martedì 12 giugno 2007
Albania...L'orologio si portan via!
Il primo, e unico, bagno di folla che il presidente americano George W. Bush è riuscito a concedersi durante la tappa albanese del suo tour europeo, potrebbe essergli costato l'orologio. Le immagini trasmesse dalla televisione di Tirana "News24" mostrano che durante gli appassionati abbracci con la gente di Fushe Kruja, piccolo villaggio contadino dove il capo della Casa Bianca ha voluto concludere il suo viaggio, Bush ha perso l'orologio, o forse gli è stato sottratto.
Presente al polso sinistro del presidente all'inizio degli abbracci, l'orologio non lo è più pochi secondi dopo. Forse sottratto da un fan desideroso di souvenir o forse sganciatosi accidentalmente. Lo stesso presidente (che non mostra di fare alcun tentativo per recuperarlo) deve essersi accorto della scomparsa solo più tardi, quando era ormai a bordo del SUV nero blindato che lo accompagnava verso l'aeroporto. La storiella, le cui immagini hanno già cominciato a circolare su internet, è però avvolta dal mistero: quando infatti un quarto d'ora dopo Bush riappare in cima alla scaletta dell' ''Air Force One'' ormai pronto al decollo e rivolge l'ultimo tradizionale saluto a braccio alzato, al suo polso torna a vedersi l'orologio. Non è chiaro se sia lo stesso, oppure un altro di ricambio recuperato urgentemente durante il breve tragitto tra Fushe Kruja e lo scalo internazionale.
Chi aveva avuto modo di avvicinare il presidente durante la visita in Albania, ha riferito che l'orologio che indossava Bush aveva una bandiera americana sul quadrante, ma nessuno è stato in grado di indicarne né marca né tanto meno il suo eventuale valore. Il bagno di folla di Fushe Kruja era stato un sorprendente fuori programma in una visita condotta, per il resto, secondo un rigido protocollo e fra strettissime misure di sicurezza: conclusi gli incontri ufficiali a Tirana, Bush aveva raggiunto con la sua scorta questo piccolo villaggio a 30 chilometri della capitale, intrattenendosi ormai in maniche di camicia con alcuni artigiani che hanno avviato le loro imprese grazie ai finanziamenti della cooperazione americana.
Dopo aver bevuto un caffe' con gli albanesi seduto al normale tavolino di un bar (locale che i servizi di sicurezza statunitensi avevano tuttavia selezionato in anticipo e affittato per l'occasione), Bush era ritornato per strada curiosando prima in una vicina panetteria, e poi lanciandosi verso la folla che lo attendeva festante dietro le transenne. E' in questa fase che, nell'impeto degli abbracci, si è - forse - perso l'orologio del presidente.
Da: www.tgcom.it
lunedì 11 giugno 2007
PROSEGUONO GLI SCONTRI AL CONFINE BIRMANO-THAILANDESE.
I patrioti Karen rispondono che il DKBA dovrebbe prendersela con loro, anziché continuare la campagna terroristica contro i civili indifesi incoraggiata dal regime birmano. Nella regione da mesi si susseguono gli attacchi ai villaggi Karen da parte dei soldati birmani e dei guerriglieri del DKBA per far terra bruciata attorno alla resistenza Karen. E in effetti, diverse migliaia di civili hanno lasciato i loro villaggi per nascondersi in zone più protette della giungla, o per attraversare il confine e rifugiarsi in Thailandia. Ma le maglie dell'esercito di Bangkok, che sorveglia la frontiera per bloccare il flusso di fuggiaschi, si sono strette e sempre più spesso i profughi Karen vengono fermati e rispediti sbrigativamente in territorio birmano. Di nuovo in mezzo ai bombardamenti e agli scontri a fuoco.
Da: www.comunitapopoli.org
Julius Evola.
“Data una società ed una civiltà come l'attuale, nel ribelle, in colui che non s'adatta, vedervi l'uomo sano”
Julius Evola
Presentazione del libro
Sabato 23 giugno presso il Castello di Montesperello (Magione), in provincia di Perugia, presentazione del Libro “ORDINE NUOVO”. Seguiranno dibattiti con protagonisti diretti e in serata cena e musica.
Negato a Movimento Zero il diritto a manifestare.
di Massimo Fini.
Non c'è niente da fare. In Italia se non sei di sinistra devi essere necessariamente di destra, se non "un fascista". Se non sei di destra, devi essere necessariamente di sinistra, se non un "comunista". E se non sei né di destra né di sinistra, ma contro entrambe o magari "oltre" la destra e la sinistra, categorie politiche vecchie di due secoli? Non esisti. Non hai diritto di esistere. Finché questa chiusura avviene in ambito culturale e politico pazienza. Ma quando a chi non è né di destra né di sinistra viene impedito di esercitare i più elementari diritti civili, la cosa assume un aspetto diverso e grave. Sabato, col mio piccolo movimento, Movimento Zero, creato un anno fa, avevo deciso di partecipare alle manifestazioni contro la presenza di Bush nella capitale. Avevamo scelto il concerto di piazza del Popolo dove manifestava Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Verdi ed altre associazioni, non perché noi si condivida minimamente le loro posizioni, ma perché ritenevamo che sarebbe stato più tranquillo del corteo che partiva da piazza della Repubblica dove la presenza dei “centri sociali”, dei “disobbedineti”, degli autonomi e la eventualità di infiltrazioni di provocatori come i “blackblock” avrebbe potuto scatenare violenze. Movimento Zero, infatti, non è pacifista, non ha nulla da spartire con l’ “arcobaleno”, ma è pacifico.Alle tre e mezza del pomeriggio siamo quindi arrivati, in una cinquantina, in una piazza del Popolo semideserta (non più di 300 persone). Eravamo naturalmente a volto scoperto, senza armi, né proprie né improprie, e inalberavamo il nostro sctriscione che diceva: “Con i Talebani per il diritto all’autodeterminazione dei popoli”. Il che non vuol dire che condividiamo l’ideologia talebana – non la condividiamo affatto – ma nei talebani difendiamo il diritto di ogni popolo a filarsi da sé la propria storia senza pelose supervisioni.
La polizia, scherata in forze, ci ha lasciato passare senza fare una piega. Ma dopo pochi minuti è intervenuto uno di quelli che stavano sul palco e ha ordinato al comandante della piazza di farci sgombrare. Perché? “Perché sono di destra”. Il comandante ha ubbidito all’ordine. Siamo stati prelevati, senza che opponessimo alcuna resistenza, portati sui cellulari, identificati, trattenuti per una ventina di minuti e poi rilasciati con il divieto di rimanere in piazza.Ora, Movimento Zero non è di destra. Lo guido io e proprio i lettori del QN, molti dei quali mi accusano quotidianamente di essere di sinistra se non un comunista, sanno meglio di altri come questa etichetta sia falsa. Ma la questione non è questa. Sono altre. Almeno due. Poniamo pure che fossimo di destra. E con ciò? Non abbiamo il diritto di manifestare liberamente le nostre opinioni “pacificamente e senz’armi” come garantisce l’articolo 17 della Costituzione? O sabato questo diritto era di proprietà esclusiva della sinsitra, di governo o non di governo? Seconda questione. Se la nostra sola presenza in piazza del Popolo era ritenuta un pericolo per l’ordine pubblico, questa valutazione spettava alla polizia o a quel Tal dei Tali (del Pcr, del Pdci, dei Verdi o di Vattelapesca) che è andato a dare un ordine a un funzionario che gli ha vergognosamente obbedito? Quel Tal dei Tali era un privato cittadino come me e i miei amici che ha i nostri stessi diritti e che non è investito di autorità sovrana solo perché occupa, peraltro in modo miserevole, una piazza.
Comunque i cari compagni di Rifondazione & C. – che si sono tra l’altro disinvoltamente dimenticati che io ho partecipato, esponendomi in prima persona, a tutte le manifestazioni contro le leggi “ad personam” di Berlusconi – hanno dato una bella dimostrazione di che cosa intendono per libertà. Coglioni, oltretutto, perché eravamo quasi più di loro e avremmo reso meno deserta la piazza e meno evidente il loro fallimento.
Infine se a qualsivoglia altro giornalista, di sinistra o di destra, fosse stato impedito, come è stato impedito a me, di esercitare i propri diritti di cittadino di professionista, si sarebbe scatenato un putiferio, si sarebbe gridato alla scandalo, il nostro sindacato si sarebbe mobilitato in forze, sarebbero piovute le attestazioni di solidarietà e le interrogazioni in Parlamento. Per me, invece, silenzio assoluto. Già, ma io non sono un giornalista di sinistra, e nemmeno di destra…