IN 15 CONTRO 110: I PATRIOTI KAREN ATTACCANO UNA COLONNA BIRMANA. LE TRUPPE DI OCCUPAZIONE CONTANO 9 MORTI E 14 FERITI.Il 62° Battaglione di fanteria birmana, in marcia verso i villaggi del distretto di Paikyone, nel Central Karen State, è stato attaccato mercoledì da un reparto del KNLA (Esercito di Liberazione Nazionale Karen) subendo pesanti perdite. Avvisati dalla popolazione civile dell'avvicinarsi delle truppe birmane, i volontari del KNLA hanno organizzato un agguato, allo scopo di fermare l'avanzata dei soldati che erano diretti verso i villaggi Karen della regione muniti di armamento pesante. Quindici guerriglieri hanno attaccato la colonna, composta da 110 soldati, provocando la morte di 9 militari birmani, tra cui il vice comandante del battaglione, e il ferimento di altri 14. Nessuna perdita è stata registrata invece tra le file della guerriglia patriottica. Nelle ultime settimane l'attività militare nella regione si è intensificata, con diversi attacchi da parte delle truppe di occupazione contro insediamenti civili, e la conseguente risposta dei reparti di autodifesa Karen. La situazione è particolarmente delicata in questi giorni, a causa del rifiuto di aderire alla
Guardia di Frontiera annunciato da un carismatico comandante della milizia collaborazionista del DKBA, Saw Lah Pwe, che ha messo in allarme i comandi birmani. Saw Lah Pwe, che controlla diversi battaglioni del Democratic Karen Buddhist Army, avrebbe già preso accordi con la 6° Brigata dell'Esercito di Liberazione Nazionale per riunire le forze e combattere contro le truppe di occupazione. Centinaia di civili hanno già lasciato le zone in cui potrebbero avvenire i primi scontri. "Non abbiamo ancora nessuna certezza riguardo queste voci" - ha detto il Colonnello Nerdah Mya, contattato telefonicamente in un villaggio del distretto di Dooplaya dove sta rinforzando i "corpi franchi" delle Special Black Forces - "Di sicuro c'è che molte famiglie di miliziani del DKBA hanno già cercato rifugio nelle nostre zone, nel timore di rappresaglie da parte dei soldati di Rangoon nel caso in cui Saw Lah Pwe si alleasse con le nostre forze di liberazione".
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domenica 15 agosto 2010
I KAREN SI DIFENDONO.
mercoledì 11 agosto 2010
La società del controllo globale.
di: Fabio Polese - Rinascita del 11-08-2010
Vi sarà capitato di vedere, mentre leggevate la vostra posta elettronica o mentre stavate guardando un qualsiasi sito web, un banner pubblicitario che presentava casualmente offerte di libri, macchine, voli aerei e tante altre cose che voi avevate cercato in precedenza; magari vi sarete detti dentro di voi “nulla di strano!” o avrete pensato semplicemente ad una casualità dovuta alla fortuna o al fatto che quello che stavate cercando era il must del momento. Siete stati troppo buoni e forse un po’ troppo ingenui perché, nella società del controllo globale, nulla viene lasciato al caso. E’ bene iniziare a pensare che ogni cosa che succede quotidianamente ha un perché, un perché che molte volte è vigliacco, abominevole e, spesso, non è svelato dai media cosidetti tradizionali. Su internet ci sono dei software spia che con un solo click di mouse riescono a raccogliere ed a immagazzinare tantissime informazioni personali. Vediamo come funziona e come grandi aziende societarie, ogni giorno, ci controllano e rivendono i nostri dati al miglior offerente. Ogni volta che si visualizza un qualsiasi sito web, vengono tracciati dei file che osservano il comportamento dell’utente nella rete e piano piano riescono a svilupparne un profilo che è aderente alla realtà. Una volta immagazzinate le informazioni, le varie società, vendono i nostri dati ad agenzie pubblicitarie che cercano un consumatore di un certo tipo ed è così che, in un tempo brevissimo, il banner pubblicitario raggiunge direttamente il vostro personal computer. “Ma si, sarà solo un po’ di pubblicità!” “Che male potrà farci?” “Magari trovo l’offerta che cercavo!”, queste potrebbero essere le considerazioni dell’uomo massa, peccato però che con questo sistema non solo potranno offrirci qualcosa che realmente ci interessa ma anche controllarci capillarmente. Tutto questo succede mentre il presidente degli Usa Barack Obama vorrebbe concedere all’FBI il potere di effettuare intercettazioni informatiche consentendo di esaminare e-mail e siti visitati senza il permesso del giudice. Come se non gli bastassero le oltre 1.7 miliardi di telefonate, e-mail e comunicazioni di ogni tipo che i sofisticati apparecchi dell’FBI captano ogni giorno. Le Associazioni per il diritti Civili, hanno più volte denunciato, inutilmente, le violazioni della privacy. Il diritto dell’anonimato per chi naviga nella rete è ormai solo triste teoria, anche perché, il tutto, viene giustificato dal Grande Fratello con la fantomatica lotta al terrorismo. Ma se tutto questo non vi basta, potete continuare ad essere tracciati su facebook alla ricerca di nuovi amici per avventure intriganti a colpi di tastiera e, se non trovate amici, potete sempre comprarli ad un costo insignificante. Cercate su internet, il risultato è sicuro. George Orwell nel romanzo “1984”, nello slogan del Ministro della Verità scriveva: “La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza”. Questa è la triste realtà…
http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=3583
mercoledì 4 agosto 2010
Non è finita l’estate “calda” nordirlandese.
Resta calda l’estate nordirlandese. Dopo gli incidenti scatenati, per diversi giorni, dalle parate orangiste del 12 luglio a Belfast, a Derry i miliziani repubblicani hanno dirottato un taxi per poi farlo esplodere di fronte a una stazione di polizia. Verso le tre del mattino di martedì, (le 4 in Italia) due uomini hanno assaltato, nel Bogside, la vettura. Sotto la minaccia delle armi, il conducente è stato portato a Glenfada Park, dove la bomba è stata caricata sul taxi, per poi farlo proseguire fino alla stazione di polizia di Strand Road.
Dopo che l’autobomba è stata parcheggiata fuori dall’edificio la polizia ha ricevuto un avviso da Oglaigh na hEireann, le Forze di difesa irlandesi, sigla utilizzata da diversi gruppi e di recente associata alla Real Ira. La telefonata di avvertimento è arrivata alle 03:20. L’ordigno è esploso 23 minuti dopo. Il Comandante di divisione Steve Martin ha detto che è stata una fortuna che nessuno sia rimasto ucciso in quanto il dispositivo è esploso 20 minuti prima dell’ora comunicata nel messaggio. Martin ha detto che la Psni era stata avvertita del fatto che dispositivo sarebbe esploso dopo 45 minuti, mentre l’ordigno è saltato in aria venti minuti prima.
Il vice primo ministro Martin McGuinness ha detto che coloro che hanno progettato l’attacco sono un “imbarazzo” per la gente di Derry. “Si cerca di minare il processo di pace, di minare strategia di pace del Sinn Fein”, ha dichiarato. “Se pensano di distruggere le istituzioni politiche che il popolo d’Irlanda ha votato, se pensano che distruggeranno il rapporto di lavoro che ho con Peter Robinson, se si pensa di minare il processo di pace vivono in un mondo utopico”.
L’utopia, però, sembra essere una società più giusta per la comunità repubblicana, esigenza che probabilmente non sta al centro della missione politica dei rappresentanti dello Sinn Fein, troppo impegnati a mantenere le poltrone conquistate a Stormont.
Le azioni, in Irlanda del Nord, da parte dei gruppi di dissidenti di Real e Continuity Ira, che non accettano gli accordi di pace del Venerdì Santo del 1998, sono infatti tornati a crescere negli ultimi anni, e hanno come obiettivo la polizia. I più gravi, nel marzo 2009, sono costati la vita a due militari britannici, uccisi fuori da una caserma nella contea di Antrim, vicino a Belfast, e a un poliziotto, colpito il giorno seguente.
Di Alessia Lai, www.rinascita.eu
Missioni all`estero, tutti uniti per servire il padrone d’oltreoceano.
Tranquilli, la pacchia continua. E’ stata infatti prorogata la permanenza dei nostri soldati all’estero nelle cosiddette missioni imposte dagli anglo-americani per esportare la democrazia. Il rifinanziamento della guerra democratica ha ottenuto il via libera del Senato, con la partecipazione di tutti i partiti di centrodestra e di centrosinistra e con la sola eccezione dell’IdV di Di Pietro.
E questa non è una novità, è già accaduto ad inizio anno nella precedente sessione. Più che per convinzione è un voto antiberlusconiano in quanto è tale l’odio da volersi distinguere ogni qual volta si tratta di prendere decisioni bipartisan. Tranquilli per modo di dire perché poi si tratta di fare i conti con i talibani che non accettano di fare da bersaglio per i droni senza pilota o per le truppe pacifinte, compresi i militari italiani. Per la stragrande maggioranza dei nostri ragazzi che partecipano alle missioni la motivazione principale è quella dei soldi, poi il resto. L’aiuto per le popolazioni, e in particolar modo ai poveri bambini, con doni di ogni tipo non possono rappresentare un paravento per coprire il vero motivo della presenza di truppe straniere sul suolo afghano come su quello iracheno e su tutti gli altri fronti caldi, dai Balcani al Libano. E ogni sei mesi c’è la solita messinscena teatrale dei partiti di centrodestra e di centrosinistra che votano all’unisono l’esportazione della pace con i blindati, con i bazooka, con gli elicotteri da combattimento e con i droni portatori di morte… senza che te ne accorgi. Quindi si va… a pacificare (termine mieloso per non dire guerra) per il solo vile denaro che in nessun’altra realtà lavorativa sarebbe così consistente. Di fronte ad una realtà quotidiana di sfruttamento e di precarietà con salari che non superano gli 800-1.000 euro e alla prospettiva di guadagnare circa 3.500-4.000 euro è chiaro che la scelta cade sulla divisa e con il fucile in mano. Poi il fatto della missione sentita sin dagli anni adolescenziali di questi ragazzi lasciamola alla propaganda dei governi di centrodestra e di centrosinistra appecorati ai diktat degli anglo-americani.
La motivazione principale che muove i nostri giovani come quelli delle altre nazioni che prendono parte a queste immonde guerre è solo legata allo stipendio che può servire a rinnovare a programmare la propria vita, compreso il matrimonio e la caparra per il proprio nido d’amore. La carezza ai bambini afgani, serbi, iracheni, palestinesi lasciamola al papa. Se perfino Di Pietro ha capito l’inutilità di queste sporche missioni che di pace non hanno proprio nulla è assurdo che si continui a prendere per il naso gli italiani con la storia della pacificazione da raggiungere. Anche l’aspetto della lotta al terrorismo da fare sui posti dove si ritiene che essa proliferi per evitare che venga esportata nei nostri paesi è una balla. Si è fatta una guerra contro l’Iraq su false motivazioni tanto per favorire gli amici degli anglo-americani. E questa guerra è costata centinaia di migliaia di morti e oltre un milione di feriti senza che ve ne fosse alcun motivo se non quello della sete di potere dominante dell’idiota di Washington e dell’idiota di Downing Street. Ma torniamo a Di Pietro. Tra le altre motivazioni addotte dall’ex pm c’è anche quella costituzionale del ripudio della guerra, articolo 11 che nessuno rispetta. Non per niente si parla di missione di pace ogni qualvolta si va alla guerra. Ogni tanto c’è qualche salma di nostri soldati che rientra tra facce di bronzo e lacrime dei familiari ma non sappiamo nulla dei tanti morti e feriti di afghani, iracheni, o di altre etnie a cui fingiamo di portare la democrazia. Ma ci chiediamo mai se davvero la vogliono? E se preferissero mantenere quei sistemi o modelli diversi dai nostri? Guai altrimenti la globalizzazione va in malora.
http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=3472
lunedì 2 agosto 2010
Miglia di Sorrisi.
E' partita da Venezia la missione umanitaria "Miglia di Sorrisi II", allestita dalle Associazioni benefiche di solidarietà con il popolo palestinese d'Europa. A bordo di una nave cargo e passeggeri di linea salpata dal porto di Venezia alle ore 16 di giovedì 29 luglio, sono stati caricati 50 pulmini e ambulanze destinate alla Striscia di Gaza assediata. La nave si fermerà ad Alessandria d'Egitto, e il cargo verrà trasportato via terra attraverso l'Egitto e il valico di Rafah, da una delegazione europea formata da Italia, Svezia, Danimarca, Norvegia e da altri Paesi. Promotrice italiana della missione è l'Abspp - Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese -, guidata dall'arch. Mohammad Hannoun. Ancora in fase preparatoria la Freedom Flottilla II, la cui partenza è prevista entro la fine di settembre.
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Orwell ci aveva avvertiti.
Internet, gli Usa verso il controllo totale. L’Fbi potrà spiare attività online ed email senza il permesso del giudice.
Barack Obama rimpiange i bei tempi quando poteva usare il suo telefonino Blackberry senza problemi. Per ragioni di riservatezza solo una decina di persone sono autorizzate a inviargli delle email. E devono stare attente a quello che scrivono perché tutto sarà archiviato. «Così non mi diverto più» ha confessato a una tv. Dunque il presidente soffre per queste limitazioni. E allora perché vuol far «soffrire» anche il prossimo? L’Fbi, con il sostegno della Casa Bianca, punta ad avere accesso al traffico email di ogni cittadino senza dover richiedere l’autorizzazione di un giudice. Un semplice agente, responsabile di un settore e interessato all’attività di «John Smith», potrà chiedere ai gestori: destinatari e mittenti dei messaggi di posta elettronica, tempi, orari, frequenze e anche – in alcune situazioni – i siti visitati. Solo il contenuto rimarrà – ma ci sono molti dubbi – coperto. E non sarà necessario che il soggetto sia una persona al centro di un’indagine o definito come «sospetto». Il Grande Fratello delle email è giustificato, ovviamente, con le esigenze della lotta al terrorismo. Diverse indagini hanno confermato come la posta elettronica, con Internet, sia il canale di comunicazione preferito dai militanti, veri e potenziali. Quindi l’Fbi vuole nuovi strumenti di osservazione. Ma le associazioni per i diritti civili, appoggiate da alcuni parlamentari democratici, ritengono che il programma sia una violazione della privacy. Il New York Times, in un commento, ha paragonato Obama a Bush, rammentandogli che aveva promesso di prevenire nuovi abusi. Reazioni forti legate anche al corollario del piano, che dovrebbe consentire agli agenti di controllare l’attività di qualsiasi persona su Internet. Dai file scaricati ai blog consultati. Su questo punto c’è ancora molta ambiguità: i pessimisti, però, ritengono che alla fine le autorità federali riusciranno a ficcare il naso dove vogliono. Cosa peraltro già fatta su scala globale dalla Nsa, l’agenzia di spionaggio elettronica. E’ stato rivelato di recente che ogni giorno i suoi sofisticati apparati captano 1,7 miliardi di telefonate, email e comunicazioni di ogni tipo. Il piano dell’Fbi rappresenta una nuova breccia nella vita dei cittadini che, dopo l’11 settembre 2001 e con il placet dell’amministrazione Bush, sono diventati dei sorvegliati speciali: telefonate, posta, transazioni bancarie e qualsiasi cosa possa interessare gli 007 sono suscettibili di essere monitorate. E il controllo delle email espanderà in modo considerevole l’archivio in mano ai federali. Un database gigantesco formato dalla raccolta di informazioni autorizzate dal ministero della Giustizia. Un rapporto del 2008 ha rivelato che dal 2003 al 2006 l’Fbi ha richiesto 192.500 National Security Letters (Nsl), uno speciale documento attraverso il quale ha avuto accesso a dati sui cittadini. In molti casi però le richieste non erano giustificate da alcuna esigenza investigativa. Se l’Fbi si «preoccupa» dei cittadini, i «cugini» della Cia guardano più avanti. L’agenzia ha formato una joint venture con Google per realizzare un progetto ambizioso, il «Futuro registrato». Gli 007, insieme ai maghi dell’informatica, cercheranno di prevedere le prossime azioni terroristiche attraverso la raccolta e l’analisi di informazioni sul web. Di nuovo, i social network come Facebook, i blog, i siti, gli interessi di chi naviga, le discussioni e gli eventi saranno il materiale su cui lavorare. Costo iniziale del programma: 10 milioni di dollari.
Di Guido Olimpio, Corriere della Sera p. 19 - 31/07/2010