martedì 2 agosto 2011
martedì 4 agosto 2009
La strage di Bologna fu attribuita arbitrariamente ai fascisti il 4 agosto 1980.
COMUNICATO STAMPA
Il 4 agosto 1980 Francesco Cossiga, al tempo Presidente del Consiglio dei Ministri, dichiarò in Parlamento che l’attentato alla Stazione di Bologna era un attentato “fascista”, sostenendo che “non da oggi si è delineata la tecnica terroristica di timbro fascista…il terrorismo nero ricorre essenzialmente al delitto di strage perché è la strage che provoca paura, allarme, reazioni emotive e impulsive”.
Il 15 marzo 1991 Francesco Cossiga, divenuto nel frattempo per meriti di “servizi” Presidente della Repubblica, affermò davanti al Comitato per i Servizi di sicurezza di essersi sbagliato nel definire “fascista” la strage del 2 agosto e, oltre a presentare le scuse ad alcuni inutili parlamentari del Msi per aver addebitato alla “destra” la strage, sostenne che “il giudizio da me espresso allora fu il frutto di errate informazioni che mi furono fornite dai Servizi e dagli organi di polizia…la subcultura e l’intossicazione erano agganciate a forti lobbies politico-finanziarie”.
Il 18 marzo 1991 il nostro redattore Paolo Signorelli (già incriminato e poi prosciolto per la strage) fece sapere attraverso le agenzie di stampa di non accettare le “scuse” di Cossiga ritenendole “patetiche, ridicole e volgari”, aggiungendo che le 85 vittime di un ignobile massacro di popolo esigevano che venisse fatta giustizia. “Il balbettio – aggiunse – di Cossiga a proposito di una subcultura operante sotto le direttive di certe lobbies finanziarie e politiche va trasformato in preciso atto di denuncia e di accusa. Altrimenti si abbia il coraggio di tacere”.
Dal 1991 l’invito a parlare viene puntualmente rilanciato ogni anno in occasione della ricorrenza della strage senza che l’esimio esternatore (che pure ci ha magistralmente spiegato il modus operandi dei Servizi da lui diretti al tempo in cui era Ministro di Polizia e recentemente raccontato la sua “ verità” su Ustica e Bologna) nulla dica.
La redazione di “Giustizia Giusta” ritiene, dunque, inaccettabile il comportamento omertoso tenuto da Cossiga che oltretutto tenta grottescamente di rilanciare il suo convincimento “innocentista” nei confronti di Mambro e Fioravanti fornendo la spalla alle iniziative di quanti a destra, anche attraverso il comitato “L’Ora della Verità”, cercano di sostenere l’improbabile tesi dello stragismo palestinese a proposito dell’attentato di Bologna, rifiutando di percorrerre altre piste che nel drammatico tic-tac Ustica- Bologna potrebbero ricondurre al Mossad.
Il sudario del silenzio che continua a coprire ogni tentativo di ricostruire la strage del 2 agosto ha trasformato il “ragazzino” Luigi Ciavardini nell’unico vero capro espiatorio di una spirale perversa in cui si muovono lobbies di potere, apparati mai deviati e magistrati teorematici.
“Giustizia Giusta” si farà ancora una volta promotrice di iniziative forti dirette ad ottenere la rimozione del Segreto di Stato perché si possa giungere a conoscere la verità sulle stragi che con cadenze terrifiche hanno per decenni insanguinato la Colonia Italia.
Redazione di “GIUSTIZIA GIUSTA”
Viale Giulio Cesare, 59 – 00192 Roma
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domenica 2 agosto 2009
Ventinove anni fa.
Ventinove anni fa, alla stazione di Bologna, veniva commessa la più grave strage dell'Italia del dopoguerra. Una strage che s'inserisce nella guerra sporca per allontanare l'Italia dal Mediterraneo. Una strage sulla quale i clan clientelari del partito comunista hanno messo il cappello e su cui speculano da tre decenni. Una strage per la quale i servizi segreti italiani operarono una lunga serie di depistaggi (tutti contro la destra radicale) dandovi inizio addirittura quindici giorni prima che fosse consumata! Un massacro di cui non sono mai stati cercati i colpevoli, al contrario: si è sempre ostentatamente rifiutato di seguire tutte le piste aperte da indizi concreti e si è invece voluto condannare a tutti i costi gente che non aveva neppure un indizio a carico, senza nemmeno discutere le prove tangibili a loro favore. Una strage che vede ancora un innocente in catene. Una strage contro l'Italia di cui sono complici tutti quelli che si sono opposti e che tuttora si oppongono a che sia fatta luce senza pregiudizio alcuno. Non accadrà neppure quest'anno. Le ottantacinque vittime sono derise e insultate ancora. Non riposano in pace.
Di Gabriele Adinolfi, da: www.noreporter.org
02-08-1980 - 02-08-2009
giovedì 15 gennaio 2009
Le foyer du soldat in pillole. [Gennaio 2009]
A cura di Mario Cecere, per ordinazioni: controventopg@libero.it
John Sack, Occhio per occhio, Baldini § Castoldi, Milano
“Tra le numerose tragedie rimosse nella storia di questo secolo, spesso si dimenticano gli eventi che seguirono la fine della seconda guerra mondiale. Nel 1945 l’esercito sovietico occupò la Polonia e parte della Germania: una regione abitata da dieci milioni di civili tedeschi. Con efficienza tipicamente stalinista, venne subito organizzato un Ufficio per la Sicurezza dello Stato, col compito di iniziare una politica di denazificazione. Oltre a polacchi desiderosi di vendicarsi, i russi reclutarono anche ebrei scampati ai campi di sterminio. I tedeschi che finirono nei 1225 campi di concentramento erano per il 99 per cento civili che non avevano mai combattuto, compresi donne e bambini: coloro che sopravvissero alle torture vennero spesso falciati dal tifo e dagli stenti. Le stime più realistiche calcolano dai 60.000 agli 80.000.”
James Petras, Usa: padroni o servi del sionismo? I meccanismi di controllo del potere israeliano sulla politica degli Usa, Zambon Editore, 2007
Dedicato alla memoria della giovanissima martire Rachel Corrie, trucidata dai bulldozer mentre col suo corpo difendeva dalla demolizione l’abitazione di una famiglia palestinese, il libro di Petras è una lucida analisi dei meccanismi di controllo gestiti dalla potente lobby filo-israeliana all’interno della massima potenza planetaria. Tale lobby, stratificata in sezioni d’intervento differenziate, sarebbe in grado di condizionare gli stessi apparati decisionali degli Usa, fino a determinarne gli indirizzi strategici in politica estera.
Bernard Lazare, L’antisemitismo- storia e cause, Centro Librario Sodalitium, Verrua Savoia
“L’antisémitisme, son histoire et ses causes”di Bernard Lazare è un classico della letteratura sul/contro il giudaismo (…). Il Centro Librario Sodalitium ripara dunque con questa edizione una lunga omissione, completando così idealmente il libro di Israel Shahak: “ Storia ebraica e giudaismo. Il peso di tre millenni”. Scrivendo nel 1894 l’opera che lo rese celebre, L’antisémitisme, appunto, Bernard Lazare, un ebreo secolarizzato, attratto dai movimenti anarchici e socialisti, sosteneva che la causa dell’antisemitismo non doveva essere ricercata tanto negli antisemiti, quanto piuttosto nella mentalità stessa degli ebrei, mentalità consistente appunto nei tre “tre millenni” di giudaismo di cui parla Israel Shahak. Sarebbe stata dunque la religione rabbinica a plasmare quel popolo ebraico, così diverso da tutti gli altri, con delle caratteristiche tali da provocare come reazione –ingiusta ma ineluttabile- l’antisemitismo.”
Oswald Spengler, Per un soldato, Ar, Padova
“Non è necessario condividere la Weltanschauung spengleriana per riconoscere all’Autore di questi Gedanken, tutta la potenza espressiva di cui è capace chi sa evocare forze, vincoli, richiami ormai sempre più difficilmente percepibili nel mondo disincantato e razionalizzato della nostra tarda modernità. Accostiamoci dunque con silenzioso rispetto alla scrittura essenziale e oggettiva di un amanuense del Destino.” ( tratto dalla Presentazione di Carlo Sandrelli)