore 19.00



Interventi di:

ALESSIA LAI (Rinascita)

FABIO POLESE (Ass. Cult. TYR Perugia)



Introduce

GIANGUIDO SALETNICH



A seguire cena, birra e proiezione del film Bloody Sunday di Paul Greengrass



Info: Circolo Ordine Futuro Roma

roma@ordinefuturo.info

340/6650234