lunedì 6 dicembre 2010

Calendari della Comunità Popoli 2011. Banchetti informativi e benefit a Perugia.






L'Associazione Culturale Tyr Perugia allestirà, in questi giorni, dei banchetti informativi sull'attività della Comunità Solidarista Popoli e sarà possibile acquistare il calendario del 2011 per aiutare gli interventi a sostegno del popolo Karen in Birmania e della popolazione di Gaza in Palestina.



Il costo del calendario della Comunità Popoli è di € 5,00



Per info:
controventopg@libero.it


domenica 5 dicembre 2010

Gli infermieri di Popoli al seguito della resistenza. Si ricostruisce la clinica di Boe Way Hta.


Il vicepresidente dell'Unione Nazionale Karen, David Thackarbaw ha intimato al regime  birmano di ritirare le sue truppe, entrate nelle aree tradizionalmente controllate  dall'Esercito di Liberazione Nazionale Karen.  “Altrimenti - ha detto il vicepresidente - i nostri volontari riprenderanno ad attaccare le unità presenti nel distretto di Dooplaya. I vostri soldati continueranno a morire”.

L'attesa offensiva birmana ha preso il via alcuni giorni fa, dopo che i guerriglieri del KNLA  e quelli del DKBA avevano bloccato le vie di accesso per i rifornimenti birmani destinati  alle truppe di stanza a Wha Lay, cittadina contesa da due settimane dalle diverse fazioni impegnate nella guerra.

Il 2 dicembre, intensi combattimenti si sono verificati a Phaluu, villaggio a circa 40 km a sud di Maesot. Numerose le perdite tra i birmani, anche se per il momento non è stato possibile  verificarne l'esatta entità. Sei combattenti Karen sono stati catturati dai soldati governativi. La notizia è stata confermata da fonti della guerriglia nazionale.

L'offensiva birmana e i conseguenti scontri tra i guerriglieri e le truppe di Rangoon hanno  provocato la fuga di oltre 20.000 civili dalle zone dei combattimenti. E' il più massiccio esodo di profughi avvenuto lungo il confine bimano/tailandese negli ultimi 21 anni.

Reparti delle Special Black Forces, agli ordini del Colonnello Nerdah Mya, hanno preso  posizione in diversi villaggi a ridosso delle unità nemiche. Con loro gli infermieri Karen  della Comunità Solidarista Popoli, che seguono le unità sia per portare soccorso ai feriti in caso di scontri a fuoco, sia per fornire ordinaria assistenza sanitaria ai civili nei villaggi in cui si sono piazzati i volontari di Nerdah Mya.

L'Unione Nazionale Karen ha lanciato un chiaro messaggio al regime: “tenete i soldati nelle vostre caserme, rientrate a Myawaddy, lasciate in pace i nostri villaggi”.

La giunta non sembra molto disposta a negoziare, nonostante le prese di posizione a favore dell'avvio di un processo di riconciliazione nazionale da parte della dissidenza birmana e degli organismi internazionali.

Intanto, nei villaggi che nelle prossime ore potrebbero essere investiti dall'offensiva (il governo ha inviato 1.500 soldati con il compito di piegare la resistenza a Dooplaya) la vita scorre con apparente normalità.

I contadini continuano a lavorare i campi sotto la protezione dei guerriglieri del KNLA e i bambini aiutano i genitori nella raccolta e nella pulizia delle arachidi, una delle principali fonti di sostentamento di questo distretto.

“Stiamo facendo tutto il possibile per resistere - dice Nerdah Mya in una pausa tra una riunione con i suoi ufficiali e una visita ai capi villaggio. - Se riusciremo a tenere i Birmani fuori dal distretto, per la nostra gente il 2011 sarà un anno felice”.

A Dooplaya sono arrivate negli ultimi giorni numerose famiglie di combattenti della 5a Brigata del DKBA, che dal 9 novembre ha voltato le spalle al regime e si è schierata con la resistenza patriottica. I Birmani hanno bombardato e bruciato le loro abitazioni per punire il tradimento, così, mentre gli uomini sono al fronte nel tentativo di bloccare l'avanzata dell'esercito nemico, donne e bambini hanno trovato rifugio nei villaggi controllati dall'Unione Nazionale Karen. E' impressionante vedere con quale naturale cordialità la gente di qui accoglie le famiglie di quelli che fino a pochi giorni fa erano considerati nemici.

“La cosa più importante è la riunificazione di tutti i Karen sotto la bandiera di una causa comune - osserva Nerdah Mya che è stato un ostinato e infaticabile fautore del ritorno di alcuni reparti del DKBA tra le fila della guerriglia - Questo per tutti noi è un momento di festa, nonostante la grave minaccia che incombe su tutta la regione. Abbiamo  riabbracciato i nostri fratelli”.

La missione di Popoli di questi giorni (la quarta nel corso del 2010) ha lo scopo di  coordinare il lavoro degli infermieri Karen, di rifornirli di farmaci e di materiale di primo soccorso, e di acquistare e distribuire cibo e generi di conforto per i profughi che arrivano  dalle zone degli scontri.

La Comunità sta inoltre ampliando la storica clinica di Boe Way Hta, nella roccaforte  Karen tornata sotto il controllo dei patrioti, costruendo nuovi edifici che ospiteranno l'ostello delle infermiere, la cucina, l'infermeria.


Vi aggiorneremo nei prossimi giorni sulla situazione.




www.comunitapopoli.org


venerdì 3 dicembre 2010

“...in nome del Popolo di Gabriele!”






“In nome del Popolo italiano...” E’ iniziata così la lettura della sentenza presso la Corte d'Assise d'Appello di Firenze. Condanna per omicidio volontario con dolo eventuale per Luigi Spaccarotella, 9 anni e 4 mesi di reclusione, sciorinati su codici e articoli di legge scanditi uno dopo l’altro. In realtà il giudice avrebbe potuto aprire dicendo “... in nome del Popolo di Gabriele”. Già, perché in quel tribunale ha vinto anche la gente, ha vinto il Popolo di Gabriele. Il trionfo della verità sulla menzogna ha riaffermato il principio imprescindibile che la legge è uguale per tutti. Per 3 anni, senza soluzione di continuità, è stato l’unico obiettivo di quanti chiedevano GIUSTIZIA PER GABRIELE SANDRI. Non si trattava di perorare la causa di un anno in più o in meno e nemmeno di rallegrarsi (o dispiacersi) dei 9 anni e 4 mesi al posto dei 14 anni richiesti dalla Procura Generale. No, alla magistratura si chiedeva soltanto di ristabilire la corretta ricostruzione dei fatti, di esprimersi liberamente su un assassinio folle senza lasciare coni d’ombra, alibi o ambiguità d’interpretazione.

 

E alla fine ha vinto il Popolo di Gabriele, migliaia di ragazzi che negli stadi di calcio, in curva o in tribuna, per 3 anni hanno scandito a squarciagola lo slogan GIUSTIZIA PER GABRIELE.

 

Ha vinto il Popolo di Gabriele, quella massa critica di migliaia di cittadini che, con Giorgio e Cristiano, mi hanno ospitato in tantissime città e paesini d’Italia in un tour itinerante condotto dal basso, per la diffusione dei miei libri 11 NOVEMBRE 2007 e CUORI TIFOSI, testi scomodi perché maledettamente veri, sinceri e senza peli sulla lingua.

 

Ha vinto il Popolo di Gabriele, tutte quelle persone che in una notte d’estate del 2009 si riunirono in Piazza di Ponte Milvio e pochi giorni fa hanno replicato alla Bocca della Verità, sempre con fiaccole, torce e candele in mano, per chiedere silenziosamente VERITA' E GIUSTIZIA PER GABRIELE SANDRI.

 

Ha vinto il Popolo di Gabriele, quei 25.000 sottoscrittori della petizione popolare UNA FIRMA PER GABRIELE promossa dal COMITATO MAI Più 11 NOVEMBRE che, quando le istituzioni rilasceranno l'autorizzazione necessaria, si ritroveranno idealmente uniti nella stazione di Badia Al Pino Est per scoprire una targa che rappresenta molto di più di una semplice stele, un monumento IN RICORDO DI GABRIELE SANDRI, CITTADINO ITALIANO.

 

Ha vinto il Popolo di Gabriele, anche oltre frontiera, gente d'Europa come i ragazzi di Monaco di Baviera di ritorno dalla trasferta in Champions League a Roma, protagonisti di una commuovente cerimonia officiata sul luogo del delitto per non dimenticare.

 

Ha trionfato la giustizia italiana ma ha perso (ancora una volta!) lapietas umanadi Luigi Spaccarotella, perché se è vero che purtroppo mamma Daniela e papà Giorgio non riavranno mai più loro figlio, è altrettanto vero che l’omicida anche in quest’occasione non è riuscito a trovare coraggio e parole per assumersi pubblicamente colpe e responsabilità.

 

Ma nel tribunale di Firenze, per l'ennesima volta, ha trionfato invece la dignità e la signorilità della famiglia Sandri. Giorgio, Daniela e Cristiano, volti sofferenti e scavati di persone vere che rimarranno scolpite nella storia nobile del nostro passato prossimo. Sempre composti, sempre misurati, mai con una parola fuori luogo, mai sopra le righe, in ogni momento rispettosi di istituzioni e buone maniere, nonostante tutto.

 

L'11 Novembre 2007 è stata strappata una giovane vita umana. Ma il 1 Dicembre 2010 quella stessa vita è riuscita a produrre una luce accecante, guida naturale per un'intera generazione di ragazzi che, tra le incognite quotidiane, può comunque cominciare a guardare al futuro con una piccola certezza in più: in Italia la giustizia è amministrata e condotta in nome e per conto del popolo italiano. Donne e uomini coraggiosi, il Popolo di Gabriele.

 

Abbattuto anche l’ultimo muro di gomma, da oggi Gabriele Sandri può finalmente riposare in pace.

 

Maurizio Martucci

 

-----------   

 

A nome della mia famiglia, ringrazio di cuore tutto il Popolo di Gabriele. In particolare ringrazio tutte quelle migliaia di ragazzi di curva, gli ultras del calcio, che in ogni stadio d’Italia e d’Europa hanno condotto insieme a noi questa difficilissima battaglia di verità e giustizia. Alla fine ha prevalso il bene: adesso mio figlio ha avuto giustizia. Giustizia giusta. Grazie di cuore a tutti quei tifosi che, con maturità e alto senso civico, hanno accantonato campanilismo, inimicizie e rivalità di bandiera per unirsi in modo compatto e civile nel nome di Gabriele.  

Dovunque voi siate, vi abbraccio forte uno ad uno.

Vi voglio bene!

 

Giorgio Sandri


Ciao, Professore.


Ho qui tra le mani, il suo libro di disegni in inchiostro di china , poesie e scritti vari, lettere, (FORZA UOMO) , tutto composto quasi clandestinamente nei bracci di Rebibbia tra il 1982 ed il 1984.

Da quel libro, con alcuni Camerati di Viterbo, tra cui i nipoti, ricavammo dei poster su carta filigranata di pregio, che facemmo stampare e che distribuimmmo a centinaia di copie ( ... altrettanto clandestinamente ) in tutta Italia.Era l'unico modo che avevamo per contrubuire alla lotta per la Sua liberazione, anche perchè mentre sulle Sue spalle piovevano condanne all'egastolo, e le procure inquisitrici di Bologna, Firenze e Roma si sbizzarivano per avviarlo ad ulteriori pene, l'ambiente istituzionale codino " di destra " lanciava le campagne per la doppia pena di morte ....

Ricordo le veglie di fronte al carcere di Parma, i Solstizi incardinati e dedicati alla Sua detenzione, i manifesti siglati da tutte organizzazioni dell'antagonismo radicale, lo sciopero della fame del 1987 attuato insieme ai Radicali, gli interventi nelle assemblee pubbliche, tra gli sguardi increduli dei compagni, per cercare proprio con loro, "un dialogo" costruttivo sul tema della giustizia giusta.

Poi ricordo la Sua liberazione, le cene a casa di Claudia e Paolo piu' giovane e ardito che mai ributtarsi nella battaglia; agirarsi curioso tra gli stand della Festa del Fronte della Gioventu' a Siracusa, nelle conferenze , nelle presentazioni di libri in tutti Italia, nei ripetuti ed inutili tentativi di natura " partitica ".

La casa di Marta, (...là dove la Terra è Rossa), meta di pellegrinaggi di almeno due-tre generazioni, per andare a parlare con il " Signor Ideologo " il Professore Nero, e farci dare qualche buon consiglio. E tutto finiva tra risate , canti e vino a volontà , perchè per Paolo l'unico vero progetto era solo nel Radicamento della Comunità, nella Sua gente.

Ricordo la presentazione di un libro su Drieu la Rochelle organizzato dal gruppo di AR, e Freda vedendo entrare Paolo , si alzo', lo saluto e gli diede in modo gentile e signorile il posto centrale del tavolo degli oratori, In sala presenti Giano Accame e il Prf. Giuliano Borghi.

Paolo ha bruciato l'alloro in segno propiziatorio, alla mia Festa " Pagana " di pre-matrimonio, in una serata magica ed indimenticabile.

Non ha mai mollato, neanche durante la sua malattia, e sempre con "il disincanto" incantato della Sua Forza , sbeffeggiando la consuetudine .. è andato avanti fino a due-tre giorni ad allertare, ad incazzarsi ad indicare a tutti la perfetta via.

Fino alla fine.

Riporto per chiudere la Sua invocazione finale tratta dal libro "Forza Uomo" ...

Speriamo di poter esser almeno degni delle Sue parole.

" ..." .. Non puoi avvertire imbarazzo dinanzi ad alcuni miei scritti che rappresentano una proiezione impoverita di taluni stati d'animo che sono umani , Claudia. Nessun limite è stato travalicato.

La riappropiazione dell'Umano costitisce la meta che si vuole raggiungere, una riappropiazione dovuta, dopo la devastazione disumanizzante operata dagli adoratori del vitello d'oro.

... Il Viaggio è al termine ? No, Claudia, non vedo dietro alle mie spalle cio' che un tempo vedevo:

sono sul ciglio dell'Abisso, ma non c'è in me vertigine, non c'è pericolo di precipitare.

Posso guardare al cielo e al sole senza timore alcuno per la tenebra che è in fondo al precipizio.

Io vedo ormai, come Tu vedi, solo " riflessi luminosi " . E questo, come Tu dici è il segno della Vittoria.

.... No, non si possono imprigionare il sole e l'aria ed il vento.

Lo si gridi con forza, senza timore, con determinazione fideistica, cosicchè l'eco ampli il grido affidandolo alla Storia ...

CIAO PROFESSORE !!




Francesco Mancinelli



"Ho chiuso con questa vita. Non ho cercato il cielo, non temo l'inferno. Deporrò queste ossa al di là del Triplice Mondo. Non asservito, imperturbato."


giovedì 2 dicembre 2010

Ciao Professore.




Oggi Paolo Signorelli ha intrapreso un nuovo viaggio. Nonostante che per anni venne preventivamente perseguitato ed ingiustamente incarcerato è stato un Guerriero indomabile. L'Associazione Culturale Tyr Perugia lo ricorda e lo ringrazia. In alto i calici!



 


mercoledì 1 dicembre 2010

Caso Sandri: Luigi Spaccarotella condannato per OMICIDIO VOLONTARIO.




Dalla Corte d’Assise di Firenze è arrivata la condanna a 9 anni e 4 mesi per l'Agente della Polizia di Stato Luigi Spaccarotella. Con la volontarietà dell’atto, finalmente, Gabriele Sandri, giovane romano, ucciso l’11 Novembre del 2007, nella stazione di servizio di Badia al Pino in provincia di Arezzo, ha avuto giustizia. E ora, aspettiamo che le istituzioni, autorizzino la targa in memoria di Gabriele Sandri nell'area di servizio, che ricordiamo, è stata chiesta da più di 25.000 persone.



Controvento


PRIGIONIERI DEL SILENZIO. IL CASO DI CARLO PARLANTI.


Mentre Carlo Parlanti è in carcere nel silenzio totale, in questi giorni, a Perugia, si sta riaprendo il caso di Meridith Kercher, l'appuntamento è fissato per l'11 di Dicembre. Gli USA, portatori di democrazia, hanno più volte difeso, attraverso i loro politici, la connazionale Amanda Knox giudicata colpevole dell'omicidio Kercher. L'Italia, come al solito, sottomessa, rimane a guardare. Controvento

 



Intervista a Katia Anedda a cura di Fabio Polese



(ASI) Gli Stati Uniti d’America, si considerano, da sempre, portatori di democrazia. Calpestano tradizioni e culture in tutto il mondo e non solo, vogliono dimostrare la loro assoluta egemonia sul sistema giudiziario mondiale. Un cittadino italiano, Carlo Parlanti, è tutt’ora detenuto nelle prigioni americane per un presunto stupro. E’ bastata la testimonianza di una cittadina statunitense, una cinquantenne che, a detta dei dottori, è psichicamente instabile, contro quella di uno straniero, in questo caso di un italiano. Per questa vicenda, nessuno ha invocato rabbia o sgomento. Poca è stata la diffusione delle notizie e della battaglia che Katia Anedda e gli amici del sito
www.carloparlanti.it stanno portando avanti per far venire alla luce la verità. Intanto, in questi giorni, si è riaperto il processo sulla vicenda di Meredith Kercher a Perugia – appuntamento fissato per sabato 11 Dicembre -. Tra lo show mediatico che ne è venuto fuori, gli Stati Uniti, attraverso i loro politici, non hanno perso tempo a difendere la loro connazionale Amanda Knox, giudicata colpevole dell'omicidio Kercher.  Agenzia Stampa Italia ha incontrato Katia Anedda – nella foto insieme a Carlo - per porgli qualche domanda e per capire meglio il caso giudiziario di Parlanti.



 

Chi è Carlo Parlanti e come mai è detenuto negli Stati Uniti?



Riproduco fedelmente quanto scritto sul libro “Stupro? Processi perversi” dall’esimio prof. Vincenzo Mastronardi. Carlo Parlanti, nasce il 1° Novembre 1964 a Montecatini (Pistoia). Famiglia della media borghesia locale, padre funzionario di banca. La madre opera in un centro estetico. Diplomato, un anno di università a Pisa, allievo ufficiale di complemento (Artiglieria Contraerea) a Sabaudia. Nel 1988 viene selezionato dalla IBM per un corso residenziale di Analista Programmatore, che supera brillantemente. Parlanti consegue la qualifica giusta nel momento giusto, è disponibile ai trasferimenti, il carattere sostanzialmente estroverso e la prestanza fisica facilitano i contatti; dopo IBM, nel 1992 è presso la Nestlé Italia come Consulente Senior. Le sue competenze sui sistemi gestionali lo portano nel 1995 in J.D. Edwards Italia e infine, nel 1996, negli Stati Uniti, presso la Dole Fresh Vegetables di Monterey (CA).  La qualifica professionale di Carlo Parlanti, in quegli anni tanto ricercata quanto ancora ben pagata,  gli assicura un ottimo contratto ed una discreta disponibilità di denaro. Si integra con disinvolta scioltezza nella realtà Californiana, instaurando nel lungo periodo di permanenza statunitense anche alcune relazioni sentimentali.



Cosa gli viene contestato?

 

Per conoscere bene le dinamiche e tutta la storia, sarebbe utile visitare i siti a lui dedicati, o meglio leggere il libro di cui sopra, per non cadere nel pregiudizio di conoscere di impatto le infamanti e inattendibili accuse rivoltegli dalla sua ex convinvente Rebecca White, accuse di sequestro di persona, violenza famigliare e stupro. Parlavo di dinamica perche’ anche a detta dei maggiori esperti in criminologia e anatomia tali accuse non hanno alcuna fondatezza e riscontro sopratutto fisico e medico ma hanno contribuito ad costringerlo ad 9 anni di detenzione nel carcere californiano di Avenal, nella contea di King.



Quali sono le prove?

 

Le prove a cui si sono riferiti i giurati per dare un giudizio di colpevolezza sono state semplicemente:



   1. Il fatto che Carlo si sia avvalso del suo diritto costituzionale di non testimoniare.

   2. La testimonianza di una ex di Carlo che lo ha definito una persona violenta senza pero’ portare prove di maltrattamenti reali e  provati avvenuti.

   3. La testimonianza di una esperta di abusi sulle donne che non ha mai avuto a che fare con la coppia, ma ha delineato quello che secondo lei era il carattere di un tipico abusatore di donne.



 Leggendo gli atti, si evince che i fatti tenuti in considerazione dei giurati sono stati:

 

  1. Il fatto che l’imputato fosse Italiano, un pregiudizio di base infiammato dalle parole del PM americano che ha portato i giurati a considerare Carlo sommariamente come un Italiano che non disdegna le donne, ama il vino ed e’ percio un violento.



E la difesa?



 Da quanto si evince oggi, Carlo non ha avuto una buona difesa, seppur strapagata, ci sono dei grossi dubbi che l’avvocato difensore abbia fatto un qualche accordo con il PM. A difesa di Carlo c’e’ realmente tutto:



1)      Gli spergiuri e le contraddizioni dell’accusatrice, anche solo leggendo la sua testimonianza si puo’ verificare che la donna e’ stata addirittura colta in fragrante spergiuro durante il procedimento.



2)      Perizie mediche che sfortunatamente siamo solo riusciti ad ottenere negli ultimi tempi e che distruggono il castello accusatorio gia’ instabile dell’accusa.



3)      Documentazione che prova il dolo da parte di personaggi coinvolti che e’ stata nascosta e riaffiorata negli ultimi tempi; e’ proprio l’esistenza di questa documentazione tenuta nascosta che suggerisce una negligenza criminale da parte dei difensori di Parlanti.



4)      Non ci sono assolutamente prove che sulla scena del presunto crimine ci sia stata lotta, cosi’ come vicini e la stessa polizia hanno visto la donna e non hanno notato  alcun segno di maltrattamento; addirittura potete trovare le foto scattate dalla polizia che ritraggono la donna senza alcun livido sul sito
http://www.stuproprocessiperversi.it



5)      Il profilo di Carlo che emerge da due testimonianze di sue ex che non hanno bisogno di rivalsa per vivere, ovvero la mia testimonianza e quella di Mai De Barra e’ di una persona equilibrata e sicuramente non violenta.



6)      Diverse interviste ad altre ex di Carlo, fatte e sfortunatamente non portate in tribunale, evidenziano lo stesso, tra queste ci sono le interviste a Cindy U. a Cecilia Howells, Richard Lee, Mrs Child, Valerie Esposito, Brian Whittney altre persone che conoscevano da tempo Carlo; addirittura l’intervista all’ex marito di Rebecca White e del marito della migliore amica di questa, mette in evidenza l’inattendibilita’ della donna. Io stessa, conosco Carlo da ben 18 anni e sono qua’ ad evidenziare i crimini che hanno commesso contro di lui imprigionandolo da innocente.



Lo Stato Italiano ha aiutato voi e Carlo Parlanti affinché torni in patria?

 

Lo Stato Italiano non e’ stato tempestivo come sarebbe stato opportuno, negli ultimi anni ha cercato di dare supporto ma in realta’ senza alcun risultato. Sicuramente avrebbero agito con piu’ prontezza e piu efficacemente affinche’ Carlo tornasse a casa da colpevole, ma non e’ questo che vuole Carlo, lui vuole che venga riconosciuta la sua innocenza visto che e’ gia stata provata dagli atti del processo e tornare a casa da uomo innocente quale e’.



E’ da poco uscito il libro “Stupro? Processi perversi. Il caso di Carlo Parlanti”, crede che potrà servire almeno per far conoscere una storia di cui pochi ne hanno parlato?

 

Il libro e’ un vero e proprio atto di denuncia pubblica: accusa l’integrita’ del procedimento processuale evidenziando che la donna e’ stata colta in fragrante spergiuro senza essere punita. Accusa la polizia e la procura di aver utilizzato evidenze contraffatte e di aver occultato fatti a discarico. Accusa numerosi medici non solo californiani di aver emesso certificazioni false ed in contrasto con le foto della polizia ed altre certificazioni. Ci auguriamo vivamente che questo sia abbastanza a far muovere i media e pretendendere chiarezza e spiegazioni.



Come mai, secondo lei, nei mass-media, ci sono argomenti che vengono trattati e altri no?



Penso che i media siano piu’ attenti a fattori economici che a fattori umanitari e spesso ci propinano sempre le stesse cose che possono vendere facilmente senza fare vero giornalismo.



Ci saranno degli appuntamenti per far conoscere il caso di Carlo e, magari, per sostenere le spese giudiziarie? Quali sono?



Stiamo lavorando per poter sicuramente far conoscere tramite la presentazione del libro il caso, prossimamente con l’aiuto di alcuni parlamentari italiani sara’ indetta una conferenza stampa in cui si parlera’ dei 2905 italiani detenuti all’estero all’interno della quale verra’ presentato il libro e il caso di Carlo che si puo’ considerare il caso simbolo degli italiani detenuti all’estero a cui vengono violati diritti, perche’ il primo diritto violato a Carlo e’ quello che non dovrebbe mai essere violato in un paese civile: la presunzione di innocenza e un giusto processo. Con l’aiuto di tutti i connazionali l’associazione che presiedo “Prigionieri del Silenzio” si auspica di poter promuovere diverse manifestazioni anche culturali per sostenere Carlo e anche altri connazionali. Sul caso Parlanti lo scorso anno e’ stato messo in scena l’atto teatrale “Legami” che si puo’ richiedere sul sito dell’associzione:
http://www.prigionieridelsilenzio.it e si spera ci possano essere ulteriori replice in giro per l’Italia.



http://www.agenziastampaitalia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1142:prigionieri-del-silenzio-il-caso-di-carlo-parlanti&catid=19:interviste&Itemid=46