sabato 8 dicembre 2007

Morti bianche o rosse del sangue delle vittime dei padroni?



I capitalisti, benefattori dell’umanità come ci insegnano fin da piccoli, dovrebbero, in quanto imprenditori, investire capitale proprio per instradare le proprie aziende sulla via del guadagno, utilizzando i profitti sia per il proprio tornaconto personale, sia per reinvestire nuovamente nelle attività, così da innescare un ricircolo di denaro che consenta la vita stessa delle aziende.




Ma questo non accade. I cosiddetti imprenditori, che casomai qualcuno non lo avesse capito sono benefattori soltanto di sé stessi, non utilizzano mai la propria liquidità, ma beneficiano di sovvenzioni di vario genere (banche, istituzioni) per affrontare le spese che le loro attività richiedono quotidianamente. Il fine ultimo però, il guadagno, non viene mai meno. Questo obiettivo unico, alimentato da una mercantilistica cultura individualista non solo economica, ma anche sociale, è il deus ex machina che muove le azioni e le reazioni di questi biechi individui. E c’è un solo modo, nel capitalismo occidentale, per aumentare a dismisura i guadagni: abbattere i costi.


Oltre a questo, bisogna aggiungere che i costi non abbattibili (che purtroppo per i nostri amici imprenditori ancora permangono) vengono spalmati sulla collettività (cioè noi) con l’aumento dei prezzi dei prodotti finiti o con il non adeguamento delle remunerazioni dei dipendenti (cioè noi) al costo della vita. Ma i costi di produzione si possono tagliare in molti modi: si può numericamente diminuire la forza lavoro (leggi licenziare i lavoratori), si possono rendere più efficienti i cicli produttivi (scordatevelo, significa investire nuovi capitali) oppure si può evitare di spendere per tutto ciò che la proprietà considera superfluo (leggi sicurezza sul lavoro).


E oggi a noi interessa verificare questo ultimo aspetto. Dopo la recente tragedia che ha colpito i lavoratori della ThyssenKrupp di Torino (acciaieria su suolo italiano, ma di proprietà tedesca) non si può non pensare che tutto si sarebbe potuto evitare e che, almeno in una linea produttiva di laminati in acciaio inossidabile, forse sarebbe stato il caso che idranti, telefoni d’emergenza ed estintori funzionassero.


Però si dà il caso che né telefoni, né idranti, né estintori funzionassero: sfortuna? Non crediamo proprio. Il problema è un altro e non si chiama malasorte, si chiama appunto mancanza di misure di sicurezza. Misure di sicurezza che non vengono attuate perché comportano costi aggiuntivi per l’imprenditore, perché in fin dei conti se qualcuno proprio deve morire questo è sicuramente un operaio (e non un imprenditore) e perché in un mondo dominato dal capitale e dai suoi lupi bramosi di ricchezza nemmeno la giustizia riesce a mettere le mani sui colpevoli di tali gravissime negligenze.


E la costante impunità dei capitalisti non è un fattore da sottovalutare, anzi è diventata nel tempo un’arma potentissima nelle loro mani. Nessuno può e deve permettersi di alzare la voce (figuriamoci le spade!) contro coloro i quali, ogni volta che vengono attaccati, si ergono a difensori della libertà come se il concetto di libertà fosse uguale al concetto di libera impresa senza regole né vincoli.


Ogni qualvolta qualcuno prospetta anche solo sottovoce la fine della libera impresa senza regole e chiede di porre un freno al libero arbitrio dell’imprenditore, il branco di lupi si stringe a difesa dell’ideologia ladra, usurpatrice e mercantile che ha caratterizzato gli ultimi duecento anni della storia occidentale borghese; e lo fa utilizzando tutti i potenti mezzi a sua disposizione, con un bombardamento mediatico che non lascia spazio a repliche né a contraddittori: giornali, televisioni, parlamenti…


Ah, dimenticavamo i politici, tutti (dal Presidente della Repubblica fino all’ultimo degli eletti), ingranaggi sempre ben oliati di questo sistema, si prodigano in pietosi e falsi messaggi di cordoglio alle famiglie dei caduti e in richieste ufficiali di maggiori controlli sui posti di lavoro (leggi lettera morta), ma alla fine dei 5 minuti di ufficiale pietà istituzionale, riprendono di gran lena il loro lavoro di servi consapevoli e assoluti dei potentati industriali che ne controllano le vite e le carriere.


Allora, alla luce di tutto ciò, permetteteci di fare della sana propaganda e permetteteci di dire che l’unica soluzione sarebbe proprio quella da noi prospettata: quella della socializzazione dei mezzi di produzione. Quella soluzione che non lascia scampo a nessun imprenditore privato, dove lo Stato controlla tutti i cicli produttivi in quanto espressione viva del popolo e non mera istituzione di appoggio al capitale.


Un Stato dove i lavoratori siano imprenditori di sé stessi nel senso più sociale del termine, dove le aziende producano per il bene collettivo e dove le decisioni, a qualsiasi livello e di qualsiasi tipo, siano il frutto dell’esperienza di condivisione di tutte le forze impegnate nel ciclo produttivo.


Uno Stato in cui le condizioni di vita dei lavoratori e il loro futuro, in quanto fondamento dell’avvenire della società stessa, siano al centro dei pensieri dei legislatori e non una voce di spesa (eventuale) di un bilancio industriale. Insomma, uno Stato dove le misure di sicurezza nei posti di lavoro siano decise dai lavoratori stessi e non da chi pensa che i lavoratori siano carne da macello per i loro infimi e socialmente inutili guadagni.



Una società nuova, fatta da uomini nuovi, liberi di decidere il proprio destino.



Articolo di Bluto, tratto da www.sinistranazionale.it

Mandiamo un abbraccio a Beslan. (Aggiornamenti)

La raccolta sta procedendo bene sia qui a Perugia che in altre realtà. Ogni comunità o singolo deciderà a quale bambino/i verranno mandati i regali, ovviamente, si cercherà di accontentarli tutti evitando così che magari un bambino riceva il doppio dei regali di un'altro. Il 12 verranno spediti i doni. Chi intendesse ancora partecipare nella zona di Perugia ci contatti a: controventopg@libero.it



Questa è la lista dei bambini con il maggior numero di traumi ai quali s'intende offrire un regalo per Natale.




BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA



Robert BALIKOV reso orfano durante l'attentato, ferito e traumatizzato, Nato nel settembre 1997, abita dalla zia, all'indirizzo: Svetlana 6/35 Plieva st



BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA



Tel 3 07 22 8 905 538 1930



Mkrtich MKRTCHYAN, gravemente ferito, in stato depressivo, ha ancora oggetti metallici nel cranio pur dopo numerose operazioni in Russia e Germania. Nato il 24cluglio 1995 domiciliato all'indirizzo: Mira 19/10



BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA





Rouslan SALKAZONOV multitraumatizzato dalle schegge delle mine piazzate dai terroristi, deregolazione dell'apparato motorio, ospedalizzato alla crinica oftalmica, nato il 4 settembre 1997 vive da sua nonna all'indirizzo: dom Pileva 4/5 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA





Alina GULLAEVA grevemente ferita, bruciata, paralizzata di un braccio, con schegge metalliche nell'apofisi, vive chiusa e rifiuta scuola e amicizie.



Ha assistito alla morte di sua madre e di sua sorella assassinate durante l'attentato. Nata il 1 luglio 1993. Indirizzo: dom Pervomaiskaya 52 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA



Tel 007 86737 33461



Georgy ILYN gravemente ferito, ipoplegia del rene destro, traumatisma psicologico, nato nell'aprile 1996; indirizzo: dom Br Nogaevykh 92 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA



tel 007 86737 32482



Ha una famiglia francese che lo segue a distanza





Anna KADALAYEVA traumatismi psicologici non abbiamo il suo dossier medico). Nata nel 1995. indirizzo: dom Sigova 13,43 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA





Georgy KONIEV politraumatisma psicofsico, tutta la sua famiglia è stata assassinata durante la strage terrorista, nato il 2 marzo 2000 vibe presso un tutore tel. 007 86737 34258. Indirizzo:



dom Koniev Guennady Alievich 56 Komsomolskaya st- BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA





Vladivslav SIKOEV nato il 25 agosto 1990



Angelika SIKOEV nata il 17 dicembre 1996



Sono molto turbati per aver subito tre giorni di torture e aver assistito alla morte della madre nell'attentato mentre il padre, cercando di proteggerla, restava invalido. Hanno soprattutto difficoltà economiche perchè sono seguiti affettivamente di lontano da una famiglia francese. Indirizzo:



Dom Pervomaskaya 153/153a BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA tel 007 86737 34300



Zaour PLIEV nato il 25.09.1994



Ha passato una lunga degenza e una lunga rieducazione; la madre e la sorella sono state anch'esse gravemente ferite nell'attentato, il padre è disoccupato. Una famiglia fancese lo segue regolarmente. Indirizzo:



Dom Komintern 77/30 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA tel 007867 37 37412





Ilona KHOUBAEVA nata il 10.08.1996



Diversi traumi psicofisici, più volte operata agli occhi in una clinica oftalmica di Gottingen (Germania). Attendiamo di avere il suo indirizzo



Moural KALMANOV nato il 5 giugno 1988



Gravi sequele dall'attentato nel quale sua madre è stata fatta saltare in aria dai terroristi; è in tutela da sua zia. Indirizzo:



DOYEVA ZAREMA



Dom Per Lermonotova 72a /17 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA Tel 007 867 37 30517





Zalina PLIEVA nata nel 1996



Ferita allo stomaco e all'intestino; sua sorella le è stata uccisa accanto e sua madre è divenuta neuropatica. Vive con il padre a casa della nonna. Ha bisogno di un forte sostegno neurologico.



Attendiamo di avere il suo indirizzo.



Dzarasov ZAUR nata il 25 maggio 1987



Ferita nell'attentato, suo fratello è invece deceduto a causa delle ferite. Ha bisogno di altre operazioni ed è molto fragile. Indirizzo:



Dom 10 Hetagurova str. BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA Tel 008 928489 3088



Zakema GORGIEHIEVA nata nel 1989



Adottata dallo zio, privo di risorse, ha problemi oftalmici e ha già perso un occhio. Indirizzo: 51 Gorkogo st BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA





Roman BZEIEZ nato nel 1998



Gravemente ferito durante la presa di ostaggi, i suoi genitori gli sono morti a fianco per le esplosioni delle cariche dinamitarde. Vive presso la zia. Indirizzo: 22 Markova st. Appart.21 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA Tel 3 25 07





Azamat TETOV nato nel 1993



Ferite fisiche e psichiche (ci manca il dossier medico). Indirizzo:



Mira 11/53 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA Tel 007 86737 32386



Alevtina FADEEVA



Problemi psicologici gravi. Indirizzo: Dzarahohova 33/12 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA Tel 007 86737 34724





Marc DJIOHEN



Problemi posicologici gravi. Non abbiamo il dossier. Indirizzo Naberezhnaya 44 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA





Kalmanov MOURAT nato il 5 giugno 1988



La madre è morta durante la sparatoria dovuta all'intervento delle forze russe. Ferito alla spalla, al gomito e alla tempia ha subito una lesione al nervo radiale ed è affetto da lesioni auditive permanenti.



Orfano anche di padre, questo ragazzo vive dalla zia



Doyeva Zamera



Per. Lermonotova 72 / apt. 17 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA



TEL 007 867 37 30517





MARGIEV SOSLAN



Ferite alle braccia, affetto psicologicamente, soggetto a riabilitazione fisica, vive col padre che è un senza tetto. Il domicilio provviosrio è:



5,3 Kosmodem’ Yanskoi st BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA



Kristina KHABLIEVA nata il 22.11.1994



Nell'attentato ha visto morire il fratellino, è soggetta a cure psiconeurologiche e deve essere seguita in permanenza. Vive con i genitori presso lo zio. Indirizzo:UI Bratiev Margoevykh 19 BESLAN



Tel 007 867 3738140



Alina ALBEGOVA nata il 02 02 1990



Ferite multile, le principali agli arti inferiori, ha traumatismi psichici. Inoltre la madre è morta in un incidente stradale. Vive dalla nonnna:



Plieva 6/48 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA



Vladimir OZIEV nato nel 1996



ha subito una garve ferita alla testa; ha perso l'occhio sinistro ed è traumatizzato avendo visto morire il fratellino e la mamma mentre il padre restava ferito nel tentativo di far loro scudo. Vive dalla nonna. Indirizzo:



OZIEV 27 Makarova st. Appart.31 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA



TEL 3.28.51





Guennady PUHAEV nato nel 1997



Commozione cerebrale e depressione. Indirizzo:



11/11 Oktyabryskaya BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA



Fatima DZGOEVA nata nel 1997



Commozione e depressione. Indirizzo:



Per Shkolny 39/14 BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA





Fatima KHOSONOVA



Non abbiamo il dossier. Sappiamo che soffre di depressione.



Naberezhnaya 55, BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA





David TSIRIKOV nato nel 1995



Traumatizzato, seguito neurologicamente per la ricostruzione psicologica.



Orfano di madre, deceduta per un tumore, ha il padre handicappato dalle ferite dell'attentato. Vive dalla zia. Indirizzo ZHANNA TSIRIKOVA



129 LENINA str. BESLAN 363 020 OSSEZIA DEL NORD FEDERAZIONE DI RUSSIA

venerdì 7 dicembre 2007

RUTILIO SERMONTI. UNA VITA DI PENSIERO E MILITANZA.







Avete mai incontrato un “marziano”, uno di quelli a cui questo “mondo moderno” e le sue “figlie” ideologiche, sembrano incomprensibili, prima che aberranti? Bene, se vi capita, prima di scandalizzarvi ascoltando quel che dice, cercate di immaginare il suo mondo, il suo modo di pensare, la sua diversa concezione della vita.






Cercate di capire che egli è un altro mondo. E’ l’espressione di un’altra cultura, di un’altra civiltà. Non è uguale a voi, non è come voi, non pensa come voi. Addirittura sembra non “vedere” come voi. Ma soprattutto non invidia il vostro modo di vivere e non ambisce a vivere come voi.



Bene se avete incontrato quel marziano, il suo nome è Rutilio Sermonti. Nel corso del suo lungo “viaggio”, egli ha incontrato Enti ed Eventi, ma nonostante tutto è rimasto se stesso, divenendo agli occhi moderni un “marziano". Chi non l‘avesse ancora “incontrato” ora può farlo nel suo Libro-intervista.



La sua entusiasmante mancanza di neutralità viene condotta per mano dalle domande partecipate di Gianfranco Della Rossa. Le domande sono “estreme”, come le cime dei monti da cui tutte le prospettive del mondo cambiano, ma allo stesso tempo sono domande di questo mondo, del mondo che viviamo tutti i giorni. Dalla politica alla società, dal costume al mal costume, dalla tradizione evoliana all’Occidente o come lo vorrete chiamare dopo aver letto questo libro "l’Uccidente".



Coscienza individuale e personalità comunitaria si scontrano con la rassegnazione e i luoghi comuni. L’intervistato non solo ci dice quello che pensa, ma ci dice come lo pensa e perché lo pensa. Non solo ha l’ardire di dichiarare che questo che viviamo non è il “migliore dei mondi possibili”, ma ha anche la sfrontatezza di dimostrarcelo. Anzi, di militare per dimostrarcelo, di militare per conservare la sua identità. Conoscere un “marziano” non è difficile, ma capire la sua “…vita di pensiero e militanza”, come recita il sottotitolo, è cosa ardua. Se i vostri stessi occhi vi faranno male, ricordate Matrix e il perché non li avete mai usati.



Capire che un marziano vede tutti i luoghi comuni della storia, del pensiero e della cultura, per quello che sono, cioè per dei mezzi di trasformazioni degli uomini in consumatori, di anime in numeri, di popoli in mercati, non è cosa semplice. Capire, per giunta, che egli è passato indenne ai mitra come alla Play-station, alla morale borghese come ai 9 milioni di spot televisivi l’anno, non sarà facile. Ma semplici sono le risposte, scorrevoli , fluide. Nessuna lezioncina morale, sia chiaro, ma un lento trasmettere (tradizione) da una generazione all’altra, dall’intervistatore all’intervistato, un Mondo che esiste ancora.



Che si ha a che fare con un “marziano”, o come dice l’intervistatore con un “romano della Roma Prisca”, lo si capisce dai fatti, non dalle parole. E e i fatti saranno li, realmente, nelle vostre mani. Nessuna edizione a scopo di lucro. Militante l’intervistatore, militante l’intervistato, militante la “casa editrice”, militante la diffusione. Militante la semina, militantemente sarà riutilizzato il raccolto. Nulla è concesso al mondo moderno: nessuna catena di montaggio del personalismo, nessun individualismo mascherato da “lo faccio per la causa”. Chi ha contribuito a creare questo libro non ci dice di essere di un “altro mondo”, ce lo dimostra.



Volete incontrare i marziani? Basta comprare il libro.





Di Nando Dicè, on-line su www.mirorenzaglia.com

Per contatti - gianfrancodellarossa@email.it

mercoledì 5 dicembre 2007

VIVA IL MERCATO.

Azouz Marzuk, arrestato ieri per spaccio di droga, era diventato un personaggio dei settimanali e della TV e concedeva interviste a pagamento e riceveva offerte per prestazioni sessuali.



Lo zingaro Rom che, guidando ubriaco ha ucciso quattro ragazzi, ora  vive in un lussuoso residence ed ha un manager che gli procura serate in discoteche, interviste, e contratti come “testimonial” di capi di abbigliamento.



Sono solo due esempi di una tendenza che negli ultimi tempi ha preso piede ribaltando le valutazioni dell’etica con un cinismo che lascia esterrefatti.



A che punto è arrivata e dove sta andando questa nostra società cinica ed amorale che confonde il profitto con il bene, la furbizia con il giusto e la visibilità con il merito?



Come diceva una magistrata, il discrimine delle azioni umane non è più tra bene e male, ma bensì tra visibilità ed anonimato.



Ma il privilegiare l’apparenza rispetto alla sostanza implica di per se una resa caratteriale di chi, constatata la propria incapacità di prevalere grazie alle proprie risorse intellettuali, morali, di volontà e di applicazione, ripiega sul surrogato dell’apparenza anche quando essa nasconde un vuoto ed una aridità totali.



E’ questa d’altronde la strada obbligata di una società che ha abbandonato i vecchi valori che la reggevano senza sapere sostituirli con nulla di alternativo che riempisse il vuoto lasciato.



Perché il discorso è più ampio di quanto può apparire in prima analisi in quanto Azouz ed lo zingaro Rom sono la parte eclatante del fenomeno, ma non esisterebbero come tali se non ci fosse tutta una vasta platea di cittadini pronti a bearsi morbosamente delle interviste che essi concedono o pronti a comperare l’abbigliamento che essi sponsorizzano.



Il mercato non fa altro che registrare ed a volte incrementare dei fenomeni che però non crea e che nascono spontanei in una società che è fertile terreno di cultura per aberrazioni sociali che essa sviluppa e di cui si nutre...



Un mondo come quello materialista in cui viviamo, sia esso marxista o capitalista, dove tutto è mercificato e tutto, dai sentimenti alle istituzioni, assume un valore venale, non può che dare simili frutti avvelenati!



Ed allora dovremmo riflettere sulle scelte fondamentali che si pongono agli individui ed alla società e che si riducono, sfrondando tutto il superfluo e riducendo all’essenziale, alla volontà di essere od a quella di avere.



Sono due strade divaricanti che portano verso destini diversi ed alternativi che sono, da una parte l’evoluzione ed il progresso e dall’altra l’involuzione ed il decadimento.



Ma bisogna che ci si pensi e che si agisca subito, prima di attraversare il punto di non ritorno oltre il quale ogni proposito diverrebbe inutile..!



Alessandro Mezzano

martedì 4 dicembre 2007

Mandiamo un abbraccio a Beslan.

Dopo aver letto su www.noreporter.org l'articolo di Gabriele Adinolfi che si adoperava per una raccolta di regali per i bambini di Belslan tramite l'associazione francese «Coordination Solidarité Enfants Martyrs de Beslan», abbiamo deciso di aderire, cercando di fare la nostra parte per delle piccole vittime di un attentato vigliacco.


Abbiamo iniziato la raccolta nella zona di Perugia e chiunque fosse interessato a donare un piccolo regalo o a chiederci informazioni, entro il 10 dicembre può contattarci all'indirizzo mail: controventopg@libero.it


Un piccolo pensiero a noi non costa nulla, a loro regalerà sorrisi e sicuramente, si sentiranno meno soli, almeno per un giorno.





PREPARATIVI BIRMANI PER L'OFFENSIVA DELLA STAGIONE SECCA.

Il governo birmano ha rinforzato le sue truppe nell' est del paese in preparazione delle offensive della stagione secca contro l'Esercito di Liberazione Karen. Il Comando Militare Centrale ha inviato ben 10 nuove divisioni di fanteria leggera, per un totale di circa 20.000 soldati, nei distretti di Pegu, Papun e Kawkareik. Il Comitato per i profughi interni Karen ha dichiarato che gli abitanti dei villaggi che saranno probabilmente interessati dall'offensiva sono in stato di allerta, con riso, coperte e stoviglie racchiuse in cesti da caricarsi a spalla, pronti a lasciare le loro abitazioni. Il segretario generale dell'Unione Nazionale Karen, Mahn Sha, dice che al momento nello Stato Karen sono presenti 150 battaglioni birmani e aggiunge che i militari stanno sistematicamente distruggendo i campi coltivati a riso. Aggiunge che l'offensiva inizierà probabilmente non appena l'esercito avrà finito di ammassare munizioni ed equipaggiamenti nelle sue basi dell'est. L'offensiva dello scorso anno, iniziata nel mese di febbraio, aveva causato la morte di oltre 370 civili Karen. L'Esercito di Liberazione Nazionale Karen si prepara alla resistenza, contando però su scarsi mezzi. Mancano armi efficienti e munizioni, e anche il cibo per i soldati è razionato. Valuteremo molto presto quanto sarà stato utile il viaggio compiuto in Italia e in Europa dal Colonnello Nerdah Mya: conteremo quante richieste di far fermare le operazioni militari nelle aree Karen si leveranno da parlamentari italiani ed europei. Conteremo quanti interventi concreti per sostenere la resistenza del Popolo Karen ci saranno da parte di quelli che hanno stretto la mano a Nerdah nei numerosi incontri organizzati in diverse città italiane. Nerdah e la sua gente non hanno nulla da dare in cambio del nostro sostegno: non votano nei collegi elettorali delle faine della politica italiana, non partecipano alle fondamentali "primarie" di Veltroni e del Cavaliere Mascarato, e quel che è peggio, non "si fanno" di polveri tanto di moda nelle sale della liberaldemocrazia. Nerdah non bacia le natiche a Condoleeza, e ha pure il torto di credere in una società tradizionale, comunitaria, solidale, identitaria. Ancora una volta, non aspettiamoci "aiuti dall'alto": facciamo del nostro meglio per far arrivare al Popolo Karen la vera solidarietà di chi crede nei principi che essi incarnano.



Da: www.comunitapopoli.org



Ricordiamo che è anche possibile
acquistare i cesti natalizi visionabili su www.alternativa-antagonista.com il cui ricavato andrà a sostegno di Popoli. Per ordini: info@comunitapopoli.org