domenica 5 agosto 2007

Novità.

Dalla seconda settimana di settembre sarà on-line il sito della Comunità Giovanile Militante Perugia, il sito avrà il compito di avere un pò più di ordine per le documentazioni, per  le iniziative e per il materiale da noi prodotto.



Il blog di informazione Non-Conforme "Controvento" invece, continuerà ad esistere in parallelo, e come ora, sarà aggiornato quotidianamente.



Nella pagina "Scarica, stampa e diffondi", sono stati aggiunti i volantini e gli adesivi da scaricare.



Di idee in cantiere ce ne sono tante e la voglia non manca,
come sempre irriverenti e contro l'informazione preconfezionata, acritica e distante dalla realtà!





“E' preferibile morire nel fare degli sforzi per svegliarsi, che vivere nel sonno” Gurdjieff



Comunità Giovanile Militante Perugia

controventopg@libero.it

Anche se tutti... Noi no!

sabato 4 agosto 2007

Misfatti d'agosto.

Gli amici si comprano. La Superpotenza mondiale, gli Stati Uniti d’America, rafforza la sua volontà d’egemonia sul Medio Oriente con un’iniezione spaventosa di dollari. 63 miliardi di verdoni, per l’esattezza. E’ la cifra stanziata dal Segretario di Stato Condoleeza Rice e dal ministro della Difesa Robert Gates per rifornire di armamenti i vassalli arabi dell’America: Egitto, Giordania, Arabia Saudita e paesi del Golfo Persico. Oltre all’alleato storico di Washington nell’area, Israele (3 miliardi di dollari l’anno per i prossimi dieci anni). E’ facile capire come gli Usa cementino il fronte anti-iraniano, mantenendo il proprio potere imperiale nella martoriata regione: comprando i governi amici. E poi qualcuno, laggiù negli States o qui in Europa, si scandalizza per gli esorbitanti costi dell’invasione dell’Iraq (finora, calcolando per difetto stime di fonti militari del 2006, li si possono stimare in più di 200 miliardi di dollari solo per le spese militari correnti). Basti pensare a un dato: avvenuta l’occupazione del Paese, nel 2003 il Congresso statunitense stanziò 18,4 miliardi per gli aiuti alla ricostruzione. Fate un po’ i confronti…

Commedia all'italiana. Cesarone Previti e la gang di Forza Italia non si smentiscono. Pur di salvare la faccia (si fa per dire: ma l’avete guardata bene? Montanelli diceva che bastava quella per farsi un giudizio dell’ex ministro della Difesa e avvocato di Berlusconi), il deputato bandito per sempre dai pubblici uffici in seguito a una condanna definitiva per corruzione nel processo Imi-Sir s’è dimesso. La solita, indegna scappatoia all’italiana: volete farmi decadere dallo scranno parlamentare con ignominia? E io tolgo il disturbo prima, tiè. Ma la gente, quando lo vede in strada, non lo subissa di pernacchie, uno così?

Il Grande Fratello. Rupert Murdoch, titolare della più grande concentrazione proprietaria di mediaWall Street Journal e l’agenzia della Borsa di New York, la Dow Jones. Murdoch è ovunque, anche in Italia: sua è l’emittente satellitare Sky, concorrente sempre più agguerrito della televisione via etere (il duopolio Rai-Mediaset). Suo è quel formidabile mezzo di socializzazione virtuale per milioni di giovani in tutto il globo che è My Space. E’ l’uomo che più si avvicina a una versione rassicurante ma non meno pericolosa del Grande Fratello di Orwell. Perché lui segue soltanto una logica: quella del business, dei profitti, del bilancio. E’ davvero l’icona vivente del sistema mediatico-finanziario che regola le nostre vite in lussuosi uffici senz’anima da una comoda poltrona in pelle. Umana.



Da: www.movimentozero.org/mz

venerdì 3 agosto 2007

Portatori di pace...

Afghanistan: sotto accusa raid Nato.



Peace Reporter, fino a 300 vittime civili in un mercato.



(ANSA) - KABUL, 3 AGO - In un bombardamento Nato di ieri su un villaggio afghano dell'Helmand ci sarebbero state, secondo Peace Reporter, tra 200 e 300 vittime. Il bilancio, dice l'organizzazione sul web, e' stato riferito da fonti mediche dell'ospedale di Lashkargah. 'Il bombardamento Nato, con il quale le fonti ufficiali annunciano di aver colpito una 'riunione taleban' ha in realta' colpito il mercato che si tiene nel villaggio di Shah Ebrahem, uccidendo moltissimi civili', sottolinea Peace Reporter.

Vieni con noi, siamo noi la tua droga!

SCONFIGGERE LA CULTURA DELLA MORTE.



Negli ultimi anni la corsa all'autodistruzione è divenuta incontrollabile. Il fenomeno della droga non è più marginale, una volta si parlava di minoranza "deviata" ma ormai tutta la società è minata alle proprie radici. Occorre anche chiarire che lo Stato non solo è inadenpiente ma anche incapace di affrontare il problema. Secondo le perverse teorie di taluni "illuminati" ben pensanti il solo freno alla droga è il diritto alla quiete. Quella eterna. Non disturbiamolo troppo, il "diverso" non deve agitarsi nè proccuparsi: può solo morire in silenzio. In cambio gli si offre la droga (per uccidersi) e il rispetto per non morire con il senso di colpa. Qualcuno vuole a tutti i costi identificare il drogato con il suicida e questo particolare tipo di suicidio come un atto legittimo, quasi degno di rispetto e considerazione. E così l'uso della droga diventerebbe, secondo alcuni, un atto di ribellione contro l'ordine costituito. Sciocchezze! La droga si combatte nelle coscienze o non si combatte. La droga, non è l'unico vizio diffuso nel mondo, è soltanto il più dannoso. Il tossico non vuole la morte, ma esperienze straordinarie, "libertà", eccitazione, affermazione. Vuole l'illecito perchè la cultura imperante (o meglio la sub-cultura) esalta l'illecito e perchè la malavita gli offre scorciatoglie per attingerlo. E' una vittima perchè vuole la morte senza saperlo, è colpevole perchè vuole fare esperienze contrarie alla natura dell'uomo e intrinsicamente perverse. Gli atti di un drogato in astinenza sono, per definizione, non imputabili. La scelta che conduce all'uso di droghe è quindi alla tossicodipendenza, quella si, deve essere punita. Pochi hanno il coraggio di sostenere che il finanziere o il manager che fa uso di cocaina può causare danni ben più gravi di quelli provocati dall'eroinomane che commette scippi e furti. Il cuore del problema è proprio questo: occorre colpire chiunque faccia uso cosciente della droga, chiunque la spaccia, chiunque la favorisca. Non si può punire il giovane che cade nella rete degli spacciatori e lasciale indenni gli "intellettuali" che quella rete tessono infaticabilmente, a tutto vantaggio delle multinazionali del crimine. I dati parlano chiaro: la narco-democrazia colombiana prospera sui cinque miliardi di dollari che rappresentano "il fatturato" annuale del famigerato cartello di Cali. Che poi ci sia un'omicidio ogni venti minuti non importa a nessuno. Non lasciamo impunito chi difende la falsa libertà dell'autodistruzione. E' da questa falsa libertà che si deve iniziare la vera lotta alla droga.



Tratto da "MovimentAzione", bollettino universitario interno perugino, numero 0 - Novembre 1996.

giovedì 2 agosto 2007