sabato 14 aprile 2012

Cisgiordania. Polizia israeliana arresta due cittadini italiani.


(ASI) Nella giornata di mercoledì, la città palestinese di Hebron, in Cisgiordania, è stata teatro dell'arresto di due attivisti italiani da parte delle forze di polizia israeliane.
Si attende, a seguito del processo, il rimpatrio forzato in Italia dei due per manifestazione non autorizzata, sebbene fonti vicine ai due attivisti negano vi fosse alcuna manifestazione durante l'arresto.
Gli italiani stavano partecipanto alla Conferenza Internazionale per la Resistenza Popolare, organizzata da movimenti vicini alla causa del popolo palestinese. Nella stessa operazione sono stati arrestati anche due cittadini di Hebron: Issa Amro, attivista nonviolento del gruppo “youth against the settlements” di Hebron, e Abdellah Abu Rahma, coordinatore della conferenza.
Gli organi d'informazione italiani non danno notizia di questi due arresti, malgrado siano passati già un paio di giorni senza che Israele comunichi decisioni riguardo la sorte degli attivisti.

India. Il rilascio di Bosusco e le ragioni dei tribali.


(ASI) Nelle scorse ore tra i media italiani ha avuto un’ampia eco la notizia del rilascio di Paolo Bosusco, rapito in India daguerriglieri maoisti insieme a Claudio Colangelo il 14 marzo. Dopo settimane di tira e molla il governo di Nuova Delhiha trovato un accordo con i guerriglieri sulla base delle condizioni imposte da questi ultimi, ovvero la scarcerazione di 27 membri del gruppo tra i quali Sushashree Panda, moglie del leader maoista.
 Il 54enne italiano, apparso sereno ma comprensibilmente provato da quest’esperienza, è stato consegnato a un mediatore nel villaggio di Mohona, Stato dell’Orissa. Le prime parole di Bosusco da uomo libero hanno destato un pizzico di stupore nell’opinione pubblica. “Queste persone - ha detto all'agenzia Ansa - sono considerate delle bestie, criminali sanguinari. Ma hanno sofferto ingiustizie incredibili. Non condivido le loro scelte perché le impongono con le armi, ma se riuscissero ad avere più giustizia avrebbero molto da dare alla società”. Prima che si faccia sbrigativamente ricorso alla “sindrome di Stoccolma” per interpretare, con rigidi metodi sociologici, l’atto di difesa dei suoi rapitori da parte di Bosusco, proviamo a capire le ragioni reali che lo hanno spinto a parlare di ingiustizie incredibili cui sarebbero sottoposti gli abitanti della regione dell’Orissa.

Siria. «I ribelli ci uccidono. L’esercito deve restare»


Viviamo in Siria da più di sette anni, amiamo questo Paese e il suo popolo. Ci sentiamo indignati e impotenti di fronte al tipo di informazioni che circolano in Europa e fanno opinione, sostenendo le sanzioni internazionali, una delle armi più inique che l’Occidente usa per tenersi le mani pulite e dirigere comunque la storia di altri popoli. Pulite fino a un certo punto: si moltiplicano le segnalazioni della presenza di personale militare inglese, francese (e di altri Paesi) a fianco degli insorti per organizzare le azioni di guerriglia, grave violazione internazionale che passa sotto silenzio.
Sono state raccolte firme e fondi per aiutare la “primavera” del popolo siriano.

Ma chi ha dato – in perfetta buona fede – offerte e sostegno della “liberazione” della Siria deve sapere che ha finanziato assassini inumani, procurando loro armi, contribuito alla manipolazione dell’informazione, fomentato una instabilità civile che richiederà anni per essere risolta. Sconvolgendo l’equilibrio in un Paese dove la convivenza era pane quotidiano. Perché intervenendo senza conoscere la realtà non siamo più liberi, ma funzionali ad altri interessi che ci manipolano.

lunedì 12 marzo 2012

Fabei presenta "I Neri e i Rossi". Venerdì 16 marzo a Perugia


I. I. S. «Giordano Bruno», Perugia, ore 15.00. Nell’ambito degli incontri “LeggerMente” Libri “raccontati” dagli autori  presentazione de I Neri e i RossiTentativi di conciliazione fra fascisti e socialisti nella Repubblica di Mussolini. Introduce e coordina la Prof.ssa Patrizia Simonini (Funzione Strumentale Biblioteca), intervengono la  Prof.ssa Francesca Valentini, docente I.I.S. «Giordano Bruno» e membro della Direzione regionale del Partito Democratico, e l’autore, Stefano Fabei. 


http://www.stefanofabei.it

Libri. “Le voci del silenzio – Storie di italiani detenuti all’estero”


“Le voci del silenzio – Storie di italiani detenuti all’estero” di Fabio Polese e Federico Cenci (Eclettica Edizioni – 13,00 €) 
Quanti connazionali conoscono la condizione cui sono costretti a vivere i circa tremila italiani attualmente detenuti all’estero, talvolta in spregio al diritto internazionale e nell’inadempienza dei consolati patri? In quanti immaginerebbero mai che il “sogno americano” possa trasformarsi in un incubo vissuto per anni dietro le sbarre, con il rischio di un epilogo mortifero? O che dietro il miraggio delle spiagge esotiche di Santo Domingo possa nascondersi un fatale imprevisto? Oppure che il fascino di Paesi come India e Thailandia possa celare aspetti oscuri?
E’ in uscita per Eclettica Edizioni, “Le voci del silenzio – Storie di italiani detenuti all’estero”, un libro-denuncia, scritto da Fabio Polese e Federico Cenci che si avvale della prefazione di Roberta Bruzzone, Psicologa Forense e Criminologa.

Palestina: Continuano le incursioni sull Striscia di Gaza


(ASI) Continuano le violenze nella Striscia di Gaza: nella giornata di oggi sono stati 4 i raid aerei israeliani che hanno causato la morte di tre persone tra cui un bambino ed un uomo di sessanta anni.
Secondo fonti mediche locali negli ultiumi tre giorni, in risposta al lancio di razzi palestinesi lungo le zone di confine, le bombe del Governo israeliano hanno causato in tutto 18 morti ed almeno trenta feriti tra i civili.

Libri. “KAWTHOOLEI – Scatti in zone di guerra nella birmania orientale”




(ASI) Gli scatti presenti nel libro sono stati fatti tra il novembre e il dicembre del 2011 in una missione umanitaria della Comunità Solidarista Popoli nelle zone di guerra della Birmania orientale, dove vive il popolo Karen che combatte da più di sessant’anni contro il regime del Myanmar.
Kawthoolei è il nome con il quale i Karen amano chiamare la loro terra: “la terra senza peccato”.