mercoledì 4 luglio 2007

4732 Palestinesi uccisi in sette anni. 45 nel giugno 2007. Silenzio.


Durante il mese di giugno appena trascorso, sono stati uccisi 45 palestinesi tra la Cisgiordania e la Striscia di Gaza, a seguito di raid, invasioni ed eliminazioni mirate da parte delle forze di occupazione israeliane.


La maggior parte delle violazioni sono avvenute nella Striscia di Gaza.


Dall'inizio dell'anno, il numero delle vittime è salito a 171.


Da settembre 2000, data di inizio della seconda Intifada, o Intifada Al-Aqsa, è di 4732.


Secondo i dati emersi dalla ricerca dell’agenzia "Palestina oggi", il numero delle vittime nella Striscia di Gaza è di 33, in Cisgiordania, 12 - di cui due sono state investite da coloni israeliani nella città di Qalqilyah e un'altra è morta nella prigione israeliana di Jalbu per mancanza di cure mediche.


La ricerca ha riferito che 6 minori sono stati uccisi e un giovane è morto durante un attacco contro la postazione militare di Kessufim, a nord di Khan Yunes. 6 uomini della resistenza sono stati uccisi in tre attacchi mirati. Sale cosi a 29 il numero dei cittadini uccisi in 19 attacchi di "assassinio mirato".


Dopo la seconda metà del mese di giugno, in particolare dopo la nomina di Barak a ministro della difesa e dopo l’ultima conferenza di Sharm al-Shaikh, le forze di occupazione israeliane hanno potenziato l’escalation - invasioni e raid aerei - contro la Striscia di Gaza.


Il primato delle vittime spetta al giorno 27/6/2007: sono stati uccisi 13 palestinesi. Il 30/6/2007 sono stati uccisi 8. Il 20/6/2007: 6.


E' il mese di maggio ad avere il primato, fino ad ora, del 2007: 66 cittadini sono stati uccisi.


Ad aprile, 22; a gennaio, 14: a febbraio, 13; a marzo, 11.


Le forze di occupazione israeliane hanno ucciso 674 palestinesi da quando le fazioni della resistenza hanno sequestrato il soldato Jilad Shalit, il 25/6/2006. La maggior parte dei crimini è avvenuta nella Striscia di Gaza.


Dalla firma della tregua tra le fazioni palestinesi e lo Stato israeliano, il 26/11/2006, l'esercito israeliano ha ucciso 187 cittadini.


Dall’inizio dell’Intifada di Al-Aqsa, nel settembre del 2000, e fino alla fine del 2001, sono stati uccisi 900 palestinesi.


Nel 2002 sono stati uccisi 1.115.


Nel 2003 sono stati uccisi 693.


Nel 2004 sono stati uccisi 912.


Nel 2005 sono stati uccisi 240.


Nel 2006 sono stati uccisi 692.




Da: www.infopal.it

martedì 3 luglio 2007

PRESIDIA IL PRESIDIO!





07 - 07 - 2007: PRESIDIA IL PRESIDIO!



A Roma, Piazza Vescovio.

T-Red... I ricorsi aumentano, il malcontento pure.

Ecco gli effetti negativi di una politica poco accorta da parte dell' Amministrazione Comunale che invece di tutelare e educare i cittadini, li reprime.



Infatti, in poco più di due mesi, da quasi 2.000 ricorsi sulle multe causate dal famigerato T-Red a Perugia, siamo arrivati a oltre 4.000, complimenti!



Questa è la migliore gestione della "cosa pubblica" che tartassa i cittadini.



Dopo la sentenza del Giudice Angelo Iuliano del 18 Aprile che ravvisava una violazione da parte del Comune della procedura prevista dagli articoli 201 Codice della Strada e 385 del regolamento di Esecuzione.



Non è cambiato nulla! Ancora multe e ancora inevitabili e doverosi ricorsi.



Infatti queste norme prevedono una rigorosa procedura ai fini della compilazione e della notifica del verbale che sostanzialmente deve essere svolta esclusivamente dall'amministrazione. Il Comune si è avvalso di un soggetto esterno all'amministrazione, fatto questo che inficia la procedura comportando la nullità del verbale.



La società Citiesse di Como, oltre ad essere la fornitrice delgi impianti, è l'unico garante della corretta funzionalità del T-Red. La sopracitata società, infatti, si legge nella convenzione stipulata con il Comune di Perugia, incassa  ben 25 € per ogni contravvenzione.



Per non parlare delle modalità di funzionamento, che cambiano a seconda degli incroci semaforici, hanno ridotto i tempi di permanenza della luce gialla a 4 secondi prima di far scattare la luce rossa.



E non si parli di sicurezza stradale, perchè, con la riduzione del tempo di permanenza della luce gialla, sono aumentati i tamponamenti, per non parlare poi dei patema d'animo che la gente è costretta a subire quando si avvicina all'incrocio.



Non scordiamoci, che, una multa equivale a
151 euro con decurtazione di 6 punti dalla patente (25 € dei quali, come gia detto prima, vanno nelle tasche della società Citiesse che è una ditta privata che, ovviamente, avrà tutto l'interesse affinchè le multe siano sempre di più...).



Bisogna imparare a chiamare le cose con il proprio nome, altro che sicurezza stradale, bensi "rapina legalizzata" a scapito delle tasche dei cittadini onesti. Questa azione negativa è la maniera più rapida ed ingiusta per nascondere le loro incapacità amministrative e tappare buchi di bilancio che "essi stessi" hanno creato!



Siamo stanchi di rimanere in silenzio, dopo una prima documentazione, datata 19 Aprile 2007, non è cambiato nulla. Il malcontento aumenta e i ricorsi raddoppiano ma, le macchinette, sono sempre al loro posto. Questa è la palese dimostrazione di come viene considerato il cittadino perugino.



Invitiamo i lettori a inviarci documentazioni e ricorsi alla nostra e-mail, per iniziare una vera battaglia contro chi vuole punire i cittadini onesti, che hanno sempre pagano per i loro errori, ma, che non possono più tacere quando le contravvenzioni vengono fatte in maniera non conforme alle leggi del Codice della Strada sopra citate.



SMETTIAMOLA DI TACERE, FACCIAMO VALERE I NOSTRI DIRITTI!



Comunità Giovanile Militante Perugia

controventopg@libero.it

Economia e meccanismi occulti. - Prima Parte -

Per comprendere a fondo e nei dettagli i meccanismi palesi ed occulti che si celano dietro i fenomeni finanziari, è necessario prendere conoscenza dell’enorme divario, interno all’Occidente, tra Economia Reale (ricchezza prodotta dalle nazioni tramite il sudore dell’uomo e dalle risorse naturali) ed Economia finanziaria (ingenti disponibilità monetarie anonime e senza patria che si spostano da una parte all’altra dei mercati del pianeta e, che, tramite rapide azioni speculative, vengono investite in operazioni finanziarie mirate a determinare il massimo della redditività).



Da questa breve premessa possiamo prendere coscienza delle costanti che muovono queste due logiche economiche.



Da una parte troviamo l’intelligenza , il sudore dell’uomo e le risorse naturali delle Nazioni che procurano dignità, benessere economico e prospettive di lavoro futuro; dall’altra ci sono il mercato planetario e le fredde "risorse" finanziarie che generano rischio, speculazione ed instabilità per ottenere unicamente enormi vantaggi. Quindi è facile comprendere che nell’Economia Reale l’uomo e le risorse naturali sono protagonisti, mentre, in quella Finanziaria, protagonisti sono chi detiene enormi quantità di danaro e il mercato planetario.



Purtroppo, in questa fase storica, è l’Economia Finanziaria a indirizzare la politica mondiale, a nulla vale il monito degli enormi guasti esistenziali, delle catastrofi ambientali e della povertà sociale che essa genera; infatti, il dramma è che, invece di evidenziare i limiti del modello originario, si cerca di minimizzare i difetti del sistema capitalista definendoli come fenomeni marginali e "degenerazioni controllate" . Di fatto però non si apportano quelle indispensabili correzioni alla struttura e non si eliminano gli effetti negativi: l’importante è ottenere il profitto ad ogni costo e con ogni mezzo.



Ancora più evidente appare la sua logica ingiusta e disumana quando constatiamo il pericolo a cui le sovranità nazionali e le loro economie sono esposte.



Infatti poche multinazionali o/e " èlite economiche" dispongono di una quantità di riserve monetarie quasi dieci volte superiore a quella accessibile a tutti gli Stati.



Ciò sarebbe abbastanza per rendersi conto dell’assoluta mancanza di Garanzie, di Equilibrio Economico e di Controlli internazionali che difendano concretamente l’Autonomia, la Sovranità delle Nazioni e lo Sviluppo Armonico tra l ’economie delle Nazioni nel mondo.



I problemi , sebbene gravi , non si limitano :



1) nella nascita del mercato globale, in funzione 24 ore su 24.



2) dalla liberalizzazione dei capitali e dalla integrazione del mercato finanziario.


3) dalla drammatica accelerazione tecnologica dei tempi operativi, per cui, le decisioni e i trasferimenti di enormi capitali, vengono prese e fatti in tempo reale.


4) dall’invenzione di sempre nuovi e sofisticati strumenti finanziari (come i prodotti derivati), che pochi capiscono fino in fondo, che molti temono, ma che tutti usano nonostante i rischi devastanti.



Il problema fondamentale è la continua trasformazione della natura e struttura dei mercati finanziari.



E’ un fatto preoccupante che prolifichino sempre nuovi e difficilmente controllabili, "soggetti economici" potentissimi che diventano subito protagonisti del mercato a danno delle Banche Nazionali.



Infatti, ora, queste, vengono superate per influenza economica sia dalle Banche d’affari che muovono capitali immensi, sia dagli investitori istituzionali : Fondi di Pensione (fenomeno accentuato in America, ma presente ovunque, da ricordate il recente tentativo del governo Berlusconi di liberalizzare il sistema pensionistico), Fondo d’investimento, Mutual e Trust Funds ed Assicurazioni che accedono direttamente ai mercati di tutto il mondo.



Esiste oggi un controllo sull’operato delle banche che ne limitano gli investimenti ; infatti oramai le tradizionali operazioni delle banche non rendono più, e, le banche sono sempre più costrette a speculare sui mercati globali per fare profitti.



Per la verità, si cerca di superare la stretta sorveglianza e mantenere un ruolo competitivo nel mercato. Infatti, è allo studio una soluzione ad effetto : ottenere riconoscimento legale da qualche paese compiacente e utilizzare la tecnologia satellitare ed informatica per creare banche con l’extra - territorialità assoluta. Si tratta di  banche collocate nello spazio, su satelliti in orbita attorno la terra per permettere e favorire gli speculatori di ogni risma, i riciclatori del denaro sporco ed i trafficanti di tutto il mondo di aggirare le leggi ed agire indisturbati.



Mentre questa ipotesi appare, per il momento, fantascientifica, al contrario, non è possibile vigilare in alcun modo sulle altre istituzioni finanziarie che fanno alle banche concorrenza.



Queste strutture economiche, come abbiamo appurato, infatti, non sono soggette alle stesse regole e alla stessa sorveglianza delle banche. Gli affari leciti ed illeciti ,quindi, andranno a questi forti competitori che opereranno sul mercato planetario, ovvero, su giurisdizioni diverse, senza controlli prudenziali. E’ molto difficile poi sapere quel che succede nel mondo. L’anello più debole rischia di spezzarsi. Se poi si considera che nel mercato la percentuale degli investimenti riservata alle banche è stimata fra il 25% e il 30%,vigilare le banche non basta più.



E’ facile, quindi, per queste compagnie finanziarie speculare sui mercati, condizionare l’economia, sostenere o far cadere i governi, infrangere la sovranità degli Stati, ma alla fine raggiungere quegli enormi profitti che si prefiggono. Il quadro dell’insieme è inquietante se si considera inoltre che per molte operazioni che riguardano l’andamento degli indici(di borsa, dei tassi di cambio, di tassi d’interesse o di innumerevoli altri valori) possono essere regolati con down payements irrisori senza che ci siano garanzie di solvibilità degli investitori. Sia da esempio la recente vicenda della più antica banca d’affari inglese che è stata affondata da un trader speculando sui "prodotti derivati" con un’esposizione totale di 29 miliardi di dollari, con un deposito di nemmeno un miliardo.



E’ appurato pertanto che la libera circolazioni di capitali e l’integrazione dei mercati finanziari non controllati hanno iniziato il sovvertimento dei valori relegando l’uomo, il lavoro, il Sociale e la politica a dei ruoli marginali rispetto all ‘economia. Si è voluto vendere l’anima al mercato globale :la redditività del capitale, infatti, non è sufficiente a guidare gli investimenti verso il bene comune se non è tesa a realizzare una grande civiltà basata sui valori spirituali, su una politica solidalirista e comunitarista che tenga conto degli interessi legittimi della nazione e del suo popolo.



I flussi internazionali diventano sempre più fiumi in piena alla ricerca della massima redditività e non ci sarà considerazione per chi non si adeguerà e farà scelte strategiche che non abbiano come unico obiettivo la massimalizzazione dei profitti e la sottomissione delle sovranità nazionali alle logiche del mercato ed al grande capitale. Non ci si rende conto che una politica economica basata solo sul massimo profitto, produce perdita di lavoro, maggiore povertà e tensione sociale.



Lo stravolgimento dei valori da un’Economia Giusta in cui l’uomo, il lavoro, le risorse della natura e la politica sono artefici primari del proprio futuro e dell’economia, ad una in cui l’economia ha la supremazia sull’uomo, sul lavoro, sulla ambiente ci portano a pensare che società fondate su questi principi sono destinate a fallire.



Questa è la situazione disastrosa a cui la supremazia dell’economia sulla politica ci ha condotto, questo è il futuro ricco di contrasti sociali e di nuove povertà che ci aspetta, questa la dura sfida a cui non possiamo sottrarci.


Pubblicato su "Orientamenti", Settembre/Dicembre 2000

Di Ettore Bertolini, Comunità Giovanile Militante Perugia.

lunedì 2 luglio 2007

Video sull'Irlanda.







Elaborazione a cura di ControventoPg, musica degli Antica Tradizione, "Legionaria".

domenica 1 luglio 2007

MICHELE DI FIO'.

Avevamo gia parlato di lui nel nostro "spazio virtuale", torniamo a farlo con un'interessante intervista tratta dal sito: www.lamoscabianca.eu .





MICHELE DI FIO' 15 DOMANDE AD UN AMICO UN GRANDE UOMO...


1)   Chi è Michele Di Fiò?   MDF nasce dall’esigenza di non veicolare il proprio nome e cognome, poiché all’epoca ero molto giovane ed il cognome “mio” originale non mi piaceva. Così, cercando tra varie ipotesi di nomi d’arte, mi piacque l’idea di legare la mia musica alla mia donna, Fiorenza. Se vuoi una questione di fedeltà, quella vera, dato che oggi abbiamo due figlie bellissime (Valentina e Debora), siamo animalisti e vegetariani, viviamo in campagna etc. Insomma, stiamo insieme da oltre 35 anni.



 



2)   Come nasce il cantautore?   Il cantautore nasce negli anni 70, quando per tirare su qualche soldo suonavo nei pianobar, nei pub etc, naturalmente le canzoni in voga in quel periodo (Battisti, Baglioni, Venditti etc). In privato scrivevo canzoni dai risvolti sociali e politici che, naturalmente, nessuno ti aiutava a veicolare. Quindi i provini alla RCA, a Roma. La partecipazione a vari concorsi e la certezza di non farsi mai mettere i piedi in testa da nessuno. Per questo sono stato molto apprezzato dai giovani del periodo, sono stato la colonna sonora di tanti amori di cuori neri. Di questo sono orgoglioso, ancora oggi.



 



3)   E l’uomo politico?   L’uomo politico è stato qualcosa di diverso. Ho conosciuto le varie fasi, dall’Almirantismo al Rautismo: sono nauseato poiché alla fine ogni fascista o presunto tale che io ho conosciuto si è rivelato un bluff. Tutti, proprio tutti, pensano solo ed unicamente alla propria tasca, al proprio tornaconto. Qual povero Mussolini si rivolta nella tomba se guarda a certi campioni del saluto romano automatico, della facile parola “camerata” che tutto quanto rende dolce. Io credo che, in questo mondo di merda, camerata fa rima con fregatura assicurata. In fondo l’italiota è sempre il personaggio raffigurato da Alberto Sordi: furbetto, sornione, pronto a fare pace, affarista, pronto a mille sotterfugi. Un senza palle, tendenzialmente. Ed io, in politica vedo tanti senza palle, purtroppo.



 



4)   La politica in Italia è cambiata, ti riconosci nella Destra di oggi?   Sono una bestia politica, un anarchico che si è rotto di ascoltare stronzate e di battere le mani. Non mi muovo perché quando lo faccio provoco rumore e le ire del potere, come quando nel 1994 portai da solo (senza partiti alle spalle) 500 mila firme raccolte contro quel falso prete di Oscar Luigi Scalfaro per farlo dimettere. Si, perché lui vede e parla con la Madonna ma all’epoca prendeva 100milioni al mese dai servizi segreti: uno schifo. Se fosse vero la Madonna l’avrebbe coperto di sputi…



 



5)   Avere lasciato un segno indelebile con “La mosca bianca” e dopo soli sette numeri avere chiuso la consideri una sconfitta?  Perché non è uscito l’ottavo numero?   Non hai nemmeno idea di quale canea si scatenava quando usciva LMB. Innanzitutto partivano le telefonate di Fini, La Russa e Gasparri per sabotare la diffusione, perché si diceva che io stavo con Rauti e quindi ero da discriminare. Ma questo era vero fino ad un certo punto: io andavo a fare concerti dovunque mi chiamassero, senza distinzioni di sorta. Ma tant’è: io non ero il leccaculo di nessuno, tanto è vero che dopo il congresso in cui Rauti andò alla segreteria, dopo aver visto per qualche mese quale era l’andazzo e che non vi era alcun cambiamento rispetto a prima, lo mandai sonoramente (con lettera raccomandata) a quel paese, poiché manifestamente rinco…



 



6)   Politicamente la sinistra ha sempre aiutato, promosso e pagato artisti della loro area; per quanto riguarda la destra è stato solo un problema di soldi o per non esporsi, o per che cosa?   La Destra è una realtà fatta di omuncoli, mai abituata alle grandi cose, che salta fuori solo al momento opportuno quando c’è qualcosa da prendere, da arraffare: vedi quanti sono oggi sul carro di Alleanza Nazionale? Qualcuno pensa ancora che la maggioranza di questi sta su quel carro per la Fede? No, c’è sempre, sempre un tornaconto, basta cercare e lo si trova. Per questo è importante essere liberi, non essere costretti. Qui il discorso sarebbe lunghissimo: certo se non avessi dovuto sottostare a scelte di altri, se avessi avuto qualche soldo in più, anche la musica, mia e di altri gruppi, sarebbe andata in altro modo. Ma la musica, ho capito dopo, serviva da specchietto per le allodole per portare i giovani in piazza a fare campagna elettorale per certe cariatidi di onorevoli da fare schifo.



 



7)   Una critica ed un complimento per quanto riguarda il periodo nel quale hai partecipato attivamente al settore alternativo.   Ho tentato di fare politica attiva fondando il BLOCCO NAZIONALE, ma la cosa non ha avuto successo. Una critica non ce l’ho, perché posso dire che nella vita ho fatto esattamente ciò che ho voluto, non ho mai timbrato cartellini e non sono mai stato a busta paga di nessuno. Penso di avere vissuto una esistenza libera e senza condizionamenti.



 



8)   Un errore che non commetteresti più?   Mi sono trovato in tante occasioni faccia a faccia con personaggi politici equivoci e per quieto vivere ho abbozzato un sorriso di circostanza: oggi li manderei a cagare in pubblico.



 



9)  Una cosa giusta che non hai avuto il coraggio di fare?   La raccolta delle 500mila firme contro Scalfaro è stata una bella cosa. Io sono essenzialmente un comunicatore. Nella mia vita ho studiato questa scienza e l’ho applicata al lavoro, all’arte, alla mia infinita fantasia. Perché è vero che ho 51 anni, ma addosso me ne sento al massimo 30.



 



10)  Gli artisti alternativi di oggi cosa dovrebbero prendere degli anni 80 musicalmente parlando?   Ogni età ha un suo sound di riferimento e bisogna cavalcare il momento, fare cose nuove. Avere il coraggio di inventare cose nuove, questo si è alternativo. Certo non è facile poiché hanno già inventato tutto ed il contrario di tutto, ma l’artista, quello vero, è colui che riesce a modificare la realtà e creare nuove suggestioni per i nostri cuori.



 



11)  Avere coraggio in musica cosa significa?   Principalmente rifiutare di far mettere le sporche mani nei propri testi.



 



12)  E’ ancora possibile parlare di musica politicamente impegnata in un contesto politico come il nostro? La musica alternativa sopravvive, ma con quali realtà si trova a fare i conti? Un pubblico artisticamente impoverito, culturalmente poco consapevole. Terminati gli anni di piombo i cantautori si sono ridotti a elementi pseudoinvisibili, e con scarse possibilità di veicolare il proprio messaggio. Da dove è cominciata questa miseria?   Dal fatto che non servivano più i menestrelli ad aprire i comizi degli onorevoli nelle campagne elettorali. Non vi siete accorti che in quei periodi gli onorevoli facevano fatica a sborsare centomila lire per il rimborso spese di tanti di noi e oggi si presentano sul palco con Gigi d’Alessio o Marco Masini (pagati profumatamente!!!). Questa è la realtà, ragazzi…



 



13)  La musica tocca e parla della sensibilità di chi la ascolta. Ma è la gente che chiede e produce musica. Se gli italiani hanno perso un’identità politica è anche colpa di chi non canta più certi argomenti?   Gli italiani cantano ciò che gli viene proposto. Quando Fini mi chiamava per una Festa Tricolore e chiedeva uno sconto poiché i ragazzi di quel paese non ce la facevano con le spese, mai avremmo immaginato che oggi nelle leve del potere radio televisivo abbiamo autorevoli esponenti della destra che, per la musica alternativa hanno fatto… un cazzo!



 



14)  Militante di sinistra = una figura di filosofo di strada. Radicale di destra = una testa calda alla ricerca di un pretesto. Negli anni ottanta-novanta questo mito si solidifica, e per l’italiano medio è divenuta una specie di verità assiomatica. A me pare una barzelletta. Come ha fatto una battuta di bassa categoria a trasformarsi nella vox populi del 2000?   Questo mito purtroppo lo hanno creato una serie di camerati poco camerati che nemmeno loro ci credevano, nella nostra musica, e giocavano per non farsi sfuggire un piccolo o grande posticino in quella o quell’altra amministrazione, ente, comune, provincia. Insomma sempre e comunque per farsi i cazzi propri.



 



15)  La politica a destra oggi si è divisa con Alleanza nazionale e la Fiamma tricolore, i giovani si dividono,secondo te le tue canzoni possono ancora dire qualcosa a nostri giovani?   Di più, c’è la Mussolini, c’è di nuovo Rauti, Forza Nuova e il Fronte Nazionale, oltre una serie di partiti e partitini che escono in occasione delle elezioni dalla cabina telefonica dove hanno sede. Le mie canzoni sono figlie del loro tempo, oggi per fortuna non si muore più per le strade come negli anni 80. Oggi ci sarebbe bisogno di canzoni con un respiro più ampio, con la rivendicazione del nuovo che avanza e il ricordo delle tradizioni che va oltre il nostro futuro. Ma è un discorso lungo, impegnativo. Qui ci vorrebbero le famose palle, magari ne riparliamo.

Imperium - Ustica chiama Bologna.