venerdì 4 maggio 2012

Nazionalizzazioni e rinascita indio-latina.


(ASI) In principio fu Hugo Chavez, il rifondatore del continente indio-latino, oggi sono i suoi emuli a continuare a fare gli interessi dei paesi sud americani a scapito degli ex colonizzatori. Dopo le nazionalizzazioni decise negli anni passati dal fautore del socialismo del XXI secolo, ora anche la rinata Argentina, sotto il segno del peronismo di Cristina Fernandez in Kirchner, e la Bolivia stanno finalmente riprendendosi ciò che governanti fantocci utili solo agli Usa e ai suoi camerieri avevano svenduto.
Circa un paio di settimane fa a rompere gli indugi era stata la nuova Evita che in qualità di presidente dell’Argentina aveva deciso di espropriare la compagnia petrolifera Ypf, estromettendo la spagnola Repsol; giova ricordare che la compagnia in questione era statale fino al 1993, ora però un tribunale argentino sarà chiamato a stabilire la somma che Buenos Aires dovrà versare alla compagnia iberica come risarcimento.

mercoledì 2 maggio 2012

Blitz contro Green Hill, liberati i cuccioli di beagle


(ASI) Il blitz animalista contro Green Hill nell’allevamento di Montechiari è riuscito. Decine di persone che fanno parte del collettivo “Occupy Green Hill” sono riuscite ad entrare nel canile e ad aprire alcune gabbie liberando diversi cuccioli di beagle destinati alla vivisezione.
L’ex ministro del turismo, Michela Vittoria Brambilla, anche a nome della Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente ha espresso “grande stima e gratitudine per i manifestanti riuniti a Montichiari”. “Per l'ennesima volta migliaia di cittadini – ha continuato la Brambilla - in rappresentanza di milioni di altri, hanno alzato la voce contro l’ultimo allevamento di cani da laboratorio rimasto in Italia, baluardo di un modo di fare ricerca superato e pericoloso anche per la salute umana”.

Primo Maggio: è qui la festa?


Mai come quest'anno la sfilata allegorica del primo maggio, con tutto il suo corollario di bandiere rosse, sindacalisti d'accatto e guitti da cortile, appare come un esercizio retorico privo di costrutto, completamente disancorato dalla realtà. Una sorta di nemesi delle coscienze, anestetizzate dalla ripetitività di gesti senza senso e inebetite dai ritmi sincopati di concertini rock, usati per creare un pubblico all'imbonitore di turno.
In primo luogo non si comprende bene la natura dell'oggetto che ci si appresta a festeggiare. 
Il lavoro, omai da tempo latitante e nella maggior parte dei casi (quando c'è) associato a salari inadeguati al mantenimento di una famiglia?
I lavoratori, bestie da soma in via d'estinzione, immolati sull'altare del progresso e della competitività?
I disoccupati, fra le cui fila sempre maggiormente copiose albergano ogni giorno che passa, nuovi e più numerosi aspiranti suicidi che la "buona stampa" finge bellamente d'ignorare?

Medio Oriente. Israele edifica muro al confine con Libano.


(ASI) Come anticipato da alcuni organi di stampa a fine febbraio, Israele inizia una nuova edificazione muraria, stavolta lungo il confine con il Libano: una barriera lunga 2 chilometri e alta fino a 7 metri separerà i due Stati, e sarà pronta tra qualche mese.
Amit Fisher, colonnello dell’esercito israeliano di guardia al confine libanese, ha affermato a Israel Radio International che il muro "aiuterà a prevenire gli attacchi a fuoco dal Libano verso Israele, visto che nell’ultimo anno e mezzo ci sono stati diversi incidenti di questo tipo".
Del resto, i due Paesi mediorientali restano formalmente ancora in guerra, infatti dalla fine della cosiddetta "guerra dei 33 giorni" dell'estate 2006 (durante la quale morirono 1.500 libanesi, soprattutto civili, e 160 israeliani, in gran parte militari) non è stato raggiunto alcun accordo di pace. Recentemente una dichiarazione del premier israeliano Netanyahu ha gettato una coltre scura sulle prospettive di pace, giacché ha previsto la "cancellazione dalla carta geografica" dello Stato del Libano per opera di Israele.
Lo Stato sionista, tuttavia, non sembra preoccuparsi soltanto dei suoi confini con il Libano, poichè quello che sorgerà tra qualche mese costituisce la quarta barriera che Israele vuole frapporre coi territori circostanti. Le altre tre sono presenti ai confini con la Striscia di Gaza, la Cisgiordania e l’ultima con l’Egitto, dopo la caduta dell’ex dittatore Hosni Mubarak e i timori israeliani verso il nuovo corso della politica egiziana, soprattutto dopo le elezioni presidenziali che si terranno tra maggio e giugno prossimi. Quest’ultima dovrebbe essere completata entro ottobre 2012 e sarà alta poco meno di 5 metri e lunga 225 chilometri.
Quella di Israele di trincerarsi dietro dei muri è una scelta che rientra in una politica isolazionista, certo non un messaggio di apertura al dialogo con i Paesi confinanti.

La deforestazione in Cambogia tra villaggi turistici cinesi e piantagioni di gomma.


(ASI) La foresta incontaminata del Botum Sakor National Park, nella Cambogia sud occidentale, che una volta era abitata da splendide tigri ed elefanti, sta rapidamente scomparendo per lasciare spazio a villaggi turistici per ricchi e piantagioni di gomma. La Tianjin Union Development Group, un’impresa immobiliare cinese, sta trasformando 340 chilometri quadrati di Sakor Botum in una vera e propria città turistica per il gioco d’azzardo dove poter fare “feste e baldoria”.

Tensioni in Kosovo a pochi giorni dal voto serbo.

Le elezioni serbe si avvicinano, e la tensione in Kosovo continua a crescere. Il ministro degli Interni serbo, Ivica Dacic (foto), ha affermato domenica che i servizi d’intelligence di Belgrado e quelli di altri Paesi hanno ottenuto informazioni secondo le quali ci sarebbero piani per impedire le elezioni amministrative nel Kosovo settentrionale. Si tratta della regione kosovara abitata in prevalenza da serbi nonostante facciano capo a Pristina e le cui municipalità intendono partecipare alle elezioni locali (oltre che a quelle politiche e presidenziali) del 6 maggio prossimo.

I POWs di Maghaberry interrompono le trattative.

Dopo due anni di proteste e tentativi di mediazione, i detenuti politici repubblicani detenuti nel carcere di Maghaberry hanno deciso di interrompere tutte le trattative con mediatori e partiti politici. In una dichiarazione, datata 23 aprile23 aprile 2012, i POWs hanno dichiarato definitivamente fallito ogni tentativo di raggiungere l’attuazione dell’accordo sottoscritto nell’agosto del 2010 tra prigionieri e le autorità penitenziarie, mai messo in pratica da queste ultime. “Quando abbiamo avviato la protesta, nell’aprile 2010, avevamo individuato due questioni principali che dovevano essere risolte” affermano i prigionieri della Roe House 4 citando le tristemente note strip searches e il movimento controllato. Nell’accordo i prigionieri avevano anche sottolineato che qualsiasi accordo avrebbe dovuto prendere in considerazione altre questioni importanti, come la necessità che le autorità carcerarie interagissero con i prigionieri repubblicani in quanto gruppo e non individualmente.