martedì 31 gennaio 2012

QUARANT’ANNI FA IL MASSACRO DELLA BLOODY SUNDAY.

(ASI) Sono passati quarant’anni da quella domenica macchiata di sangue dai soldati britannici che spararono a civili inermi durante la manifestazione organizzata dalla Nothern Ireland Civil Rights Association. Quel 30 gennaio del 1972, nelle strade di Derry, persero la vita quattordici persone repubblicane per mano del primo battaglione del reggimento di paracadutisti di sua maestà. Il battaglione della morte, armato di tutto punto, senza nessun motivo, iniziò ad esplodere colpi su colpi, anche alle spalle di persone che stavano cercando di mettersi in salvo dalla follia inglese.

martedì 17 gennaio 2012

La Sicilia si ribella per difendere l'Agricolture locale ed italiana econtro le ingiustizie e alla corruzzione dei politici


(ASI) Stamattina alle ore 6.00 è ripresa la manifestazione del Movimento dei Forconi con gli auto trasportatori, più di cento presidi in tutta l'isola rallentano il percorso delle macchine per rendere più visibile la manifestazione contro una classe politica corrotta e nepotista e una burocrazia super retribuita complice dello sfascio dell’economia.


MYANMAR: VECCHIE STORIE DI VIOLENZA, NUOVI INTERESSI STRATEGICI EDECONOMICI


Non era mai successo che la politica americana si interessasse così intensamente alle condizioni dei numerosi prigionieri politici e delle etnie che sono giornalmente attaccate dai militari del Myanmar. La recente visita di Hillary Clinton (a fine novembre 2011) nella ex-Birmania, secondo il più alto rappresentante della politica estera americana, sarebbe servita per incoraggiare le riforme democratiche e per consolidare i rapporti tra i due Paesi.

Tragedie in mare. Un salto nel passato: dalla Concordia alla Moby Prince


(ASI) Imperativo di chi fa informazione è lo “stare sulla notizia”, termine gergale che indica accurata diligenza e tempestività nel consultare la fonte, verificare i fatti e pubblicare i pezzi. La tragedia della nave da crociera Concordia, avvenuta nel mar Tirreno, ci suggerisce tuttavia un atteggiamento anche di tipo diverso. Oltre a “stare sulla notizia”, come si stanno precipitando a fare tutti gli organi d’informazione in queste ore, è nostra intenzione “sfruttare la notizia”.

sabato 14 gennaio 2012

La notizia del cessate il fuoco tra l’etnia Karen e il Myanmar è falsa.




(ASI) La notizia di un accordo per il cessate il fuoco siglato nella giornata di ieri tra l’Unione Nazionale Karen (KNU) e il Myanmar, riferita dagli stessi birmani e dalle agenzie internazionali non corrisponde al vero.

Infatti, secondo le nostre fonti, il vice presidente della KNU, David Thackarbaw ha dichiarato: “nessun accordo di cessate il fuoco è stato ancora firmato con la delegazione governativa birmana nonostante le numerose notizie che hanno dato i media – e ha continuato – il ministro ferroviario Aung Min non ha il mandato di firmare nulla; in Birmania solo il presidente Thein Sein può siglare un accordo così importante e per noi solo il Comitato Centrale”.

Il giallo del cessate il fuoco tra Karen e giunta birmana.


Mae-sot (confine birmano) «Aung San Suu Kyi ha cambiato la sua strategia. Ora siamo stati costretti a cambiare la nostra». Il mio interlocutore è un pezzo grosso dell’Unione nazionale Karen (Knu), in costante contatto con la delegazione che proprio qualche ora fa avrebbe firmato un accordo di cessate il fuoco con i rappresentanti del governo birmano, in quello che è il primo round di una trattativa di pace che si preannuncia molto complicata. È teso: da qualche ora è iniziata una partita a poker contro una squadra di bari di professione, di quelli che nei saloon del lontano West si sarebbero presi una pallottola sparata dall’eroe buono, dal cavaliere pallido, dal pistolero solitario.

I tassisti dicono no agli squali della finanza.




(ASI)
Il 23 gennaio è stato proclamato dai tassisti italiani un fermo nazionale per protestare contro le liberalizzazioni annunciate dal governo Monti e per lunedì prossimo, invece, è stata programmata una assemblea nazionale al Circo Massimo a Roma per decidere su eventuali altre manifestazioni e scioperi. Quest’ultima, inizialmente, era stata prevista per sabato 14 gennaio. “Se entro il 16 gennaio il governo non ci darà un segnale concreto - avvertono i tassisti - decideremo nel corso dell'assemblea quali altre iniziative adottare”. Agenzia Stampa Italia, ha incontrato Andrea  Cappella, responsabile umbro del sindacato Uritaxi per approfondire la situazione.