mercoledì 7 gennaio 2009

Aiutiamo i bambini di Gaza.

Abbiamo stretto le relazioni necessarie. Ognuno potrà dare il suo contributo.



Mentre abbiamo ancora in corso le riuscitissime campagne per i bambini di Beslan e per i bambini delle enclavi serbe nel Kossovo, di cui a giorni faremo un resoconto dettagliato, i bambini palestinesi vengono uccisi e mutilati dalle bombe intelligenti che stanno colpendo la striscia di Gaza. Abbiamo contattato l'ambasciata palestinese in Italia offrendoci di organizzare dei banchetti per raccogliere beni di prima necessità e fondi per aiutare l'infanzia del loro popolo a superare questa ulteriore prova. Essi hanno gradito il nostro impegno e si sono offerti di farci da tramite con l'ufficio dell'Onu preposto agli aiuti umanitari per il popolo palestinese. In attesa di avere questo contatto, invitiamo tutti, a nome Soccorso Sociale o della propria organizzazione, anche congiuntamente, ad iniziare le procedure per la raccolta di viveri medicine e fondi. A presto direttive più precise. Ma se ci contattate a
info@soccorsosociale.org guadagneremo tempo.


PRENDERE ESEMPIO.

Gaza: il Venezuela di Chavez espelle ambasciatore di Israele.



CARACAS - Epsulso dal Venezuela l'ambasciatore israeliano come protesta all'offensiva nella Striscia di Gaza. L'annuncio e' stato dato dal minsitro degli esteri di Caracas con una nota ripresa dalla televisione di stato.



(Ansa)

lunedì 5 gennaio 2009

FERMIAMOLI.

Nel secondo giorno dell'offensiva di terra di Israele nella Striscia di Gaza, e mentre continuano violenti scontri alla periferia della 'capitale' Gaza City, si moltiplicano gli appelli del mondo alla tregua, ma dal presidente Shimon Peres arriva un secco no. Il bilancio delle vittime parla da solo: 512 morti palestinesi dall'inizio dell'operazione 'Piombo fuso' (27 dicembre) e un morto israeliano confermato.



LE OPERAZIONI SUL TERRENO. All'indomani dell'ingresso di quattro brigate di Tsahal (esercito israeliano), le truppe sono avanzate nella Striscia di Gaza lungo quattro direttrici: due da nord, e poi al centro e a sud, tagliandone di fatto in due il territorio. La resistenza dei miliziani di Hamas, iniziata subito, è continuata per tutto il giorno con furiosi combattimenti anche intorno a Gaza City, bombardata a più riprese anche dall'alto. I militari islamici sono riusciti a sparare una trentina di razzi e qualche colpo di mortaio in territorio israeliano dal nord della Striscia.




NO ALLA TREGUA. Agli appelli che sono giunti da tutto il mondo per un cessate il fuoco, Israele ha risposto con una voce sola, quella del presidente Shimon Peres che, in un'intervista all'emittente statunitense Abc, ha respinto la possibilità di un cessate il fuoco. Pur precisando di non volere occupare Gaza ma solo di "annientare il terrore" e dare una "lezione seria" ad Hamas.



LE VITTIME. Sono almeno 42 i palestinesi morti oggi nel corso dell'avanzata dell'esercito israeliano. Ma il bilancio totale delle vittime dal 27 dicembre, secondo fonti mediche a Gaza, è di 512 morti - fra cui
87 bambini - e circa 2.500 feriti. Delle 42 vittime odierne, oltre la metà sono civili. Da parte israeliana c'é un soldato ucciso (ma secondo Hamas sono almeno nove) e alcuni feriti.




Tratto da: www.ansa.it


sabato 3 gennaio 2009

Il cielo di Gaza.










“Figlio della perdizione colui che si innalza su tutto ciò che è chiamato Dio o che è oggetto di culto, fino a sedersi egli stesso nel tempio di Dio, dichiarando se stesso Dio.”





 



Per il settimo giorno consecutivo  l’aviazione di Tsahal ha compiuto raids  mortali nella Striscia di Gaza: nel momento in cui scriviamo si contano 437 morti e oltre duemila feriti.



L’operazione militare  è  iniziata nel giorno ‘sacro’ di Sahabbat Hanukkàh, festività che, introdotta dal rabbinato per onorare l’identità ebraica e estirpare i  nemici di Israele, ha oggi  come obiettivo a breve termine quello di decapitare i vertici di Hamas e traumatizzare la popolazione civile palestinese. Hamas aveva infatti conquistato il consenso della totalità della popolazione di Gaza in elezioni regolarmente tenutesi nel 2006 e perse da Abu Mazen, considerato fin troppo compromesso col regime sionista, di cui ha persino appoggiato la presente aggressione nei confronti  di Gaza.



Il governo israeliano, “frontiera della democrazia occidentale in medio oriente”, aveva come tutta risposta cinto d’assedio la Striscia bloccandone i varchi con l’esterno che le garantivano gli essenziali approvvigionamenti, condannandola a divenire un lager a cielo aperto in cui si trascina una popolazione stremata e affamata.



 Ignorando le convenzioni internazionali che proibiscono le punizioni collettive, Gaza veniva trasformata in un vero e proprio lager: oggi su questo lager a cielo aperto si scarica una potenza di fuoco superiore a quella che nel ‘67 Israele riversò sugli eserciti di Egitto e Siria, in una zona della terra  però con la più alta densità di popolazione del mondo.



I giornalisti occidentali, che non possono entrare in Gaza, tacciono dell’uranio impoverito sui missili sparati dagli F16 israeliani,  mentre enfatizzano oltre ogni misura il lancio di razzi katiuscia a kassam da parte palestinese, il cui impatto è pressoché irrilevante. L’uranio impoverito, invece, la cui polvere è più sottile del fumo di sigaretta, una volta inalato si deposita all’interno dell’organismo umano, continuando a irradiare per decenni – e dunque a procurare tumori e mostruose deformazioni ai feti, come stà già avvenendo in Iraq.



Mentre è stata negata ogni tregua “umanitaria” e proseguono incessanti i bombardamenti, viene infine paventato  l’ intervento via terra da parte di Tsahal, fortemente auspicato dalla quasi totalità della popolazione di Israele, determinata a sbarazzarsi a qualsiasi costo di Hamas.



A giustificazione dell’aggressione a Gaza, spesso i media occidentali riportano notizie confuse o palesemente false, come per esempio quella secondo cui Hamas avrebbe interrotto il cessate il fuoco con Israele e ripreso unilateralmente il lancio dei razzi sulle cittadine israeliane di confine. Ciò è falso perché Hamas non ha rotto il cessate il fuoco - voleva anzi rinegoziarlo- che di fatto semplicemente è scaduto senza che il governo israeliano abbia mantenuto  i suoi patti di liberare Gaza dalla morsa in cui l’esercito la stringe, condannandola all’ embargo e alla fame, da 13 mesi.



Hamas, democraticamente eletta dal popolo, non riesce a opporre, al momento, sufficiente resistenza all’invasione sionista, non dispone di artiglieria contraerea e non riesce ad infliggere al nemico perdite consistenti: se l’esercito dovesse attaccare, troverà certamente la fiera resistenza di un popolo forte e dignitoso la cui capacità militare non può però essere lontanamente paragonabile a quella espressa, ad esempio, da Hezbollah in Libano.



L’attacco a Gaza non può pertanto essere giustificato col ricorso al famigerato lancio di kassam da parte palestinese: anche perché la carta delle Nazioni Unite riconosce ad un popolo sotto occupazione il diritto di usare tutti i mezzi, comprese le armi, per liberarsi dall’occupante - un tale principio qui da noi fu difeso, da ultimo, da Bettino Craxi, unico rappresentante del popolo italiano dopo la seconda guerra mondiale ad avere mai disegnato, in politica estera, linee strategiche autonome, fondate sul concetto politico di sovranità nazionale.



 Come rivela Haaretz, Il piano di attacco a Gaza era stato progettato sei mesi prima dai vertici militari ebraici, mentre l’atmosfera tra le parti era distesa e Hamas proponeva il cessate il fuoco.



Al quadro desolante vi è da aggiungere, oltre alla complicità dell’Occidente,  l’indifferenza mostrata dai governi dei paesi arabi nei confronti dei destini del popolo palestinese, davvero abbandonato da tutti di fronte alla ferocia di uno dei più potenti eserciti del mondo.



 Giordania, Arabia Saudita ed Egitto sono regimi che non tollerano Hamas in quanto quest’ultima è vicina ad Hezbollah e alla Siria e, indirettamente, all’ Iran.



 Mubarak, presidente egiziano, non intende fare giungere alla popolazione civile di Gaza i rifornimenti di viveri da cui questa dipende, mentre pure i  medicinali scarseggiano: per fare giungere aiuti umanitari egli vorrebbe che a Gaza non vi fosse Hamas ma il filo sionista e malleabile Abu Mazen. Del resto la sua posizione è quella condivisa da Usa, Israele, Europa e regimi arabi “moderati”.



L’obiettivo a medio-lungo termine è allora quello di sottrarre l’intera regione all’influenza dell’Islam sciita e rivoluzionario di Hezbollah in Libano, e dunque di Tehran, il cui governo è considerato il principale finanziatore e il dispensatore di risorse ideologiche di Hezbollah e di Hamas.



In tal senso non è da escludersi un epilogo ben più drammatico e davvero preoccupante del conflitto in corso, con un rapido estendersi dell’incendio bellico a paesi confinanti o ritenuti nemici: approfittando del vuoto di potere negli Stati Uniti, e forte del consenso interno, Israele potrebbe tentare finalmente l’attacco all’Iran o trascinare Hezbollah e il Libano in una nuova, disastrosa guerra.



Dopo la pesante sconfitta inferta due anni fa all’esercito israeliano, le milizie sciite avevano fortemente compromesso l’immagine di invincibilità di Tsahal nel mondo intero.



Oggi quattro rabbini hanno emanato un responso talmudico – equivalente della fatwa per il mondo islamico- per condonare l’eccidio di civili: “Quando una popolazione abitante vicino a città ebraiche manda bombe con l’intento di uccidere vite ebraiche, è permesso, dalla legge ebraica, lanciare bombe di reazione anche contro i siti abitati dai civili.”




 



Articolo di Mario Cecere

Continua il genocidio dei palestinesi della Striscia di Gaza: uccisa una bambina. Totale dei morti: 437. 2220 i feriti.

Gaza - Infopal. Prosegue il genocidio del popolo palestinese della Striscia di Gaza. Il bilancio della mattanza, questa mattina, era di 437 morti e oltre 2220 feriti, centinaia dei quali gravissimi.



Questa mattina, durante attacchi contro il nord e l'est della Striscia, gli aerei da guerra israeliani hanno ucciso una bambina di 13 anni e due resistenti delle brigate al-Qassam, ala militare di Hamas.



Fonti mediche palestinesi hanno riferito che i due combattenti di al-Qassam sono stati uccisi durante un attacco israeliano contro un gruppo di resistenti, nel nord della cittadina di Jabaliya, nel nord della Striscia, mentre la ragazzina, Sejoud Al-Dardasawi, è stata ammazzata durante un bombardamento dell'artiglieria d'Israele che ha preso di mira alcune case del quartiere di Ash-Shujaiyah, nella città di Gaza. Altri tre cittadini sono rimasti feriti.



Questa mattina, le forze israeliane hanno condotto oltre 7 attacchi contro aree aperte di Gaza, compresa quella egizio-palestinese.



Tra ieri, settimo giorno di bombardamenti contro la Striscia di Gaza affamata e assediata, e questa notte, sono stati uccisi 12 palestinesi, tra cui 6 bambini e una donna, e altri 60 feriti.



Testimoni oculari hanno riferito che durante un attacco aereo contro il quartiere di Juhr ad-Dik, a est del campo di al-Bureij, al centro della Striscia, che ha centrato un'abitazione civile, è stato ucciso Tahani Abu Ayyash, 22 anni, e 5 membri della sua famiglia sono rimasti feriti.



Un altro cittadino è rimasto ucciso e altri 3 feriti in un attacco missilistico contro un'auto civile che attraversava il ponte di Wadi Gaza, a sud della città. I feriti sono stati portati all'ospedale Martiri di al-Aqsa, dove sono arrivati anche altri dieci feriti da bombardamenti che hanno preso di mira l'abitazione di un capo delle brigate al-Qassam e diversi negozi nel campo profughi di Nuseirat, nella Striscia centrale.



Tratto da: InfoPal

Centosette anni fa nasceva Tolkien.







Il 3 gennaio 1892 nasceva a Bloemfontein, Sud Africa, John Ronald Reuel Tolkien, autore di tante opere di “fantasy” di altissima qualità. Da tempo è mondialmente noto grazie al successo del “Signore degli anelli”. L'opera di Tolkien, di cui gli estimatori hanno, solitamente, colto appena degli aspetti superficiali e periferici senza averne quasi mai potuto comprendere l'intreccio di temi mitologici, numerologici, simbolici, ha tanti pregi. Il più importante dei quali è, forse, quello di avere nuovamente incantato il mondo. Censori religiosi e presuntuosi materialisti avevano passato secoli nell'intento comune di disincantarlo e pietrificarlo.



Da: www.noreporter.org