martedì 2 dicembre 2008

Le foyer du soldat in pillole. [Dicembre 2008]

 A cura di Mario Cecere, per ordinazioni: controventopg@libero.it














Beniamino M. di Dario, La via romana al Divino, Julius Evola e la religione romana, Edizioni di Ar, Salerno, 2001



 



In questo studio l’autore tenta per  la prima volta di ricostruire in maniera organica l’interpretazione del culto romano e, più in generale, della civiltà di Roma propria di Julius Evola. “Il mondo primordiale fu un mondo concepito sotto forma di poteri e di numina, un mondo superreale sostanziato di azione pura e chiara. (…) Nel mondo tradizionale, il rito legava le singole parti e attività al centro, incarnato dal sovrano, e faceva partecipare i singoli all’influenza trascendente da questi portata, venendo a costituire per tal via il “cemento originario” delle organizzazioni tradizionali”.


 


 










Elena Savino, Le radici pagane del Natale, Jubal Editore, Trieste, 2004


 


“Nel 330 d.C. l’imperatore romano Costantino cultore del Sole, dopo avere abbracciato la fede cristiana (con la famosa visione di Cristo che appoggiava le sue battaglie), trasformò in festa cristiana la festa del Sol Invictus del 25 dicembre”.


“Via i pagani dal Natale”, è un  titolo che, almeno in noi, autori di questo libello, ha colto davvero nel segno. Leggere 2000 anni dopo Cristo che qualcuno auspica che i pagani vengano “scacciati” dal Natale, quando furono le festività pagane ad essere soppiantate e sostituite dal nuovo culto cristiano, ci ha portato  a compiere un paio di riflessioni, che sono confluite nell’idea di dar vita ad uno scritto divulgativo sulle radici pagane del Natale. Ci siamo orientati in questo immenso “pluriverso” storico proprio facendo puntuale riferimento all’ articolo della Gatto Trocchi.”


 


 










Artis Chemisticae – Libri tres, Edizioni di Ar, collana Domicilium Stellarum, Salerno, 2006


 


“Lettore non sapendo dissertare, io non sono in grado di discutere sopra l’origine di questo testo. Posso solo affermare con certezza che esso risulta il testo meno oscuro che la tradizione ermetica ci abbia trasmesso. L’autore o artista è sicuramente anonimo, benché qualcuno abbia creduto di identificarlo col Dorn.


Ma ciò in ultima analisi riesce ben poco importante. Quel che invece importa è che esso illumina sulla reale dimensione dell’ alchimia: scienza dello spirito che si traduce in scienza della manipolazione di tutte le cose  - non degradandosi a mera chimica, ma ordinandosi  a espressione autentica dell’ arte del Creare.”


 











Pietrangelo Buttafuoco, Cabaret Voltaire, l’Islam, il Sacro, l’Occidente, Bompiani, Milano, 2008


 


“La destra non è altro che la sinistra al culmine della sua fase senile. La guerra al sacro, mai portata a termine dalla sinistra, viene più efficacemente condotta dalla destra occidentalista, e non con la costruzione razionale della scienza, ma con le bandiere della libertà e della democrazia, due illusioni che non hanno neppure bisogno di nutrire utopie ma solo di formale enunciazione”.





Il falò delle banalità.

Le emittenti nazionali fanno ormai a gara ad organizzare nei loro palinsesti la tal puntata di turno incentrata sulla crisi finanziaria del 2008, invitando uno stuolo di politici e pseudo giornalisti finanziari improvvisati economisti che fino a qualche mese fa se ne uscivano con sparate del tipo "tanto l'economia europea è sana e la crisi dei mutui più di tanto non cagionerà danno al nostro sistema bancario".  Opinionsiti degni di un titolo di laurea honoris causa rilasciato dall'Università per Barbieri di Paperopoli.  Adesso sono diventati tutti catastrofisti e terroristi finanziari, alla faccia del falso ottimismo e garantismo che si sciorinava nei dibattiti pubblici sino a qualche semestre fa.  Una fenomenale opera di banalizzazione e volgare semplificazione di quanto sta accadendo che non consente di spiegare in modo esaustivo a livello socioeconomico e macroeconomico l'attuale scenario di mercato.



Mi piace in particolar modo come vengono dipinti e rappresentati i mutui subprime (che tra l'altro esistono da decenni) ovvero come mutui erogati agli homeless che girano con le buste ed i carrelli della spesa rubati a qualche jet market. Niente di più fuorviante: quando in realtà rappresentano mutui erogati a soggetti che hanno un credit score (punteggio di merito creditizio) inferiore a 670 punti (su una scala valori che va da 500 a 850), in seguito a tardivi o mancati pagamenti su prestiti precedentemente concessi o impegni di pagamento verso utenze di servizi primari (bollette della luce, gas e telefono). Dai subprime si devono distinguere i mutui "nodocs" ovvero "no documents" quelli concessi a soggetti privi di un lavoro a tempo indeterminato e senza mezzi patrimoniali propri, mutui che erano sin dall'inizio destinati ad essere titolarizzati (faccio notare che questa tipologia di mutui ipotecari li hanno erogati anche in Italia ai cosi detti precari, i nuovi morti di fame in giacca e cravatta).



Sappiate comunque che oltre il 25 % della popolazione americana rientra nella categoria di affidamento subprime, mentre il restante 75 % si divide nelle altre due fasce: i soggetti prime e midprime. Tuttavia l'apoteosi di questo falò di banalità propinatoci dai media nazionali l'abbiamo con le spiegazioni sull'origine della crisi (secondo loro passeggera) riconducibili ad una semplice argomentazione: le banche americane che hanno prima concesso mutui a tutti e successivamente hanno cartolarizzato all'inverosimile.  Niente di più fuorviante ! L'attuale scenario che stiamo vivendo non rappresenta infatti una crisi generale del sistema finanziario quanto piuttosto una fase terminale che scaturisce dalla convergenza delle conseguenze economiche e sociali causate dal WTO.  L'Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade Organization), nata dalle ceneri del GATT (un sistema multilaterale di accordi internazionali per favorire il commercio mondiale voluti dagli USA nel 1947 per controllare e dominare l'economia di tutto il pianeta) ha uno scopo principe ovvero promuovere la globalizzazione di tutti i mercati, tanto finanziari quanto alimentari.  Un mercato globalizzato presuppone l'abbattimento di tutte le barriere commerciali (dazi e restrizioni doganali) unito all'abolizione dei sussidi all'agricoltura assieme alla libera circolazione dei capitali.



Proprio il WTO ha reso conveniente e possibile le tanto famigerate delocalizzazioni produttive che hanno rappresentato sia per gli USA quanto per l'Unione Europea un autentica emorragia di posti di lavoro e capitali a favore di paesi come la Cina e l'India che adesso vengono considerate le due fabbriche del pianeta. Le grandi corporations industriali, sfruttando le economie di scala attraverso i ridicoli costi di manodopera di questi paesi, hanno potuto in questo modo aumentare a dismisura i loro profitti a parità di output produttivo, il quale poteva venire assorbito solo dai mercati occidentali statunitensi ed europei.  A fronte di questo diabolico arricchimento di pochi si è contrapposto un drammatico depauperamento in Occidente a causa della polverizzazione dei posti di lavoro ed a causa della concorrenza spietata di prodotti e beni di consumo importati che spazzano via per convenienza economica sul prezzo quelli autoctoni.



La trasformazione del tessuto sociale ed imprenditoriale tanto negli USA quanto in Europa, che adesso devono convivere con il mostro che hanno creato ovvero un esercito di impiegati ed operai senza alcuna prospettiva lavorativa ed una occupazione a singhiozzo, ha lentamente impoverito il paese creando nuove sacche di povertà e disagio sociale a ritmo costante. Solo con il ricorso al debito questi zombie globalizzati hanno potuto continuare a consumare come prima, fino a quando non si è raggiunta la saturazione finanziaria. Nessuno ha fatto ancora notare come in questi ultimi anni tutto è stato venduto a rate, dalle abitazioni alle vacanze alle isole tropicali, causa estinzione della capacità di risparmio, soprattutto nelle giovani generazioni. Il peggioramento dello scenario planetario porterà ad un consistente ridimensionamento dei fatturati delle imprese a cui faranno seguito un crollo del gettito fiscale ed un aumento vertiginoso della disoccupazione.


Le borse in questi termini ci possono aiutare a leggere il futuro: si comportano letteralmente come un termometro che misura la temperatura dello stato febbrile, i loro continui crolli rappresentano un sensibile ridimensionamento delle proiezioni degli utili attesi in futuro e quindi della capacità di fare profitto per le aziende nei prossimi anni. Dalla contrazione del credito bancario concesso alle imprese passando per il crollo del mercato dei consumi, le aspettative future sono tutt'altro che confortanti. Per comprendere la gravità di quanto stiamo vivendo vi voglio ricordare che durante la Grande Depressione degli anni Trenta oltre il 60 % della popolazione mondiale era impiegata nel settore primario (agricoltura) e le donne non avevano una presenza consistente nel mondo del lavoro visto che la società era organizzata attorno al modello della famiglia patriarcale. Oggi l'1 % del pianeta mantiene il restante 99 % sul piano alimentare, mentre la società è caratterizzata da una spiccata presenza della donna nel mondo lavorativo a cui si deve affiancare il modello di famiglia mononucleare che ha sostituito quella patriarcale. Se in futuro dovessimo descrivere all'interno di un libro quest'epoca infelice e la sua futura evoluzione, adesso ci troveremmo a leggere la prefazione.



Di Eugenio Benetazzo, www.eugeniobenetazzo.com

RAIDO n. 36.

lunedì 1 dicembre 2008

Il premio Cirri al gruppo musicale di Francesco Mancinelli.





Francesco Mancinelli ed il suo selezionato gruppo musicale, da qualche decennio, portano in Italia e nel mondo una particolare esperienza che viene definita “Modern European Folk”. Il loro impegno è tenere vivo lo spirito di una musica tradizionale, che ridia voce alle storiche rivolte ed alle insurrezioni in Irlanda, Vandea, Bretagna, Tirolo, fino al regno delle Due Sicilie ed alla storia del brigantaggio nel Meridione d’Italia. Il gruppo “La Contea” è dunque uno tra i più attivi in Europa nel cosiddetto filone della “Musica Alternativa”, ricco di un’esperienza particolare che ha permesso loro di realizzare palinsesti poetici-musicali creati ex-novo. Particolarmente apprezzati i loro arrangiamenti di ballate e sonorità, che appartengono alla migliore tradizione di cantautori italiani come Branduardi, Guccini, De Andrè, Gaber e Battiato. Pertanto, la loro musica identitaria è certamente un mezzo per creare relazioni, per ricercare radici e per rinsaldare la fisionomia dello spirito”. Così gli “Amici della Caravella” spiegano la consegna del Premio Cirri a Francesco Mancinelli e La Contea.



Da: www.amicacacaravella.it