Chiunque volesse contribuire alla riuscita del progetto, che ha una forte valenza politica e rivoluzionaria oltre che umanitaria, dal momento che getta le basi per una rinascita della nazione Karen, può farlo sostenendo economicamente Popoli anche attraverso la destinazione del 5x1000 alla nostra Comunità. Basta indicare, nell'apposito riquadro dedicato al sostegno al volontariato, presente nei vari modelli per dichiarazione dei redditi, il n° di partita iva di Popoli: 03119750234
mercoledì 9 aprile 2008
STORIE DI ORDINARIO ORRORE A KAWTHOOLEI.
Chiunque volesse contribuire alla riuscita del progetto, che ha una forte valenza politica e rivoluzionaria oltre che umanitaria, dal momento che getta le basi per una rinascita della nazione Karen, può farlo sostenendo economicamente Popoli anche attraverso la destinazione del 5x1000 alla nostra Comunità. Basta indicare, nell'apposito riquadro dedicato al sostegno al volontariato, presente nei vari modelli per dichiarazione dei redditi, il n° di partita iva di Popoli: 03119750234
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Tragedia della disperazione tra la Birmania e la Thailandia: 54 birmani, che erano riusciti ad attraversare illegalmente il confine, sono rimasti soffocati all'interno del frigorifero di un camion per il trasporto del pesce. Al viaggio, organizzato dai trafficanti di lavoratori, sono sopravvissuti 67 altri disperati, molti dei quali però sono stati ricoverati in ospedale, in stato di semi-incoscienza. La tragedia, l'ultima in una serie di fatalità che hanno coinvolto birmani in fuga dalle precarie condizioni di vita nel loro Paese, uno dei più poveri del mondo, è accaduta nella provincia di Ranong, una zona al confine dove sono molte attive le bande di criminali dedite al contrabbando degli immigrati destinati al lavoro illegale in Thailandia. La polizia ha spiegato che i clandestini, in gran parte donne, sono rimasti chiusi per ore all'interno del container, con l'aria che scarseggiava man mano che il tempio trascorreva, perchè il sistema di ventilazione aerea non funzionava per un guasto. I birmani avevano pagato circa cinquemila bat a testa (più o meno 160 dollari) nella speranza di arrivare a Phuket, la località turistica distante circa 150 chilometri a sud di Ranong, dove lavorano illegalmente decine di migliaia di birmani in cerca di una vita migliore.
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