giovedì 9 agosto 2007

Nagasaki.





Sessantadue anni dopo. Il secondo olocausto nucleare. Sempre opera dei “liberatori” americani, sempre più bombe democratiche...

Da Perugia a Roma (Parte 2)

SANTA GIULIANA



Raccoltasi alle ore 23 lungo il viale di circonvallazione, si avviò a circondare l'Ospedale Militare di S. Giuliana, dove esisteva un deposito di fucili. La parola d'ordine era << Perugia - Roma >>. Per mezzo di un ingennioso stratagemma, i fascisti riuscirono a penetrare silenziosamente nel cortile da un'ingresso secondario. Bloccato di sorpresa il corpo di guardia, alcuni squadristi, fra i quali mi trovavo, s'introdussero nel magazzino e piombarono sul custode che dormiva. Che brutta sorpresa aprire gli occhi davanti alla bocca di una rivoltella! I fucili con la massima cautela e nel silenzio pù perfetto, furono portati via. Era però impossibile trovare gli otturatori... Fummo costretti allora a svegliare il medico di guardia: stupore, proteste, minacce! Tutto inutile! Ormai eravamo padroni del campo... Destammo anche l'aiutante maggiore, perchè ci consegnasse gli otturatori, chiusi nella cassa forte.

Rammento ancora il naso che fece, quando si precipitò sull'aparecchio telefonico per chiedere soccorsi e costatò che i fili erano gia stati tagliati! Finalmente in possesso degli otturatori portammo le armi in città, dove furono distribuite agli squadristi.

Nel frattempo la Prefettura aveva capitolato di fronte alla minaccia di assedio: il Prefetto, con una formula che copriva la resa effettiva, cedette i poteri all'autorità militare, e fu accompagnato a letto. Bastianini gridò la novella dalla finestra. Le madri nostre in quel momento, nelle case, singhiozzavano forse, ignorando la sorte dei figli. Le Guardie Regie presentavano le armi alle squadre << Disperatissima >> e << Todi >>penetrate nel cortile della Prefettura. Entrano quindi in Perugia i reparti giunti dai dintorni. I forni lavorano tutta la notte per il giovanissimo esercito. Poche ore di riposo.



XXVIII OTTOBRE



Alba di vita nuova.

Italia dellavvenire; flusso di linfa pura e feconda, pei tessuti dell'albero in germoio, prodigio di smeraldo per le foglie rinate. MAi vide il cielo miracolo maggiore. Ci guardavamo in viso sorridendo, ed era in noi un infrenabile desiderio di abbracciarsi a vicenda, di gridare a tutti i venti la gioia esuberante! I volti nostri erano pallidi e le occhiaie infossate nel cerchio nero, lasciatoci dalla notte insonne. All'Hotel Brufani era istallato il supremo quadrumvirato fascista: Balbo, De Bono, Bianchi, De Vecchi. Fungevo da ufficiale di collegamento fra il Comando Supremo e il Comando di Legione. Nella notte era avvenuta una curiosissima conversazione telefonica fra il Prefetto e il Comandante di Stazione. Il primo era Felicioni, e il secondo, mi pare fosse Boschi. Il primo però credeva effettivamente di parlare al Capostazione, e il secondo al vero Prefetto. Soltanto la mattina seguente l'equivoco fu chiarito e annegato nel vermouth.

Frondini venne nominato comandante di Palazzo in Prefettura. Frattanto la squadra postelegrafonica << V. Locchi >> s'era gia impadronita delle comunicazioni telegrafiche e telefoniche. Nel pomeriggio, in seguito all'ordine del comandante della Divisione Militare gen. Patracchi, le guardie regie, accantonate nel palazzo del Tribunale, tentarono di rioccupare il Palazzo Postelegrafico. Gia gli elementi della centuria di Marsciano aspettavano a piè fermo l'attacco, e negli uffici Graziani ordinava la distruzione degli apparecchi. L'ordine dato ai fascisti era di non far fuoco assolutamente sui soldati: ma d'impedire l'accesso a qualunque costo, anche della vita. L'urto colla truppa veniva evitato dalla presenza di spirito di alcune camicie nere e dalla e dalla prontezza dell'automitragliatrice del conte Paganini, montata dalla << Disperatissima >>. Si sparse frattanto la notizia della proclamazione dello stato d'assedio. Venne allora decisa, d'iniziativa, l'occupazione della stazione radio-telegrafica di S. Domenico. In cinque o sei della << Disperatissima >>, ai quali io m'ero unito, piombammo con l'automitragliatrice davanti all'ingresso del Comando di Brigata, e giocando in parte d'astuzia e in parte d'audacia, riuscimmo a portar via gli apparecchi della Stazione, eludendo la guardia di un plotone di fanti ed una sezione di mitraglieri. Sulla città gravava il peso di una minaccia: le trattative fra il Comando di Divisione e il Quadrumvirato fascista erano nello stadio acuto. I fascisti fermi al loro posto, dolorosamente decisi a tutto: anche a morire!

Oh, se il Duce avesse potuto vederci in quel momento!



("Da Perugia a Roma" di
Giorgio Tiberi)

mercoledì 8 agosto 2007

Quando la realtà supera la fantasia.

Sarà l’avvicinarsi del ferragosto, il fatto è che ogni giorno troviamo sui giornali una cascata di esilaranti notizie che ci inducono irresistibilmente al sorriso.

Si tratta non di un umorismo paragonabile alle sublimi barzellette del cavaliere… ma d’altra parte sono sempre meno coloro che si ostinano a far funzionare il proprio cervello e sanno cogliere le sfumature che si nascondo dietro una notizia che può apparire a volte grottesca a volte effimera ma il cui lato comico sfugge a chi freneticamente scorre i giornali per sapere dove va in vacanza corona o scoprire l’ultima conquista di Francesco Coco.

In questo inquinamento da pessimo gusto non è forse meglio scoprire che:



1) “Contro le meduse basta avere il bancomat”. In caso di contatto con questi mostri marini “un primo intervento utile – spiega Alessandro Barelli del Policlinico Gemelli (ma chi è questo Barelli? un portantino, un operatore ecologico o un anestesista?) “è quello di lavare la parte con acqua, meglio di mare, (sic- ma in quale acqua se non quella di mare l’autorevole Barelli pensa di incontrare una medusa?) raschiandola poi con una superficie liscia anche una carta bancomat”, e qui non è chiaro se l’abbinamento superficie liscia-Bancomat è del Barelli o dell’autore, perché non ha pensato ad una moneta da un euro? O ad una paletta da spiaggia? Meno male che non abbia pensato a chiedere l’intervento della Nato per bombardare i mari italiani per salvare l’incauto bagnate dal terrorismo medusico… e se poi le meduse fossero state istruite da Bin Laden per colpire a morte l’occidente? Ma possibile che un qualche commissario manganelli non si sia ancora messo ad indagare sul collegamento fra l’invasione delle meduse e la crescita delle moschee?



2) “Bagdad - Usa perdono 190 mila armi per iracheni”. Il governo U.S.A. (Unione Senza Anima) ha perso le tracce di 190mila armi distribuite a e esercito e polizia iracheni. Lo dice un’inchiesta presentata al congresso (da chi? Forse dal candidato alla casa bianca Obama che ha detto sì ai raid nel nord del Pakistan - si avete letto bene il Pakistan il più fedele alleato degli yankees in Asia). Ma la cosa più divertente è che non sapendo come chiudere la notizia il fine umorista si sia lasciato sfuggire che “gli Usa accusano Iran e Siria di fornire armi agli insorti”. Ancora una volta il padrone abbaia e i servi si affrettano a fare gli strilloni. Ma dato che non ci spiegano come farebbero Iran e Siria a rubare le armi agli Usa per darle agli insorti, dobbiamo dedurre che sono gli Usa a fornire direttamente le armi agli insorti! Altrimenti come potrebbero giustificare il motivo per cui devono restare ancora in Iraq dove non li vuole proprio nessuno!



3) “Londra - Pizzica il sedere a giornalista, ricercato - Sue Turton giornalista inglese (il cui sesso si presume femminile) ha definito “umiliante” l’esperienza di essere stata pizzicata sul sedere durante un collegamento sulle alluvioni. Ci riesce difficile capire il collegamento: dove si nascondeva il pizzicatore ignoto? Stava annegando o stava cercando di salvarsi e allora si è aggrappato al primo “oggetto” solido che ha trovato? “Il colpevole, ricercato, dovrà pagare 120 euro di multa”.

Purtroppo l’autore chiude qui senza spiegarci da chi sia ricercato il colpevole: dalla Cia? Da Scotland Yard? Da Sue Turton che vuole vendicarsi dell’affronto subito? Dagli orfani di Simon Wiesenthal non avendo più ultranovantenni ex-nazisti da stanare? O dalle zitelle inglesi che vorrebbero farsi pizzicare dall’ultimo rappresentante del sesso forte ancora in circolazione?

Auguriamoci che l’uomo (ma chi dice che non sia stato un talebano seguace del mullah Omar?) sia ricercato solo per fargli pagare la multa che certo non sarà adeguata per indennizzare l’imponente posteriore della giornalista dall’affronto subito e non per essere inquisito come pericoloso oscurantista islamico che con il suo gesto ha voluto offendere un democratico sedere di donna occidentale!



4) “I nuovi 007” - Il senato (italiano) ha dato via libera alla riforma sui servizi segreti.

L’ingenuo lettore può finalmente essere soddisfatto di un governo che ha deciso di porre fine alle deviazioni dei servizi segreti e a fare pulizia di depistaggi e dossieraggi vari. Ma come viene attuata questa riforma? Mandando in pensione una corte di miracoli di personaggi squallidi e incompetenti? “Spariscono Sismi e Sisde” Oh questa sì che è una bella notizia: dato che i servizi non funzionano li aboliamo!

Almeno verranno risparmiati un po’ di soldi! Ma aspettiamo prima di applaudire “al loro posto nascono l’Agenzia Informazioni e Sicurezza esterna (Aise) e L’Agenzia Informazioni e Sicurezza interna (Aisi)”. Insomma basta cambiare i nomi ai disservizi e il gioco è fatto!

Lasciamo che i topi continuino a mangiare il formaggio invece di fare una bella disinfestazione si cambiano due sigle e tutto continua come prima. Questa è l’Italia, il paese dove cambiano i governi di destra e di sinistra ma gli spioni non perdono il loro posto, devono solo cambiare il colore della canottiera ieri blu-bianco-nera e oggi rosso-verde-rosa .



5) “Guantanamo? Presto per chiuderlo”.

Non potevamo chiudere questa raccolta di esilaranti perle di notizie senza citare il più famoso comico americano dopo il presidente degli stati uniti J.W. Bush e cioè il suo vice Dick Cheney. Anche questa volta il nostro caro Dick non ha perso l’occasione per stare zitto. Al fine di arricchire la sua impareggiabile collezione di gaffes è intervenuto per dire che è ancora troppo presto per chiudere il campo di prigionia (sic) di Guantanamo “si deve trovare un altro posto dove mettere gli individui catturati nella guerra globale al terrore” ha detto alla Cnn. Di fronte a questa ennesima sparata del s.s. (super screditato) n.2 della J.M.P.B (Junta Militar Petrolifera Bushista) non c’è un giornalista che abbia ancora un minimo di dignità dal rispondergli con una pernacchia o con un lancio di uova marce? Ma dall’epoca del Watergate ad oggi il giornalismo yankee ne ha fatta di strada… in direzione dei propagandisti della Pravda di staliniana memoria. Il titolo giusto avrebbe dovuto essere: “Dai gulag a Guantanamo? il mondo globalizzato avanza”.



L’unica vera arma letale che finirà per seppellire il più ignobile degli imperi apparso sulla terra sarà una risata…



Articolo di Giacomo Busulini, www.rinascita.info

martedì 7 agosto 2007

Da Perugia a Roma (Parte 1)

Riportiamo on-line, in varie puntate, un piccolo quaderno di ricordi molto interessante, scritto da Giorgio Tiberi che si intitola "DA PERUGIA A ROMA".




AL DUCE

CHE ALLA TRADIZIONE IMPERIALE

ALL'ASPIRAZIONE NOSTRA DI VITA

DIE' VITA.



IL GREGARIO






Perugia è una città troppo e purtroppo ignorata; di essa non si conosce abbastanza il merito, il sacrificio, la fede, come si dimenticano troppo spesso i suoi interessi più vitali.

E i primi a dimenticare sono i perugini stessi.

Tutto ciò perchè le sue vicende non hanno mai avuto nè un cronista, nè uno storico il quale ne illustrasse lo svolgimento.

Come le antiche civiltà che non ebbero un Omero al pari della Grecia, rimasero sepolte nella tenebra più fitta, così - mentre in tutta Italia si pubblicano relazioni tronfie della Marcia su Roma - di Perugia resta quasi ignorata la parte principale rappresentata nell'avvenimento. I gregari fascisti tornarono modesti e lieti alle proprie case, dopo l'epica gesta. E non videro, e perciò non prevenirono, l'infiltrazione insidiosa di innumerevolo amici d'occasione, che si avvicinarono striscianti e viscidi, per poi levare il capo e far da padroni. Ma non è questo il luogo, nè il momento di recriminazioni e rimpianti. Vorrei invece, che attravarso le mie disadorne parole, gli amici fascisti potessero bearsi con la visione della propria gloria più schietta; cosa v'ha di più gentile e più deliziosamente puro, della commozione che si prova nel ritrovare un fiore, dimenticato tra le pagine di un libro? E' facile allora sopportare il presente men bello del passato.



LA VIGILIA




Giornata pesante il 22 Ottobre: adunata fascista umbro-sabina.

Diecimila Camice Nere raccolte a Piazza d'Armi, ascoltano la messa al campo, celebrata da Don Sodini, il mistico raccoglimento che prelude alle grandi decisioni. L'interminabile corteo di manipoli e di coorti, sfilò per poi raccogliersi davanti al Palazzo dei Priori, che tante altre adunate di popolo, vide, solenni e gravi. Nessuna più grave, nessuna più solenne di questa.

Anche l'entusiasmo più vibrante, era contenuto da un pensiero, da un'idea tagliente e diritta, come una fina spada. La parola sonora di Lupi affilava questa spada. Nel cielo, con le rade nubi, fluttuava il vaticinio, alitava un nome breve: ROMA.



Il giorno 23 partono le nostre squadre per Napoli: piove. Legioni e legioni portano il bronzo della loro volontà, per fonderlo in un crogiuolo unico. Il campo dell'Arenaccia è sfolgorante di scintillii. Brillano sul petto dei convenuti, le medaglie d'ora, d'argento e di bronzo: brillano neglio occhi di tutti la fede, l'amore, la decisione incrollabile. Fluisce per le vie della voluttuosa Partenope il corteo: in piazza del plebiscito il Duce s'indugia a contemplare le schiere che si raccolgono e sorride. Un brivido serpeggia per la folla; un nome, detto e pensato: ROMA.



L'AZIONE



Dopo l'improvvisa chiusura del Congresso di Napoli, si respira nell'aria la rivoluzione. L'incomprensione del Governo e la << mano di ferro >> di Taddei, hanno resa necessaria una decisione; le dimostrazioni di forza di Perugia e Napoli la determinano.

Il giorno 27 l'azioneviene predisposta a Perugia, destinata ad essere il fulcro. Per la notte i fascisti dei dintorni dovranno raccogliersi presso le porte della città, mentre i perugini inizieranno il moto.

La squadra << Satana >>, ricca di gloriose tradizioni (fra cui quella di essere stata la squadra tipo, sulla quale si modellarono poi tutte le squadre d'azione d'Italia) riceve l'ordine di compiere l'azione prima e la più delicata.


ESSERE BAMBINI IN PALESTINA.

Save the Children, la più grande organizzazione internazionale indipendente per la tutela e la promozione dei diritti dei bambini nel mondo, ha da poco reso noti alcuni dati riguardanti le condizioni di vita dei bambini palestinesi nei Territori occupati, di cui riporto una sintesi.



- Quasi quattro milioni di Palestinesi vivono nei Territori occupati, 2,5 milioni nella West Bank e 1,49 milioni nella Striscia di Gaza; il 53% della popolazione, pari a 2,1 milioni, è di età inferiore ai 18 anni.



- Il 42% dei bambini palestinesi sono da considerarsi rifugiati, dato che sale al 69% con riguardo alla sola Striscia di Gaza.



- 882 bambini palestinesi sono stati uccisi dall’esercito israeliano o dai coloni nel periodo compreso tra lo scoppio della seconda Intifada (settembre 2000) ed il 30 giugno 2007.



- Nel solo mese di giugno, l’esercito israeliano ha ucciso 9 bambini e ne ha feriti 21, mentre gli scontri intestini tra i gruppi armati palestinesi hanno causato la morte di 7 bambini ed il ferimento di altri 6.



- Dal settembre del 2000, 68 donne palestinesi sono state costrette a partorire presso un check-point, fatto questo che ha determinato la morte di 4 donne e di 34 neonati.



- Alla fine di giugno, 426 minori palestinesi risultano detenuti nelle prigioni israeliane.



- A partire dallo scoppio dell’Intifada e fino alla fine del 2006, solo a Gaza Israele ha distrutto totalmente o parzialmente 7.287 abitazioni, lasciando senza un tetto 34.902 bambini su un totale di 68.692 residenti; nella West Bank, le case distrutte ammontano a 3.302 e i Palestinesi interessati a 16.510.



- 7 famiglie su 10 nei Territori occupati, vale a dire 2,4 milioni di Palestinesi, vive al di sotto della soglia di povertà, e tale dato ricomprende circa i due terzi dei bambini palestinesi.



- 40.000 bambini dei Territori occupati sono costretti a lavorare, a cause delle pessime condizioni finanziarie delle famiglie.



- Una malnutrizione cronica interessa il 10% dei bambini al di sotto dei 5 anni; solo a Gaza, ben 50.000 bambini risultano malnutriti.



- Piu’ del 70% dei bambini di Gaza al di sotto dei 9 mesi risulta affetto da anemia, il che può determinare gravi conseguenze per il loro sviluppo fisico e cognitivo.



- La maggior parte dei Palestinesi vive con una dotazione d’acqua ben inferiore a quanto raccomandato dalla World Health Organization per cucinare, bere e lavarsi (150 litri al giorno per persona); nella West Bank ciascun Palestinese ha accesso a circa 56 litri d’acqua al giorno, mentre tale quantità scende a 51 litri nella Striscia di Gaza.



- Per il 27% delle famiglie palestinesi risulta problematico accedere ai servizi sanitari a causa dei check-points di Tsahal, per il 37% a causa delle chiusure e delle restrizioni israeliane, e per il 46% a causa dei costi dei trattamenti medici.



- 10.000 bambini muoiono ogni anno, a causa soprattutto di malattie prevenibili e scarse cure per i neonati.



- Quasi la metà dei bambini palestinesi ha avuto esperienze di forti traumi e stress causati dalle violenze e dai raid israeliani, o è stato testimone di violenze contro un membro della propria famiglia.



- A causa delle chiusure e dei coprifuoco, più di 226.000 scolari di 580 scuole della West Bank, particolarmente nella zona settentrionale, trova impossibile, saltuario o pericoloso il recarsi a scuola.



- Un’intera generazione di bambini giornalmente assiste sempre più a episodi di violenza, persino all’interno delle scuole, che dovrebbero essere luogo sicuro e protetto; uno studio risalente al 2004 della Birzeit University ha rilevato che il 45% degli studenti ha visto la propria scuola assediata dall’esercito israeliano, il 18% ha assistito all’uccisione di un compagno di scuola ed il 13% a quella di un insegnante.



Un’intera generazione di bambini – aggiungo io – massacrata e in balia di un’occupazione militare illegale e sempre più brutale e feroce, abbandonata a un destino di violenza, morte e devastazione dall’Occidente “civilizzato”, che assiste impassibile ad ogni più efferato crimine di guerra commesso quasi quotidianamente dai valorosi soldatini di Tsahal.



Nessuna pena, nessun soccorso e, dunque, nessuna speranza per questi poveri innocenti.



Nessuna speranza, neanche per il piccolo Talal, 5 anni, che allo staff di Save the Children ha dichiarato: “Vado all’asilo ogni giorno da solo. Ho paura quando vado solo. Ho paura che gli Israeliani mi spareranno. Vorrei che fosse mia madre a portarmi all’asilo, ma mia madre è occupata. Mio padre è stato arrestato dagli Israeliani e adesso è in prigione. Ho visto gli Israeliani prenderlo. Non l’ho più visto da allora”.



E noi, che stiamo facendo per il piccolo Talal?



Articolo di  Vichi, on line su: palestinanews.blogspot.com

lunedì 6 agosto 2007

Hiroshima.





62 anni fa un bombardiere americano sgancia nei cieli sopra il Giappone la bomba atomica, veniva rasa al suolo Hiroshima. Fu solo l'inizio...

"POPOLI" TRA AIUTO, IDENTITÀ E TRADIZIONE.







Sleipnir è il possente cavallo a otto zampe prediletto da Odino nel suo viaggiare sino nelle zone più impervie, di guerra, morte e caduta. E questo è il simbolo di Popoli che ha sostituito la spada del padre germanico con la coppa del sacro bere, da sempre fonte di vita e sollievo alle sofferenze...







È con grande orgoglio che parliamo, oggi, della Comunità Solidarista Popoli Onlus, nata a Verona nel febbraio del 2001. Sua finalità è quella di aiutare concretamente le persone in gravi difficoltà generate dalle guerre, epidemie, povertà, calamità naturali e quant’altro. “L’organizzazione indirizza i suoi interventi verso popolazioni che ritiene particolarmente meritevoli di aiuto sulla base di caratteristiche etiche, morali e spirituali, privilegiando quei gruppi umani costretti a lottare per difendere la propria indipendenza, i propri valori tradizionali, la propria identità. In contrasto con la tendenza all’omologazione culturale dei popoli, incoraggiata da lusinghe o ricatti economici quando non imposta con la forza delle armi, la Comunità Solidale riconosce nel principio della preservazione delle diversità, la condizione indispensabile al contenimento degli evidenti squilibri e delle profonde ingiustizie provocate dal nuovo ordine mondiale”. Ed i numeri delle attività svolte dimostrano tutto il peso dell'azione. Vediamo dove e come:



BIRMANIA



Popoli mantiene in funzione 3 cliniche (“Carlo Terracciano”, “Boe Wae Hta”, “Mu Aye Pu”) e 3 scuole con 6 insegnanti per 286 bambini nella giungla birmana (regione di Dooplaya) allo scopo di aiutare l’etnia dei Karen, completamente in balia dei narcotrafficanti di Rangoon, del regime locale e delle multinazionali di turno affaristico in loco. Sono circa 12.000 i karen profughi e sottoposti alle vessazioni ed alla minaccia di genocidio e l’attività dei nostri si svolge in perimetri di guerra il cui accesso è completamente vietato alle organizzazioni umanitarie. Negli ultimi 4 mesi sono vertiginosamente aumentate le violenze scatenatesi verso questo popolo che si batte contro la produzione ed il traffico di droga e per la propria indipendenza.

28 operatori sanitari lavorano a pieno ritmo per prestare aiuto, totalmente gratuito, alla gente inerme. Inoltre sono diverse le spedizioni di farmaci e strumenti sanitari.



AFGHANISTAN



Nel 2004 è stato avviato un nuovo progetto a favore delle vittime della guerra in Afghanistan. Grazie alla collaborazione con Hellas Verona F.C. e il CISA (Comitato Italiano di Solidarietà con l’Afghanistan), Popoli contribuisce all’andamento dell’orfanotrofio di Kabul gestito da International Orphan Care, dell’ospedale di Doghabad ed alla costruzione di una clinica nella Valle del Panjshir. Dopo 24 anni di feroce guerra da parte dell’U.R.S.S., Pakistan ed U.S.A., il paese è completamente devastato, per un totale di due milioni di morti, sei milioni di fuggiaschi, mezzo milione di invalidi e quant’altro si voglia aggiungere.



“Qualcuno ci ha detto: ‘Non condivido le vostre idee Qualcun altro: ‘Fate solo dell’elemosina’. Altri ci hanno accusato di ‘aiutare musi gialli e musulmani’, Non crediamo di dover dare ancora spiegazioni circa le nostre idee, pensiamo che il nostro compito sia quello di continuare con i fatti. Non crediamo di fare dell’elemosina, un gesto fine a se stesso che sistema solo la coscienza di chi lo compie e perpetua lo stato passivo del mendicante, bensì di sostenere un Popolo che lotta attivamente ed orgogliosamente per il diritto sacro ed inviolabile della difesa della terra e degli avi e contro la produzione e il commercio della droga. In quanto a ‘musi gialli e musulmani’, beh, difficile rispondere ad “non concetto” di tale portata…. Vogliamo solo dirvi che è grazie al vostro sostegno che Popoli può far parlare i fatti, e ricevere in cambio parole di ringraziamento come quello inviatoci dal dottor Gyi Gyi. Che a nome del popolo Karen egli dedica, non a caso, a tutti i propugnatori della comunità solidarista”



Sostenendo Popoli, aiutiamo chi soffre ed in special modo tutto il Popolo Karen a resistere alle logiche spietate del traffico della droga e ad affermare la propria autodeterminazione e libertà. Affinché si realizzi.








0% DROGA 100% IDENTITÀ







CONTATTI



Comunità Solidarista Popoli – Onlus

Via Anfiteatro, 10 – 37121 Verona

Tel. +39.045.597439

Fax +39.045.8044877

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e-mail: info@comunitapopoli.org



c/c 57192 Banco Popolare Verona e Novara, agenzia Verona B "P. Erbe"

ABI 5188 CAB 11703

c/c postale n° 27183326



Destinazione cinque per mille a “Popoli” indicando il codice fiscale/ partita iva n° 03119750234



A cura di Susanna Dolci, pubblicato su: www.mirorenzaglia.com